martedì 25 aprile 2023

RIFLESSIONI SULLA BELLEZZA E IL LOTTARE

 


Penso che l'umanità abbia la necessità di ciò che è bello e armonioso. Non significa essere ingenui. Dobbiamo conoscere tutti gli stratagemmi del male e, allo stesso tempo, portare il nostro sguardo verso l'armonia e la bellezza. Anche quando pensiamo di combattere il caos e la disarmonia, opponendoci ad essi, in realtà, stiamo alimentando quei contenuti con la nostra attenzione e l'identificazione. La lotta, come è avvenuta nella nostra nefasta storia, non è adatta ad un livello più evoluto dell'umanità. Qualsiasi ideale sia affermato, tiranni succedono a tiranni, col sigillo rituale della carneficina. La coscienza planetaria esprime, ora, la sola possibilità della dimensione evolutiva dell'animale. L'umanità terrestre è il vertice della dimensione animale. Questo è il motivo per cui, ancora oggi, siamo dipendenti dagli istinti più inconsapevoli, dalla difesa e dalle necessità della specie. Penso, quindi, che, se vogliamo elevarci ad un livello più elevato dell'esistenza, sia necessario modificare il nostro atteggiamento. Per sconfiggere il male e i suoi accoliti, l'unica possibilità è inondare il mondo di bellezza.

domenica 23 aprile 2023

RIFLESSIONI SULL'INSEGNAMENTO INIZIATICO E IL SEGRETO

 


La conoscenza iniziatica è trasmessa su tre livelli. Ci sono gli scritti pubblici, quelli riservati e, infine, l'insegnamento orale, detto bocca-orecchio. Quest'ultimo, finale del segreto, è concesso solo a coloro che, autenticamente, percorrono la via iniziatica. Esso riduce l'apparente complessità della conoscenza ed elimina il simbolismo enigmatico che la nasconde. L'ultimo stadio dell'istruzione è semplice e naturale, tuttavia, essendo esso distante dalla percezione comune della realtà e tramandando affermazioni che stravolgono le convinzioni cristallizzate nella storia, può essere donato solo a coloro che siano pronti alla ricezione. Poiché ciò che non è comprensibile è riempito dai contenuti mentali propri e già noti. È il processo dell'ignoranza, che fa sì che la Suprema Conoscenza sia la storia dei malintesi. Tale è un altro motivo della riservatezza dell'insegnamento.

lunedì 10 aprile 2023

CIRCA I DOVERI E GLI OSTACOLI DELLO STATO INIZIATICO

 


Lo stato iniziatico avanzato comporta dei doveri, delle responsabilità. Le decisioni, le scelte, le azioni devono essere agite avendo asciugato la dipendenza verso l'emotività. È la condizione di chi è divenuto immune a biasimi e lodi e può agire con rigore e compassione. Se ancora non è stata "fissata" questa realizzazione è importante mantenere la consapevolezza sempre alta. Considerando che ci sono più livelli di osservazione interiore. Possiamo osservare quando sorge in noi l'orgoglio e l'aspettativa e prendere da essi la giusta distanza. C'è tuttavia un livello più subdolo che mette in atto la mente, nel momento in cui ci immedesimiamo nel modello di colui che è immune alle pulsioni egoiche. Solitamente, questa è una condizione illusoria che nasconde una dipendenza egoica ancora più sofisticata. Per divenire consapevoli di questo stato più complesso è importante portare l'osservazione interiore ad una profondità maggiore. Il fallimento di queste operazioni inficia i compiti delle responsabilità inerenti allo stato iniziatico raggiunto, ma non "fissato"; e questo ha degli effetti di ritorno karmico che ostacolano il proprio cammino.

sabato 8 aprile 2023

SANTA PASQUA 2023

 


In questa importante occasione, condivido un personale pensiero che non entra in merito sugli aspetti religiosi, ma cerca di cogliere il significato iniziatico interno alla Pasqua cristiana. 

In essa, sono sintetizzati tre momenti operativi fondamentali che deve mettere in atto un iniziato, ossia, colui che comprende che l'individualità non è la vera nostra identità, ma una sua forma momentanea e limitata; e ricerca nella propria interiorità il luogo aureo dove risiede il nostro Essere reale, ben nascosto sotto le macerie dell'ignoranza. 

Il giovedì santo, molti ordini iniziatici hanno rievocato ritualmente l'evento dell'ultima cena di Gesù. Questo momento e i successivi, sul piano iniziatico, diventano il significante, il supporto simbolico, di un significato che riguarda l'operatività legata allo svelamento della nostra reale Identità. "IN COENA DOMINI" è il momento in cui si fa un sacrificio rituale, quando il nostro fare nel mondo diviene un "sacrum facere". Colui che inizia la risalita verso le vette dello Spirito continua ad operare nel mondo, ma ogni sua azione e le relazioni sono sacralizzate. L'iniziato può anche fingere per essere calibrato alle situazioni, ma in cuor suo, sotto la coltre dell'apparenza, vive la sacralità in ogni evento del mondo. La sua cena sacra, il suo mangiare, assume il significato di vivere i fenomeni, assaggiarli, gustarli senza la dipendenza piagnucolante dell'io-persona. Tale qualificazione prende la forma della drammaticità del venerdì. È il momento della morte; ma non la morte del corpo o la mortificazione delle esperienze della vita. È il sacrificio della dipendenza verso gli eventi, le paure e le necessità dell'individuo. Da questo stato è possibile fruire della piacevolezza di ogni esperienza, senza tuttavia essere dipendenti dal piacere o dal desiderio verso qualsiasi fenomeno, sia fisico, sia ideale. È lo stato della libertà. Da questa posizione coscienziale è possibile possedere, realizzare, vivere qualsiasi esperienza nell'armonia della Legge universale, senza avere alcuna necessità. Perché l'attenzione è rivolta all'interno. Anche un solo interesse-dipendenza verso il mondo inficerebbe l'Opera. Tale stato porta al silenzio nel sepolcro, del sabato santo. Le operazioni compiute, che in questa sede non possono essere descritte, portano al momento necessario del silenzio. Affinché, dopo aver portato a soluzione il frastuono assordante dei pensieri caotici dell'io, possa svelarsi l'Identità reale, nascosta nel centro del nostro essere. Questo processo significa spostare la consapevolezza dall'individuo per portarla al centro. Questo non comporta l'eliminazione di ciò che siamo stati finora, con la nostra storia individuale, le nostre relazioni, le responsabilità, il quotidiano, ma significa investire queste esperienze della gioia e della potenza senza fine dello Spirito Uno, identico e già presente in tutti, da sempre. Lo stato finale di questo processo, senza escludere la Pasqua di Gesù il Cristo, per l'iniziato è chiamato risveglio o, se vogliamo, resurrezione.