Le nozze chimiche, simbolo emblematico dell'alchimia, come tutti i simboli, hanno molti livelli di significato. In generale, le "nozze" rappresentano la fusione degli opposti per generare un terzo stato, superiore, simbolo dell'Opera alchemica compiuta e della realizzazione dell'Unità.
Un momento fondamentale del lavoro iniziatico, nella sua prima fase, corrisponde al lavoro psicoanalitico e, in questa fase, comporta l'unione dell'energia maschile con quella femminile, presenti in ogni essere umano.
Un maschile che non ha integrato la femminilità è una forza cieca che penetra con arroganza la realtà, distruggendo quello che incontra o assoggettandolo alle proprie condizioni. Il maschile che non ha incontrato la sua femmina-sposa è una forza brutta angosciata per aver abbandonato la sua anima. Il femminile che non si è unito all'energia maschile, di contro, è una divinità passiva, lacrimosa, deflorata dalla vita, rabbiosa per essere sola, in balia delle tempeste del mondo e delle emozioni. Essa, nel buio profondo dell'Abisso, diviene un demone affamato in cerca della sua vendetta.
Quando le nozze sono sacralizzate, sorge un Essere nuovo, di livello superiore, che si apre alla potenza dello Spirito. In lui esplode la bellezza, e l'azione diviene una forza armoniosa che comprende senza distruggere, acquisendo in sé l'essenza delle forme. E l'angoscia devastante dell'assenza si dissolve nella creatività. Questo Essere si incammina verso la luminosa potenza compassionevole del Principio.

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