Sotto la coscienza esiste uno stato subconscio in cui i confini tra corpi e menti degli individui particolari non sono così rigidi. Scendere in quel sommerso, avendone acquisite le capacità, è un evento che deve essere compiuto con dei principi etici profondi, radicati sul concetto di unità tra gli esseri viventi e non rivolti agli istinti di conflitto e separazione. È fondamentale, inoltre, avere acquisito una struttura dell'io più che equilibrata e consapevole, dal momento che il mondo subconscio è estremamente impermanente, e mette in crisi il principio di razionalità. Queste esperienze, aprono anche il problema della “magia nera”. Non nel senso letterale di utilizzo di enti negativi esterni o formule e rituali, ma per la possibilità stessa di agire sul piano sottile dell'altro, con il propellente di forti istinti bassi o di tonalità emotive, indifferentemente che siano attrattive o repulsive, rivolte al desiderio oppure alla vendetta, all'ira, alla gelosia o all’offesa. Alla luce di forti emozioni, non è da escludere che tali effetti sugli altri possano verificarsi, inconsapevolmente, anche senza avere cognizioni tecniche particolari, perché il pensiero è potente, e pensare è un fatto serio.

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