mercoledì 10 settembre 2025

SUL PASSAGGIO DALL'OGGETTO AL SIMBOLO NELLA RICERCA INTERIORE

 



Un giorno, quando era molto piccola, mia figlia stava succhiando il latte dal seno di mia moglie. Dopo un allattamento prolungato, mia moglie le disse: «Adesso fermiamoci. Oggi, hai bevuto proprio tanto latte». E lei rispose: «No, mamma, ancola, ancola. Solo vedele… vedele in bocca».Questa frase, “vedere in bocca”, geniale e apparentemente tenera e furbesca, racchiude in realtà un significato molto più profondo.Ci troviamo davanti al passaggio dalla relazione con l’oggetto del nutrimento a un atto di assunzione simbolica.Il latte e il capezzolo non sono più un semplice oggetto inanimato, una “cosa” da assimilare nel corpo: il latte che nutre, il capezzolo che placa un bisogno. Nel dire «vedele in bocca», la bambina mostra che non vuole più soltanto la cosa: desidera conservarne l’immagine, portarla dentro come presenza viva. Qui nasce il simbolo: l’oggetto non è più materia, ma diventa immagine animata, dotata di vita propria.In questo gesto si manifesta l’archetipo della Madre, nella sua universalità preesistente all’individuo. Non più solo nutrimento fisico, ma immagine interiore autonoma, che opera nella psiche come soggetto a sé. È il segno del passaggio naturale dal corpo all’anima, dal bisogno biologico alla relazione simbolica.Questo ci mostra come un simbolo si differenzia da un oggetto e da un segno. L’oggetto resta inerte, il segno si limita a rimandare a qualcosa, mentre il simbolo introduce una realtà psichica viva, che continua ad agire e a trasformare la coscienza. La bambina non ha più bisogno del latte, ma della Madre dentro: un’immagine che la accompagna, la rassicura, la sostiene.Lo stesso avviene in noi, come ricercatori o come persone in un percorso di consapevolezza. Un simbolo autentico non è mai inerte: agisce come ponte archetipico, apre uno spazio interiore e lavora in profondità trasformando la coscienza. Questo è un passaggio decisivo del lavoro interiore: distinguere l’oggetto e il segno, che restano fissi, dal simbolo, che non è mai concluso in un significato definitivo, e lasciare che diventi forza viva dentro di noi.

domenica 7 settembre 2025

LA CERTEZZA INCERTA

 





Chi affronta una via iniziatica tradizionale, spesso, si trova di fronte alla scelta di assumere come vere, in assoluto, le affermazioni della tradizione. L'iniziato non aderisce ad un dogma, ossia un’affermazione inverificabile, ma solo alle proposizioni che portino con sé un processo operativo; il quale, se messo in atto, consente a ciascuno di verificare personalmente quelle proposizioni stesse. L'iniziato, tuttavia, deve essere consapevole di quanto sia tentato dal prendere come vere le molte affermazioni della conoscenza tradizionale, solo perché sono da sempre tramandate e testimoniate da coloro che sostengono di averle verificate nel proprio lavoro. La stessa testimonianza, nondimeno, deve essere accolta con relatività. Non perché si debba mettere in dubbio colui che sostiene di aver verificato in sé la tradizione, ma perché esso stesso non può andare oltre la propria esperienza, della quale non è possibile tracciare un confine certo ed assoluto. Facciamo un esempio. Il fine ultimo della conoscenza, detto non dualismo, sostiene che la ricerca termina con la realizzazione di una coscienza una, identica in tutti, fuori dallo spazio, dal tempo, dal legame di causa ed effetto, e al di là delle forme, quindi, eterna, fondamento stesso della manifestazione. I ricercatori accettano questo come realtà, anche se da verificare. Nel momento stesso in cui ciò sia verificato da un ricercatore, divenendo esso stesso testimone, come potrebbe certificare che quello sia il finale della ricerca e che quello stato realizzativo sia eterno? Ovvero permanente e irreversibile? Qualsiasi realizzazione, per quanto sublime essa sia, non può uscire dal momento presente della sua esperienza e non può affermare qualcosa oltre l'esperienza stessa. Come si può affermare, quindi, che quello stato sia eterno e finale? Da questo punto di vista, un ricercatore può assumere un metodo da seguire con fiducia. E deve essere cosciente di avere tre riferimenti fondamentali che indicano la verità del suo cammino. Questi sono il concetto di libertà, consapevolezza e quello di gioia incausata, ossia autonoma e inattaccabile dagli eventi. Se ogni giorno facciamo esperienza dell'aumentare di questi tre segnavia, stiamo viaggiando nella giusta direzione. Qualsiasi altra affermazione conduce verso una deriva dogmatica e inverificabile. Per questo, possiamo affermare che “Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere”.

domenica 31 agosto 2025

CULTURA ESOTERICA O ESOTERISMO?

 




sabato 30 agosto 2025

L'ESOTERISMO NON È PER DILETTANTI




 

venerdì 29 agosto 2025

COME POTREBBE NON ESISTERE LA VERITÀ? MA...

 


Uno degli ostacoli dell'amante della conoscenza è cristallizzare, dal punto di vista delle sue possibilità attuali, un concetto finale di Verità/Realtà. 

Dove sono radicate le nostre certezze? 

Lo dice la Tradizione… 

Lo afferma il Maestro “x” che ha realizzato… 

È sostenuto e compreso da millenni… Tutto questo risuona in me… 

Ma, siamo proprio certi di poter affermare che le cose stiano proprio così, per questi e questi altri motivi? 

Allo stesso tempo, non è possibile procedere verso espansioni del conoscere senza una direzione. Come uscire da tale paradosso? 

La soluzione è assumere un metodo che consenta di fare esperienza diretta di una realizzazione superiore. 

Quindi, lavorare… lavorare… lavorare… 

E se raggiungessimo il finale della conoscenza, per quanto è stato tramandato? 

Ci risponse un grande uomo di questi tempi. Alla domanda provocatoria dell'interlocutore, che chiedeva: “Maestro, se qualcuno le dicesse che quella che ha realizzato non è la conoscenza finale?”. Lui rispose: “Se così fosse, mi metterei in cammino verso questa nuova meta”.

Per concludere, se, nella via, ogni giorno ci sentiamo più liberi del giorno prima, vale la pena proseguire. Se sperimentiamo una dipendenza sempre maggiore, è bene cambiare strada. Perché quella conduce verso la sofferenza e la morte.


venerdì 22 agosto 2025

LA SUPREMA AUTENTICA CONOSCENZA


L’insegnamento tradizionale, detto esoterico, tramanda le vie per ritrovare in sé la natura divina: uno stato dell’essere di pura consapevolezza e di possibilità illimitate.

Questa nostra vera natura, celata dai limiti dell’individualità, è gioia infinita, senza causa.

Perché sia autentica, la Suprema Conoscenza deve condurre la coscienza al "centro", là dove nasce il contatto diretto e intuitivo con la realtà. In quello spazio non serve distinguere tra bene e male, giusto o sbagliato: tutto ciò che vi risuona è verità, ciò che ne è dissonante è solo una contraffazione.

Per questo ogni dottrina che impone verità o teorie astratte, senza indicare come svelare la pienezza interiore, si rivela ingannevole e imprigionante.


domenica 20 luglio 2025

VIDEO PILLOLA 3 "La Consapevolezza, questa sconosciuta"

https://youtu.be/I5EMyX5YqUI?si=eo1L0C-i-6tYLyPG

venerdì 13 giugno 2025

VIDEO PILLOLA 2


 

IL LINK DEL VIDEO

https://youtu.be/WXa0ybBmRZA?si=vAxPPfKhzU8YmcCQ

VIDEO PILLOLA 1


IL LINK DEL VIDEO

https://youtu.be/tm5u1s7crcc?si=o540CC-CKyv9sQUY

 

domenica 25 maggio 2025

I DEMONI E LA REALTÀ

 



Quando scendiamo nel subconscio, incontriamo figure che incarnano l’oscurità in cui siamo imprigionati, da noi stessi nel tempo generata. 

Sebbene simboliche, queste presenze sono autonome e si manifestano come reali: entrano in relazione con noi per essere riconosciute, trasformate e trasmutate.

È un incontro sacro. Non prenderlo sul serio significa rompere il patto con il mondo interiore, chiudendo per lungo tempo la via della liberazione.

Molti credono che la causa dei limiti e della propria sofferenza risieda all’esterno, in forze ostili o in “demoni” che ci ostacolano. Ma la vera battaglia si gioca dentro di noi.

Non possiamo escludere che esistano fuori di noi energie sottili dense, cariche di rabbia o risentimento, ma non è lì che inizia il lavoro. Cercare nemici nel mondo esterno è un modo per sfuggire al compito più arduo: affrontare la propria notte interiore.

Solo lì, nel cuore dell’ombra, si accende la luce della consapevolezza.

venerdì 23 maggio 2025

ESISTE REALMENTE UNA RELAZIONE DI COUNSELING?

 



In apparenza, il counseling si distingue dalla psicoterapia per l’orientamento al presente, per il lavoro in superficie e per la non patologizzazione dell’esperienza.

Ma nella realtà concreta, ogni relazione d’aiuto autentica apre un campo profondo. Anche la domanda più semplice può diventare soglia di trasformazione.

Basta una parola, un simbolo, un’emozione… e si entra già nel cuore dell’essere.

Il vero confine non è nella domanda, ma nella postura dell’operatore: nella sua capacità di restare ancorato al presente, senza analizzare né interpretare, ma contenendo, ascoltando, accompagnando.

Questo richiede sì una formazione solida, ma soprattutto una trasformazione interiore già in atto.

Perché solo chi ha toccato le proprie profondità può accogliere quelle dell’altro senza oltrepassare i limiti del proprio ruolo.


mercoledì 21 maggio 2025

IMPARARE DAL SOFFRIRE E DAL MORIRE

 




Molti anni fa, mi sono occupato di counseling oncologico. Ho incontrato molti pazienti. Alcuni sono guariti, altri, purtroppo, li ho accompagnati fino al confine di questo mondo.

Da ognuno di loro ho imparato qualcosa. La lezione più grande è stata l’umiltà.

Ho compreso che, nei momenti più intensi dell’esistenza, non c’è posto per il nostro bisogno di “fare bene” il nostro lavoro.

Chi rischia di morire, o sta per morire, non ha lo spazio interiore per accogliere il narcisismo delle nostre prestazioni.

In quei momenti, la cosa più importante non sono le tecniche, i metodi, ciò che abbiamo appreso, ma semplicemente esserci, con qualità e autenticità.

Essere presenza. Essere ascolto. 

E questo significa accogliere dentro di sé la sofferenza dell’altro…

Osservarla interiormente…

E, come per magia, restituirla rasserenata.


martedì 20 maggio 2025

NON C'È COAGULAZIONE SENZA SOLUZIONE...

 


Non puoi liberarti senza rettificare ciò che ti imprigiona. Potrai accumulare tutte le conoscenze dell’universo, persino quelle più segrete ed esoteriche, ma nulla accadrà finché non incontrerai, con autenticità, la tua ombra.

Osserva...

Non si tratta di reprimere i tuoi impulsi, neanche la tua rabbia. La soluzione non avviene così. Se la reprimi, essa ti sommergerà. Sii solo consapevole che sta emergendo, e persevera nell’osservazione: sarà questa presenza silenziosa a trasformarla. Ma fai attenzione: non causare danno a te stesso né a nessuno.

Osserva meglio...

Anche quando appare come un’espressione virile e potente di un individuo maturo, la rabbia è spesso la voce di un bambino ferito, che chiede giustizia o vendetta per ciò che ha subito.

E, a ben guardare, sotto tutto questo c’è solo paura. 

domenica 18 maggio 2025

DIALOGHI METAFISICI

 




“Pensi che sia possibile, per un occidentale, accedere realmente alle pratiche iniziatiche orientali? Ho l'impressione che ci siano differenze nella forma mentale tra oriente e occidente, che rendono inconciliabili i due metodi.”

“È ricorrente questa convinzione… Inizialmente, possiamo osservare distinte modalità operative che si adattino alle differenze oggettive che ci sono. Più avanti, tutti dovranno operare nello stesso modo. Credere di poter protrarre, fino alla fine, processi diversi sarebbe come affermare, in assoluto, che siamo differenti nel nostro essere. Ma gli uomini, superata la diversità psichica iniziale, sono tutti uguali. Quindi, ci sono operazioni che portano ad un livello realizzativo ed altre che sono necessarie per oltrepassarlo, volendo ottenere qualcosa di superiore. Diciamo che… gli occidentali si sono formati su un concetto di imitazione della divinità. Gli orientali hanno superato questa possibilità e si sono spinti verso uno stato di assenza di forma, nel quale non c'è più posto nemmeno per la divinità medesima. Perché questo stato finale è la Fonte stessa di tutto ciò che appare, compreso il Principio. Per realizzare tale Supremo Essere, tutti, occidentali od orientali, devono compiere lo stesso atto, incomparabile con i precedenti."

venerdì 16 maggio 2025

SCEGLIERE È NATURALE, SOLO SE LO SAI FARE





 

Ogni scelta che facciamo, anche quella più semplice, apre dentro di noi riflessioni profonde. Spesso non ce ne accorgiamo, ma in realtà stiamo decidendo la direzione della nostra vita.

Scegliere davvero richiede consapevolezza.

Il punto non è “sentirsi liberi” di agire in un modo o in un altro, ma comprendere se la tua scelta è davvero la giusta causa per ciò che desideri ottenere.

E poi: sei certo che ciò che desideri ti renderà davvero felice?

C’è un’altra domanda ancora più sottile:

I tuoi progetti sono in armonia con un principio etico universale?

E… esiste un’etica che valga per tutti?

Forse la felicità non nasce dal desiderio, ma dalla coerenza con un principio più profondo.


mercoledì 14 maggio 2025

SULLA SOFFERENZA ESISTENZIALE





“È possibile individuare una causa universale della sofferenza esistenziale e della difficoltà di liberarsene?”


“Pur essendo un tema molto complesso, possiamo tuttavia riconoscere un elemento decisivo nel dolore del vivere: confondere la propria identità con ciò che si sta vivendo nel momento presente.

Il dolore che provi è spesso l’effetto di ciò che è stato generato in passato, nell’inconsapevolezza. Ma non sei tu.

Il dolore non è chi sei. È solo una condizione che stai attraversando.

Tu puoi essere molte altre cose.

Puoi riscoprire l’arte della felicità, che nasce dalla comprensione che tu sei, prima di qualsiasi azione, errore o risultato.

Una seconda causa, che nasce dalla prima, è il giudizio verso sé stessi.

Quando ti giudichi per gli errori del passato, o quelli che presumi siano tue colpe o errori che hai compiuto tu, credendoli la misura del tuo valore, rischi di diventare il tuo stesso persecutore.

E la volontà di punirti sarà più forte di ogni tentativo di cura.”


domenica 11 maggio 2025

LA SCINTILLA UNIVERSALE DELL'INTUIZIONE




 

C’è un luogo nella nostra interiorità, accessibile quando si allenta il confine rigido della mente individuale.
Non appartiene a nessuno: è uno spazio comune, universale. È la fonte dell’ispirazione.
Quando vi entriamo, siamo attraversati da una potenza amorevole e geniale.
L’artista crea la sua opera, lo scienziato trova la formula irraggiungibile, il costruttore innalza la cattedrale.
E ciascuno, nella propria quotidianità, inizia a vedere con occhi nuovi: quelli della soluzione e della serenità.
In quello spazio sacro, la vita diventa luminosa e comprensibile.
Ne scorgiamo la regìa profonda, che — sebbene invisibile all’io — conduce sempre verso la bellezza.
Quando questo accade, siamo entrati nella dimora consapevole dell’universalità.

domenica 27 aprile 2025

LA PRESUNZIONE DI CONOSCERE DIO




 

L’atto più presuntuoso compiuto dall’umanità è stato definire chi sia Dio — nelle sue infinite, mutevoli forme — e attribuirgli leggi dettate dalla propria limitatezza.Anche nel migliore dei casi, quando le religioni hanno fatto dire a Dio che dobbiamo essere buoni, hanno dimenticato l’inutilità, o quasi, di una tale enunciazione astratta. È forse l’unico modo per regolare le masse? In parte sì, ma osserviamo che non è stato sufficiente. Per esperienza, comprendiamo che non si giunge al Bene autentico senza prima discendere negli inferi interiori per sciogliere l’ombra che vi si annida. Solo allora Dio comincia ad apparire. E il conoscere diventa un’evidenza viva e numinosa, che nasce dal silenzio.


LA MAGIA ESISTE E SI MANIFESTA IN VARIE FORME

 




Sotto la coscienza esiste uno stato subconscio in cui i confini tra corpi e menti degli individui particolari non sono così rigidi. Scendere in quel sommerso, avendone acquisite le capacità, è un evento che deve essere compiuto con dei principi etici profondi, radicati sul concetto di unità tra gli esseri viventi e non rivolti agli istinti di conflitto e separazione. È fondamentale, inoltre, avere acquisito una struttura dell'io più che equilibrata e consapevole, dal momento che il mondo subconscio è estremamente impermanente, e mette in crisi il principio di razionalità. Queste esperienze, aprono anche il problema della “magia nera”. Non nel senso letterale di utilizzo di enti negativi esterni o formule e rituali, ma per la possibilità stessa di agire sul piano sottile dell'altro, con il propellente di forti istinti bassi o di tonalità emotive, indifferentemente che siano attrattive o repulsive, rivolte al desiderio oppure alla vendetta, all'ira, alla gelosia o all’offesa. Alla luce di forti emozioni, non è da escludere che tali effetti sugli altri possano verificarsi, inconsapevolmente, anche senza avere cognizioni tecniche particolari, perché il pensiero è potente, e pensare è un fatto serio.

sabato 22 marzo 2025

IL PENSIERO È MATERIA

 




IL PENSIERO È MATERIA

Il pensiero, pur non avendo consistenza sul piano fisico, è anch'esso materia. Una materia sottile, che però, sul piano mentale, può diventare estremamente densa e pesante.

Quando più individui dirigono lo stesso pensiero nella medesima direzione — soprattutto se uniti in “catena” — esso acquista un peso rilevante, capace di agire concretamente sul piano sottile.

 Questo accade sia quando tali individui sono consapevoli della forza che esercitano, sia — ancor più pericolosamente — quando non lo sono, ma hanno comunque sviluppato, in modo latente o deviato, certe qualità interiori capaci di imprimere una forza reale al pensiero.

È per questo che occorre grande attenzione verso ciò che pensiamo, e verso chi o cosa indirizziamo i nostri pensieri. Prima di tutto, verso noi stessi.

 Perché, anche se spesso non ne siamo consapevoli, pensare è un atto serio e potente.


martedì 11 marzo 2025

SULL'ILLUSIONE DELLA FELICITÀ



 

L'Occidente moderno è saturo di pratiche esoteriche, meditazioni e tecniche di rilassamento che promettono serenità e benessere. Senza dubbio, queste discipline hanno effetti positivi per molte persone. Tuttavia, rimangono spesso superficiali e non riescono a scalfire le barriere interiori che ci separano dalla vera serenità. Più che strumenti di trasformazione, rischiano di diventare un anestetico sociale. La felicità autentica non nasce dal benessere momentaneo, ma dalla capacità di confrontarsi con la propria ombra. Solo attraversando il buio interiore si può scoprire la luce profonda della gioia autogena, una felicità immotivata, che sgorga dal centro stesso dell’essere.

SULL'EFFICACIA E IL DOGMA



 

martedì 4 marzo 2025

PSICOLOGIA E SPIRITUALITÀ




“In un mondo, quello attuale, in cui tutto è segmentato e la conoscenza diventa una ripartizione in settori, c'è la possibilità di unire la conoscenza moderna della psiche e la scienza dello spirito?”

“Dipende dalla visione di riferimento di una forma di conoscenza. In alcuni casi, constatiamo un passaggio di evidente continuità tra le due. Prendiamo l'esempio di Carl Gustav Jung. La sua più importante eredità fu l’esperienza di quella che chiamò immaginazione attiva. La stessa modalità, seppur con piccole differenze, Jung stesso la rintracciò in molte millenarie tradizioni iniziatiche. Consisteva nell'entrare nel proprio subconscio e, dopo le necessarie rettificazioni, incontrare il Sé. Questo Sé, in realtà, è il Supremo Atman della metafisica indiana, ovvero l'Assoluto dentro di noi. Esso, tuttavia, si svela per gradini, nelle operazioni interiori. Incontreremo il Sé come principio ordinatore dell’individualità, poi, come espansione ad una coscienza universale. Alla fine di questo percorso, che prende avvio dal corpo e attraversa la psiche, il Sé si svelerà nella sua vera natura: l’Atman Non Duale, l’Assoluto che è il fine ultimo della Conoscenza."

SULLA RELIGIONE E L'INIZIAZIONE

 




domenica 23 febbraio 2025

TUTTO È LA VIA


 


venerdì 21 febbraio 2025

LE FASI INIZIALI DELLA VIA AUREA




 

giovedì 20 febbraio 2025

LE NOZZE CHIMICHE






Le nozze chimiche, simbolo emblematico dell'alchimia, come tutti i simboli, hanno molti livelli di significato. In generale, le "nozze" rappresentano la fusione degli opposti per generare un terzo stato, superiore, simbolo dell'Opera alchemica compiuta e della realizzazione dell'Unità. 
Un momento fondamentale del lavoro iniziatico, nella sua prima fase, corrisponde al lavoro psicoanalitico e, in questa fase, comporta l'unione dell'energia maschile con quella femminile, presenti in ogni essere umano. 
Un maschile che non ha integrato la femminilità è una forza cieca che penetra con arroganza la realtà, distruggendo quello che incontra o assoggettandolo alle proprie condizioni. Il maschile che non ha incontrato la sua femmina-sposa è una forza brutta angosciata per aver abbandonato la sua anima. Il femminile che non si è unito all'energia maschile, di contro, è una divinità passiva, lacrimosa, deflorata dalla vita, rabbiosa per essere sola, in balia delle tempeste del mondo e delle emozioni. Essa, nel buio profondo dell'Abisso, diviene un demone affamato in cerca della sua vendetta. 
Quando le nozze sono sacralizzate, sorge un Essere nuovo, di livello superiore, che si apre alla potenza dello Spirito. In lui esplode la bellezza, e l'azione diviene una forza armoniosa che comprende senza distruggere, acquisendo in sé l'essenza delle forme. E l'angoscia devastante dell'assenza si dissolve nella creatività. Questo Essere si incammina verso la luminosa potenza compassionevole del Principio.

martedì 11 febbraio 2025

SUL LAVORO INTERIORE E GLI OSTACOLI DELL'IO COSCIENTE




 

lunedì 10 febbraio 2025

SULLA MAGIA DELLA REALTÀ E LA TRASFORMAZIONE INTERIORE



Quando apriamo la Porta della caverna della nostra interiorità, e iniziamo la rettificazione, accadono eventi potentissimi, che hanno il sapore della magia. Entriamo nel luogo del Sacro, e di questo viviamo una diretta e chiara esperienza. Attivando un processo di soluzione delle nostre vecchie strutture subconsce, iniziano a manifestarsi, per sincronicità, come rispecchiamento del nostro lavoro, effetti nel mondo esterno. Possono rompersi oggetti particolari di nostro possesso, o verificarsi eventi che destabilizzano modi esistenziali ormai inefficaci e non più coerenti con il nostro cambiamento. Se abbiamo un ruolo importante in un gruppo, specialmente se iniziatico, la nostra trasformazione si riverbera anche sugli altri componenti, ecc. Quando attiviamo con autenticità un processo di trasmutazione, quindi, entriamo in contatto con un piano della realtà arcano, che agisce attraverso una grammatica misteriosa diversa da quella della dimensione cosciente, e ci accorgiamo che tutto complotta per la nostra liberazione.

sabato 8 febbraio 2025

CIRCA LA POTENZA E I PERICOLI DELL'INIZIAZIONE


Un  cammino di conoscenza, che ha lo scopo universale di svelare in sé la consapevolezza luminosa al centro del proprio essere, passa necessariamente attraverso l'incontro con il lato oscuro dell'individualità. Non è possibile trovare la luce senza prima aver diradato l'oscurità che la nasconde. Questo incontro con la dimensione oscura, la nigredo alchemica, la discesa negli inferi, tuttavia, può essere compiuto solo dopo aver stabilizzato una forte  presenza nel corpo, la chiarezza razionale, e compresi e fissati i valori etici, che elevano l'uomo alla dimensione superiore… 

L'incontro con l'ombra non è un fatto da sottovalutare. Essa può tramutarsi nel fuoco dei filosofi che brucia l'ignoranza o, senza le giuste qualificazioni del ricercatore, divenire il mostro che deflagra e divora la nostra individualità.

È importante sapere che il cammino iniziatico, nelle sue molteplici forme, è un processo profondamente serio, che il mondo moderno, tra superficialità e arroganza, sembra aver dimenticato.

giovedì 6 febbraio 2025

SULLA VERITÀ, I DOGMI E LA RICERCA




 

martedì 4 febbraio 2025

CIRCA L’ILLUSIONE ATTUALE DELLA REALIZZAZIONE SPIRITUALE


L'attuale allargamento delle pratiche esoteriche alla moltitudine, fuori da un contesto autenticamente iniziatico, ha causato una pericolosa illusione. Il benessere iniziale, prodotto da alcune tecniche e da conoscenze accessibili oggi superficialmente, ha generato l'illusione di una realizzazione spirituale apparente, momentanea e fragile. Tale problema è ormai ricorrente anche in molti Ordini Iniziatici, che hanno perso la profondità dell’insegnamento e aumentato il numero dei propri partecipanti; pur essendo, tali ordinamenti, sorretti nel loro interno da un Centro iniziatico, ristretto, “solitamente” presente e attivo. Su quest'ultimo, che rimane unito alla Tradizione, si mantiene in vita l'intera struttura. Ci si illude, quindi, di aver ottenuto uno stato di elevata realizzazione, ignorando che questo è il numinoso risultato dell'incontro e del superamento della propria ombra. Nella Tradizione, questa necessaria operazione è chiamata discesa negli inferi.

domenica 26 gennaio 2025

SUL PROCESSO DI SVELAMENTO, GLI OSTACOLI E LE ALLUCINAZIONI



Nella nostra interiorità c'è un centro misterioso, che fonda le radici della psiche individuale. Nel passato è stato considerato una divinità; e la sua amicizia era fonte di saggezza. È il daimon dei Greci, l'anima di Ba per gli egizi, il genius romano, è il Sé per Jung, ecc. È il Sovrano che deve essere svelato. I suoi cavalieri sono archetipi universali. Per entrare in questa corte, ove risiede il Sacro, è necessario sconfiggere i guardiani, i contenuti che l'individuo ha costituito nell'inconscio. Non sono tutti positivi. Prendono forma nei simboli e, a volte, assumono delle sembianze antropomorfe, nei sogni o nella nostra immaginazione. Alcuni si manifestano come demoni. Essi sono elementi della nostra interiorità, non sono esterni a noi, ma hanno il potere di ostacolare la risalita verso la consapevolezza e la luce. Questo non vuol dire che non esistano enti soprannaturali e diabolici esterni alla nostra psiche, ma sembra che, in genere, questi ultimi siano molto meno interessati a noi, di quanto non lo sia il potere del nostro inconscio.

giovedì 23 gennaio 2025


 

SUL SIMBOLISMO E I SUOI MALINTESI


In un contesto iniziatico, che utilizza il simbolismo come strumento iniziale del lavoro, spesso, si pensa che i simboli siano qualcosa da decodificare, per carpire in essi l'informazione circa la realizzazione del cammino spirituale. I simboli, in realtà, non sveleranno mai quale sia il processo operativo da mettere in atto: non sono un segno di comunicazione da decifrare. Essi, conoscendone l’uso, hanno lo scopo di attivare gli archetipi universali posti nella nostra interiorità, i quali, a loro volta, sono un portale verso la dimensione del sacro: condizione necessaria, ma non sufficiente, per compiere l'Opera. Un simbolo, quindi, per quanto alluda anche ai misteri dell’Arte Reale, non ci informerà sul da farsi. Per questo, è necessario un insegnamento.

sabato 18 gennaio 2025

SULLA NECESSITÀ INIZIATICA DELLA PRIMA FASE RAZIONALE, CIRCA IL LAVORO CON I SIMBOLI


“Il lavoro esoterico con i simboli è fondamentale per contattare gli archetipi universali nascosti nella nostra interiorità. Questi ultimi aprono la possibilità della necessaria unificazione interiore, tra lo stato cosciente e l’inconscio. Le tecniche che ci consentono di lavorare sui simboli non sono concettuali-razionali, nel senso stretto del termine, proprio perché devono sollecitare una dimensione interiore profonda. Per quale motivo, allora, il primo momento di questo lavoro inizia con l'informazione letterale del loro significato, come se fossero dei semplici termini linguistici?”

“Questo è necessario perché un archetipo è una tendenza universale, e il simbolo che è fondato sullo stesso assume un significato particolare legato ad un gruppo o ad un individuo. 

Ad esempio il Lingam e la Yoni sono due simboli della tradizione indiana. Il primo è un fallo maschile e il secondo una vulva femminile. Essi, attraverso vari significati simbolici, articolati e raffinati, conducono, in estrema sintesi, al principio maschile, attivo, e a quello femminile passivo. Non hanno nulla a che vedere con i genitali, ma simbolizzano dei concetti spirituali molto elevati. Non ci dilunghiamo nei loro complessi significati. Di contro, il fallo e la vulva in un contesto pornofrafico sono organi del piacere o, più precisamente, strumenti del lavoro. Nell'operatività iniziatica, quindi, la prima fase razionale informa circa il concetto letterale e superficiale di un simbolo, perché deve definire l'orizzonte di senso entro il quale dobbiamo porre il significato del simbolo su cui stiamo lavorando. Poi, acquisita la giusta prospettiva, si può andare oltre il piano razionale.”

SUL LAVORO INIZIATICO E IL SIMBOLO


Spesso, in una Scuola Iniziatica i simboli sono utilizzati come strumenti fondamentali del lavoro interiore. Questa è un’efficace prassi che i saggi del passato ben conoscevano, prima che la psicoanalisi e la neuroscienza ne analizzassero, con un linguaggio moderno, le motivazioni. 

I simboli, specialmente nei filosofi, nel senso iniziatico del termine, suscitano un grande fascino. Basti osservare quanta attrazione l'alchimia abbia alimentato nei secoli. 

Perché accade questo? 

Un simbolo non è un segno costruito concettualmente e in modo volontario. Esso, in un tempo lontano, è emerso dal profondo. Per questo, ha la potenzialità di mettere in contatto la dimensione cosciente con il profondo dell'individualità. È un ponte tra la superficie e l'inconscio. Questa sollecitazione interiore mette in contatto l'io con il sacro, già presente in ognuno. Il lavoro con i simboli apre il ricercatore alla dimensione sacra degli archetipi e opera per la riunificazione interiore tra la mente cosciente e l'inconscio: passaggio fondamentale del lavoro iniziatico. 

È bene sottolineare come, in un Ordine Iniziatico, ci siano molti gradi, che ripetono lo stesso contenuto; ma lo fanno attraverso simboli sempre più complessi. 

Se osserviamo come agisce il simbolo nella coscienza, comprendiamo anche il significato della ripetizione di un contenuto attraverso un apparato simbolico più potente. In tal senso, la differenza, il valore aggiunto, non è dato dal significato concettuale, che viene ripetuto su gradi diversi, ma dalla potenza con cui esso è trasmesso nel profondo. 

Il simbolo, in seguito all'iniziazione, si attiva nel rituale. In questo, non c'è nulla di magico. Il rito e i simboli che in esso si vivificano sono dei catalizzatori del ponte tra l'io e il sacro nascosto nella caverna della coscienza. Tuttavia, questo non è sufficiente per rendere efficace l'effetto di questo processo operativo. È fondamentale prendere in considerazione un lavoro molto più raffinato e articolato con i simboli. Pur non potendo, in questo contesto, entrare in merito su tale operatività, accenniamo ai momenti essenziali, nei quali il simbolo prende vita e diviene un potente strumento della trasmutazione. 

Il lavoro personale, sempre legato ad un simbolo in particolare, può procedere con questi passaggi:

Visualizzazioni, 

Contemplazione attiva, 

Scrittura meditativa, 

Lavoro corporeo, 

Arte creativa, 

Dialogo immaginativo, 

Rito simbolico sul simbolo, 

Sogni guidati, 

Analogia. 

Se il lavoro sui simboli è alimentato in questo modo, e con tutto ciò che possa penetrarlo nel profondo, essi diventano il potente amplificatore dell'iniziazione. Diversamente, rimangono sul piano superficiale dell'interpretazione. 

venerdì 17 gennaio 2025

SULLA TRASMISSIONE DELLA SCIENZA DELLO SPIRITO E IL PRIMO OSTACOLO



Oltre ad essere un animale razionale, e molto più, l'uomo è un animale simbolico. Ciò significa che conosce sé stesso e il mondo attraverso la struttura del linguaggio. Nel cammino iniziatico sorgeranno altri stati del suo essere, accompagnati da strumenti conoscitivi più raffinati, che qui non saranno esposti. Comunque, al di là del momento rituale della cosiddetta iniziazione, l'inizio della trasmissione iniziatica è concettuale, razionale, e questa viene mostrata attraverso il linguaggio e il simbolo. La prima grande difficoltà che un istruttore non può sottovalutare è il grande contenuto di ambiguità dei segni linguistici. Ogni termine utilizzato, il “segno”, ha quindi una parte oggettiva, condivisa e comprensibile tra i parlanti, e una soggettiva. Quest'ultima è connotata dall'esperienza personale cosciente e inconscia verso un contenuto specifico. Il primo momento dell'insegnamento deve quindi essere dedicato all'informazione concettuale, semplice e concisa, e al lungo lavoro alchemico di trasmutazione del linguaggio utilizzato, al fine di limitare il più possibile lo spettro dell'ambiguità. La parte più difficile da superare è il condizionamento che nell'apprendista giunge dai contenuti subliminali inconsci. In quest’ultima difficoltà il segno linguistico è sostituito dal simbolo. Quest'ultimo, assai più complesso dei segni del linguaggio razionale e parlato, è il ponte tra il mondo cosciente e l'inconscio, ed è deputato a colmare tale distanza. La fase iniziale dell'insegnamento, che può durare, a volte, molto tempo, è connotata, quindi, dai malintesi. Questi, senza dubbio, sono generati dal cattivo uso della razionalità. Molti, infatti, anche coloro che pensano di essere già ricercatori avanzati, non riescono a vedere il legame logico tra la causa e l'effetto, ossia tra ciò che diciamo di comprendere e le sue conseguenze. L'altro elemento è, appunto, l'ambiguità del linguaggio.

giovedì 16 gennaio 2025

RIFLESSIONI SULLA REINCARNAZIONE E LA DIMENTICANZA



“Tu credi nella reincarnazione?”

“Io non credo a nulla, se per ‘credere’ intendi qualcosa che è accettato senza la possibilità di essere verificato. Oggi, ci sono molte prove empiriche che confermano la sua realtà. È un tema che puoi tu stesso approfondire. Sul piano della ricerca iniziatica, invece, la reincarnazione oltre ad essere un fenomeno tramandato universalmente, è la condizione fondamentale del lavoro. Questa affermazione richiederebbe troppo spazio per essere motivata. Dovrebbe, tuttavia, essere per te ovvia. Accenniamo solo al fatto che il senso della vita è ritrovare la nostra reale identità, l'Essere eterno in noi. E questa ricerca attraversa indefinite vite e dimensioni, fin quando non ricorderemo chi siamo realmente. Ciò significa che il nostro compito non è essere buoni o cattivi per collocarsi in un posto o in un altro per tutta l'eternità.”

“Sorge un'altra domanda. Conosco le prove sperimentali, in cui molti individui ricordano le esperienze di vita precedenti, e comprendo il senso dell'iniziazione. Tuttavia, se accettiamo la realtà reincarnazionista, per quale motivo dovremmo dimenticare le vite passate?”

“La risposta è già data in questa vita. Te la illustrerà una citazione di Jung (L'uomo e i suoi simboli): 

<Per noi è normale e necessario dimenticare in questo modo, così che si possa far posto, nella mente conscia, alle idee e impressioni nuove. Se ciò non avvenisse, tutto quello che noi sperimentiamo resterebbe al di sopra della soglia della coscienza e la nostra mente cadrebbe preda di un intollerabile stato confusionale.>

La memoria di questa e di altre vite, comunque, non è persa, è solo nascosta alla tua mente conscia. E, oltre ad operare, sempre, sul piano subliminale, può anche riemergere in determinate condizioni.”

mercoledì 15 gennaio 2025

SULLA CONOSCENZA E IL METODO DI SVELAMENTO


Ci sono scuole iniziatiche che propongono l'acquisizione crescente della conoscenza esoterica, anche sul piano concettuale. Esse svelano gradualmente, e nel tempo, livelli sempre più elevati dei concetti dell'insegnamento, e fanno coincidere ad essi le modalità operative per operare nella propria interiorità. Un'altra prassi espone, sin dall'inizio, l'intero progetto filosofico, mantenendo la necessaria gradualità operativa, in cui vengono alimentate sia le qualificazioni necessarie alla realizzazione iniziatica, sia gli strumenti operativi per superare nella propria coscienza i vari gradini realizzativi. È importante riflettere su quale sia la didattica più efficace per il livello attuale della coscienza planetaria. Da un'osservazione approfondita, che deve coinvolgere più sistemi di indagine, constatiamo che il primo modo era necessario nel passato: perché la tradizione iniziatica era nettamente superiore, per la maggioranza, alle possibilità speculative dell'epoca. Oggi, in realtà, i concetti filosofici tradizionali sono esposti ovunque nei luoghi essoterici della profanità: sarebbe inutile ed ingenuo mantenerne la lunga declinazione. Di contro, l'uomo moderno necessita di una maggiore gradualità operativa, per mettere in atto quanto tramandato e, comunque, di molto tempo per afferrare il corretto significato dei concetti ricevuti: sempre mal compresi. Sembrerebbe opportuno, quindi, operare nel secondo modo, in cui la gradualità è utilizzata non già per apprendere dei concetti ormai assai noti, ma per la reale sedimentazione degli stessi, per il potenziamento delle qualificazioni iniziatiche e per operare autenticamente nella propria interiorità.

mercoledì 8 gennaio 2025

SUL DUBBIO, LA CERTEZZA E L'INTUIZIONE



Come possiamo credere che le affermazioni della tradizione iniziatica siano vere? 

La via iniziatica tradizionale non contempla il concetto di credenza, nella sua inverificabilità comune ad alcune religioni. L'iniziato ha il dovere di verificare ogni affermazione dell'insegnamento. Il primo grande momento di conferma si ha quando, operando in sé, l’iniziato passa dallo strumento conoscitivo della mente-pensiero a quello dell'intuizione. Inizialmente, c'è una distanza tra il soggetto conoscente e l'oggetto della ricerca. Questa distanza è colmata dal pensiero. Ciò significa che la conoscenza iniziale è concettuale, filosofica. L'oggetto della ricerca può essere solo pensato. In questa distanza può sorgere il dubbio. Quando si acquista l'intuizione, il soggetto e l'oggetto si sfiorano. Non c'è più bisogno del pensiero. Quei concetti iniziali diventano un’evidenza interiore. Comprendiamo l’oggetto della ricerca senza doverlo pensare. È come svegliarsi la mattina con la certezza di essere svegli. La mancanza di distanza tra soggetto ed oggetto non lascia spazio al dubbio, in quanto quest'ultimo può insinuarsi solo dove c'è una distanza colmata dal pensiero. Ci sono, poi, ancora altre fasi di comprensione. L'evidenza interiore è possibile perché le iniziali affermazioni filosofiche si riferiscono a qualcosa che già è nella nostra interiorità. Per questo, la conoscenza tradizionale è un'opera di svelamento e l'oggetto della ricerca è la nostra divina reale identità. 

Il Buddha insegnava: "Metti in pratica ciò che ti viene detto; e se scopri che conduce a un tipo di saggezza che è come guardare un muro e poi il muro crolla e vedi in maniera sconfinata, allora puoi fidarti.”

sabato 4 gennaio 2025

SULLA POTENZA DELL'AFORISMA E I MALINTESI



Le espressioni sintetiche trovano la massima esaltazione nell'aforisma. Esse sono un grande esercizio di comprensione e, allo stesso tempo, un dirompente canale di comunicazione. 

Un aforisma, tuttavia, soprattutto quando sintetizza concetti complessi della conoscenza esoterica, richiede una competenza di base da parte di chi legge la sentenza. In ogni parola che emerge nell'aforisma potrebbero nascere volumi e volumi di intense riflessioni. Tale rischio emerge soprattutto nei moderni “social”. Perciò, se la sua potenza può sbloccare i confini della comprensione, allo stesso tempo c’è il rischio di aprire i molteplici canali del malinteso. È necessario, quindi, non sottovalutare la sua brevità, senza avere un ardente desiderio di conoscere le fondamenta su cui esso è costruito. Così, la bellissima poesia “Si sta come d'autunno, sugli alberi, le foglie” potrebbe apparire un'espressione della botanica; ma essa parla della guerra e dei soldati.

venerdì 3 gennaio 2025

SUL PENSIERO, IL PENSATORE E DIO


Il fine ultimo della ricerca iniziatica è lo svelamento della coscienza divina occultata nella propria interiorità. 

Essa è nascosta sotto il movimento dei pensieri. Non tutti i pensieri, ma solo quelli involontari, formulati senza la consapevolezza di essere il pensatore. 

Essere il pensatore non significa comprendere che sei tu che stai pensando. Questo è ovvio. Tutti si rendono conto, sul piano razionale, che stanno pensando. 

Lo stato del pensatore deve essere scisso, ovvero presente e cosciente, dal prodotto del pensare. 

Il pensatore consapevole è separato da tutti i suoi prodotti; e non c'è pensiero che avvenga senza il suo sovrano consenso. Quando il ricercatore stabilizza questo stato di dominio della propria mente, sorge l'ordine dal caos dell'interiorità. Egli pensa solo quando è utile o necessario, e il tempo restante, potendo dominare il movimento dei propri pensieri, vive nel silenzio: consapevole, aderente e sempre calibrato nella realtà in cui vive.

Da questo ordine consolidato, come sole che sorge ad oriente, esplode la luce della vera divina identità; e l'Opera è realizzata.