giovedì 25 novembre 2021

L'UNIVERSO È MONARCHICO



La democrazia, mai realmente esistita sul pianeta, se non per una parvenza illusoria di tacitazione delle masse, è giunta oggi al suo epilogo finale. 
Nata da istanze rivoluzionarie autentiche e reali, che intendevano liberare l'umanità dal giogo della tirannia, è stata in realtà un amplificatore della meschinità insita nella dimensione coscienziale dell'uomo, oltreché immediatamente irretita da un gruppo oligarchico sovranazionale, in continuità nei secoli. Fanno eccezione alcuni brevi momenti dove il rispetto e la tolleranza hanno coinciso con l'ideale politico a cui si riferivano. 
Se è vero che la forma politica della democrazia è stata, almeno su un piano ideale, lo sviluppo necessario contro la supremazia egoica dei pochi, o di uno solo, essa ha fallito e, comunque, non avrebbe speranza di sopravvivere nella storia. 
Questo accade perché di questa non c'è alcuna corrispondenza nella Legge su cui è fondato l'intero Cosmo, dal piano fisico ai livelli più elevati dello spirito. 
La monarchia, superiore in assoluto alle imperfezioni umane a noi note, è la forma che regola gli universi. 
Dal Principio Logos fino alla parte più infinitesimale della materia tutto è bellezza e ordine, all'interno di una gerarchia spirituale aristocratica che salda il vertice Uno alla molteplicità delle forme. 
Solo quando la coscienza planetaria si solleverà dai suoi limiti attuali tutto questo sarà visibile, e diventerà la forma in cui l'uomo prospererà in armonia. 

Foto: Stella AG Carinae, Via Lattea, telescopio Hubble.

mercoledì 10 novembre 2021

VIBRAZIONE ED EVOLUZIONE

L'anima individuale, ossia quell'apparato complesso che chiamiamo "io", è sempre l'espressione di una vibrazione. Questa determina la possibilità di esprimersi in un corpo, non necessariamente fisico, su una scala di sette dimensioni. 

La prima dimensione è il livello del regno minerale, la seconda vegetale, la terza è animale. L'umanità terrestre esprime attualmente il livello finale del regno animale. La quarta dimensione è quella umana, nel senso più appropriato del termine. Poi si prosegue con la quinta, la sesta e la settima, che sono livelli spirituali incorporei, sempre più raffinati. 

L'umanità terrestre si trova quindi di fronte ad un bivio: tra la regressione verso le dimensioni inferiori (chiamata "morte seconda" nei sacri testi) o, aumentando la propria frequenza, involare verso la quarta e oltre. In questo passaggio evolutivo l'io si purifica dalle scorie animali presenti nella terza dimensione, che ancora oggi zavorrano i terrestri nelle espressioni proprie dell'istinto animale, come: il possesso, l'attaccamento, la difesa del territorio, il potere personale, la sessualità come espressione della gratificazione egoica inconsapevole, ecc. 

Sorge ora una domanda: cos'è che determina l'involuzione o l'evoluzione? 

Quale processo induce il livello di incarnazione, la forma che un'anima individuale può esprimere? 

In ogni individualità c'è un "campo strutturatore di forma" che diventa sempre più complesso o semplice in base alle vibrazioni che l'individuo esprime. Questo significa che l'aumento della nostra vibrazione accresce o, di contro, diminuisce la complessità di questo "campo". Il quale sarà in grado di gestire, formare corpi sempre più elevati delle dimensioni superiori o, al contrario, quelli più semplici e grossolani delle inferiori. 

La seconda domanda necessaria è: che cosa determina l'aumento o l'abbassamento della vibrazione personale? 

Il fulcro del processo è lo stato etico che esprimiamo. Più i nostri valori esprimono bellezza, armonia, universalità e più crescerà la frequenza vibrazionale che strutturerà il campo su livelli sempre più complessi. 

L'egoismo, l'attaccamento, la dipendenza, il comportamento dissonante nelle relazioni e con sé stessi, fino ad arrivare alle peggiori nefandezze contro i propri simili, abbassano la frequenza. Questo comporta lo sfaldamento del "campo", che non sarà più in grado di sostenere la forma di corpi complessi. A seconda quindi dei valori e delle azioni che assumeremo, determineremo noi stessi il livello esistenziale in cui vivremo in un determinato periodo della storia della nostra anima individuale, fino ad arrivare alla citata "morte seconda", ossia la retrocessione ai regni inferiori. Che durerà per il periodo necessario alla risalita. 

È sempre bene chiarire tuttavia che le nostre possibilità non si fermano al piano evolutivo qui accennato. Essendo ogni essere una delle infinite possibili forme del divino, in ogni momento, in qualsiasi dimensione spazio-temporale ci troviamo, con autocoscienza, possiamo interrompere il ciclo evolutivo del divenire per riconoscere la divinità che è presente in ciascuno, identica in tutti, perché: tutto è Uno. Quest'ultimo è l'orizzonte della conoscenza metafisica, detta altrimenti: "la suprema conoscenza non duale dell'Essere."

domenica 14 marzo 2021

VIAGGIO VERSO EIDON






Gli uomini, il mare… 


Alcuni vivono nell’entroterra; e non hanno mai visto l’immensa distesa.

A volte, non sanno; altri non credono neppure alla sua esistenza.


Poi, c’è la gente costiera.

Essa, di fronte a tale severa meraviglia, devotamente, prega affinché i venti caldi del sud rendano ospitale la vita dei popoli della marina. 


Ci sono, infine, i naviganti.

Questi, spinti dalla mistica luce della luna, aprono le vele. E, sospiranti, si lasciano portare dai riflessi della notte. 


Pochissimi uomini,

assetati del blu profondo, con la potenza del sole, scendono silenti nel grande abisso.


E mentre sprofondano nell’Infinito,

si riconoscono Oceano.

giovedì 4 marzo 2021

L'UNIVERSO È VITA





“Tutto è Uno” è l’affermazione finale della Conoscenza, il livello più elevato della realizzazione iniziatica. Ciò significa che l’intero universo, dal piano fisico alle dimensioni più elevate dello Spirito, è un’unica Coscienza che si esprime nelle forme. La Coscienza è Dio, l’Assoluto Essere, e, a seconda del grado di conoscenza che detiene una tradizione, religiosa, esoterica o filosofica che sia, la Coscienza è rappresentata-compresa in un diverso rapporto con la Manifestazione Universale. Negli insegnamenti duali, che affermano la separazione infinita tra l’Essere Dio e i suoi prodotti, l’Intelligenza creante ha un rapporto con il creato come un architetto può averlo con una sua opera architettonica; la quale sarà sempre qualcosa di separato dal suo artefice. Negli insegnamenti non duali, di contro, le cose cambiano. In quest’ultimi, la Coscienza, essendo assoluta Unità, totalità, è l’unica Realtà, è la sola Verità. L’intera creazione, in questo caso, non è più un prodotto separato, ma una delle infinite possibili forme della Coscienza stessa. È lo stesso tipo di rapporto che c’è tra l’argilla e i vasi, che con essa sono formati. L’intero universo, per la Suprema Conoscenza Non duale dell'Essere, è l’apparire nella forma della Coscienza Una, la sola reale, la vera identità di tutti gli esseri, perché con Essa sono costituiti, nell’impermanenza momentanea del divenire. La Coscienza è pura consapevolezza e rimane tale, nel suo stato infinito, eterno e assoluto, che ci sia in atto o no una manifestazione, che ciclicamente appare da questa Fonte e lì ritorna; semplicemente, perché è nella natura dell’Essere, manifestarsi, senza mai perdere nulla di ciò che già da sempre È.

La conseguenza di quanto detto in termini di nondualismo è che l’universo, su tutti i suoi livelli dimensionali, è vita. Anche la prima dimensione minerale, la materia fisica, è sempre la Coscienza che si manifesta su un piano, che ha, in questo caso, una frequenza molto bassa. Diversa è la frequenza delle dimensioni successive: la seconda vegetale, la terza animale e così via fino alla settima, la dimensione degli dei. Ogni passaggio dimensionale corrisponde ad una frequenza vibratoria più veloce, che comporta un’espressione vitale della Coscienza nella forma, in un corpo, sempre più complessa.

Anche la materia fisica, quindi, è l'apparire di Dio, la Coscienza, l’Essere, sono tutti sinonimi. 

Ora, possiamo tentare di spingerci verso il superamento della concezione essoterica e comune che l’umanità ha della realtà, in cui l'universo fisico è un mero scenario senza vita, su cui si muovono gli esseri viventi. Le dimensioni minerale, vegetale e animale non hanno la possibilità dell’autocoscienza, (a parte alcune eccezioni nel regno animale), a causa della semplicità della loro struttura. La Coscienza, formata e identificata nella dimensione minerale, perde momentaneamente la sua consapevolezza in una caduta significativa, che riemerge sempre più fino ad arrivare alla dimensione umana, nella quale possiamo porre la domanda: “Chi sono io?”. Condizione per potersi riconoscere infine nell’Unità, scoprendo di essere tutti quella stessa Coscienza. Risalendo la scala dimensionale, con l’aumento della vibrazione della propria anima individuale, si giunge ai livelli superiori dell’espressione della vita, in cui si apre la possibilità di esprimersi in sistemi corporei molto complessi. Ogni corpo cosmico, quindi, in un sistema gerarchico ordinato, è l’espressione di un’entità evoluta che lo assume come anima patrocinante. Così anche i pianeti, i satelliti, le stelle, le comete, ecc. sono patrocinati da un’ente individuale intelligente delle dimensioni superiori. Ciò significa che la Coscienza Una, nel momento in cui è in atto una Manifestazione Universale, si esprime nel manifesto attraverso una gerarchia ordinata spirituale, che comprende ogni espressione della forma creata. E l’intero universo, il macrocosmo, è il suo organismo.

Ogni sistema solare, che a sua volta fa parte di una struttura più grande, e così, oltre, in un indefinito frattale cosmico, ha perciò un suo monarca, il Sole, il Padre, che pensa proprio come noi, ma dalla potenza e dalla gloria della VII dimensione, in stretta sintonia con l’Intelligenza Cosmica sulla quale è fondato l’intero Macrocosmo. Allo stesso tempo, i pianeti e tutti i corpi celesti che ad Esso fanno riferimento, in quanto esseri, sono il suo regno vivente. In cui non c’è un tiranno, nei termini della storia umana, ma una forma evoluta dell’intelligenza, che sintonizza con la sua vibrazione sottile le forme di sua responsabilità, nell’armonia della vita Una.


domenica 28 febbraio 2021

PRIMA DELLA RIVOLUZIONE



Nessuna rivoluzione è mai accaduta senza la nascita, a priori, di una nuova idea di realtà; la quale, nel divenire orizzontale della storia,  è chiamata "ideologia". E dobbiamo osservare che, in questo caso, nessuna rivoluzione ha mai dato un risultato positivo e di crescita per l'umanità. Con esiti opposti e aurei, anche nella verticalità spirituale, che termina nella Suprema Conoscenza Non Duale dell'Essere, la trasformazione richiede, prima, lo sviluppo di una nuova "visione", detta: "illuminazione". Essa svela che l'intera manifestazione universale, in quanto realtà relativa, impermanente, transitoria, perché spazio-temporale, e soggetta ad una causa, non è reale. Di contro, è verità, e l'unica vera, solo la Fonte da cui gli universi nascono e dove ciclicamente ritornano; giacché è eterna, infinita, assoluta e "causa sui". Questa, come è tramandato e testimoniato, è l'Identità reale di ogni essere; e la comprensione di tale assoluta rivoluzione spirituale è chiamata "realizzazione": il risveglio all'Eternità.

venerdì 5 febbraio 2021

È TUTTA UN'ALTRA STORIA...

 

Di Bruce Pennington. In questo dipinto è rappresentato "Il Vegliardo degli antichi giorni", che parla agli atlantidei, prima della distruzione.


Quando entriamo nell'ambito della conoscenza esoterica, pur essendo rivolti alla propria realizzazione spirituale, ossia all'Essere Eterno, immutabile in noi, incontriamo inevitabilmente anche la fonte di un'informazione orizzontale (che riguarda il mondo, la forma che sempre cambia, il tempo, le relazioni). Da ciò apprendiamo come la storia conosciuta sia da riformulare nei suoi fondamenti. 

È necessario quindi prendere in seria considerazione il fatto che la nostra civiltà sia l'ultima di altre comparse sul pianeta terra, molto più evolute nella scienza di quella attuale, che si sono auto distrutte per la mancanza di una adeguata, corrispondente crescita etica e spirituale. 

In realtà, è ciò che ci avviciniamo  a ripetere, per l'ennesima volta, ora. 

Una dimensione superiore all'umanità, ogni volta che accadde l'evento finale, si premurò di porre al sicuro la saggezza, comunque presente, e i suoi testimoni. 

I quali tramandarono la conoscenza alla civiltà successiva. 

Uno di questi, reduce dalla fine della civiltà atlantidea, avvenuta circa 12000 anni A.C., testimoniò la conoscenza iniziatica nel bacino del mediterraneo, nell'antico Egitto. Una frase emblematica che pronunciò fu: 

"È vero, è vero senza errore, è certo e verissimo.

Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò

che è in basso, per fare il miracolo di una cosa sola."

Era considerato il dio egiziano Thot, conosciuto poi in grecia col nome del mitico Ermete Trismegisto, il "tre volte grandissimo", al quale venne attribuita la paternità delle conoscenze ermetiche degli autori successivi in età ellenistica.

lunedì 1 febbraio 2021

TENERE AL GUINZAGLIO L'ATTENZIONE



Lo scopo finale del cammino spirituale, nell'orizzonte universale, oltre l'idea particolare di religione, è riconoscere il divino che è in noi. Questa dimensione infinita ed eterna, identica in tutti, perché Una, nell'ultima realizzazione è riconosciuta essere la nostra vera identità. È scritto, detto e testimoniato nei millenni terrestri che lo svelamento avviene naturalmente quando è stabilizzato in noi il silenzio, in qualità e quantità. Questo significa rieducare la mente a pensare solo quando è necessario, sottoponendola alla sovranità della consapevolezza. Ordine che l'individuo ha perso, lasciando il dominio assoluto al pensiero e al pensare, senza alcun controllo. La disciplina che l'iniziato mantiene è rimanere all'interno nella presenza, pensando solo quando sia realmente necessario, senza comunque mai perdere la consapevolezza di essere il pensatore, e non i prodotti del pensiero. Come di contro avviene nell'io persona, che costruisce continuamente mondi illusori con la mente e li assume come reali. In questo processo verticale, verso la vetta della realizzazione, assume un'importanza fondamentale l'ATTENZIONE. Dove portiamo la nostra attenzione, lì ci troviamo anche noi, trasportati dal tappeto volante del pensiero. Di contro, per stabilizzare il silenzio, è necessario che la nostra attenzione rimanga sempre al centro, nella presenza, consapevoli del nostro essere. Questo è il motivo per cui le grandi tradizioni spirituali hanno informato sulla realtà illusoria del mondo-universo, perché impermanente e continuamente cangiante. È la comprensione della non realtà dell'intero universo che fa perdere l'interesse verso i suoi prodotti, che sono destinati, tutti, senza esclusioni, a inabissarsi nel nulla. Fin quando crederemo reale il mondo, saremo interessati ad esso e la nostra "attenzione" ci porterà sempre fuori, verso ciò che non è mai. Questa è l'alienazione, la "caduta" descritta nei miti. Lo scopo dello Spirito è riconoscersi eternità e beatitudine. Ciò significa ritrovare la propria divina centralità, in cui c'è solo vita e totalità, indipendente da tutto e da ciascuno. Da quel luogo, di gioia infinita e incausata, solo da quel luogo, è scritto, detto e testimoniato, è possibile fruire, liberi, dell'immensità dell'intero universo, coscienti della sua transitorietà. 

domenica 31 gennaio 2021

L'ILLUSIONE DELL'UNIVERSO E IL SUO DIVENIRE

 



L'intero universo, dal piano fisico al livello più elevato dello Spirito, è un'illusione. Esiste di certo fuori dalla nostra mente. Quando quindi lo riconosciamo illusorio, non intendiamo che sia frutto dell'immaginazione dell'individuo. Esso è un incessante divenire, un accadimento impermanente, inafferrabile, un miraggio, perché nasce nel tempo e ha una durata. E, nella Verità, può essere considerato reale solo ciò che è immutabile, infinito, eterno, e non abbia una causa precedente a sé. L'universo, nella sua inimmaginabile magnificenza è un semplice prodotto, una realtà relativa spazio-temporale, che appare e scompare. Sorge da una Fonte e in Essa, di nuovo, ritorna. È l'apparenza di Questa, una delle sue infinite possibilità espressive, che ciclicamente si presenta in una forma sempre nuova, e poi muore. 

Il più audace tra i ricercatori, non curante di ciò che incessantemente passa, diviene e decede, si rivolge alla Fonte Una; ed essendo Essa il Fondamento di ogni forma, perché ogni ente particolare, dal micro al macro cosmo è un suo apparire, la cerca dentro di sé: riconoscendola come la sua Identità reale. 


Messier 106 è una galassia a spirale relativamente vicina, a poco più di 20 milioni di anni luce di distanza.

Credito:

NASA, ESA, Hubble Heritage Team (STScI / AURA) e R. Gendler (per Hubble Heritage Team). Ringraziamenti: J. GaBany

sabato 23 gennaio 2021

LA PROFEZIA È IL SEGNO DELLA VIOLAZIONE DEL LIBERO ARBITRIO?



C'è una differenza sostanziale tra il concetto di "profezia" e quello di "previsione". Il primo indica la visione di eventi che accadranno nel futuro, come se fossero già predeterminati e irreversibili. Il secondo è invece il risultato di un calcolo, in un processo empirico e logico. La profezia quindi, nel senso comune del termine, non è legata a dati di fatto e ragionamenti, ma alla supposta chiaroveggenza del profeta, o veggente, fine a sé stessa, espressione delle sue capacità extrasensoriali.

Ci poniamo quindi delle domande: “I fatti sono già fissati? Nella profezia, quindi, il profeta vede un futuro oggettivo e stabile? Se così è, in conclusione, cosa rimane della libertà di decisione e azione dell’individuo?”

C’è un livello tradizionale della Sapienza dove possiamo avere molte risposte sull’universo e il suo Fondamento, verificabili poi in ciascuno, nel processo iniziatico realizzativo. Ammesso che tali conoscenze siano ritenute valide, prima ancora di poterle verificare. Ma tale dinamica è comprensibile solo sul piano iniziatico…

Da questo punto di vista, se è vero che il profeta abbia delle caratteristiche per cogliere una “visione”, sappiamo che essa arriva da una Fonte che ha una possibilità di calcolo infinita. Questa è la caratteristica dell’Intelligenza Cosmica che governa l’universo, la quale è chiamata da molti Dio. Allo stesso tempo, individui delle dimensioni superiori, (oltre la terza in cui vive l’uomo terrestre), sempre più “sintonizzati” con tale Intelligenza, hanno anch’essi possibilità scientifiche di calcolo incomprensibili per la nostra scienza attuale, e possono quindi computare e comunicare a nome della Coscienza Cosmica. Sempre con lo scopo di facilitare la rettificazione etica verso l’unità e l’armonia delle forme.

Il profeta riceve una visione “profetica” da un intermediario spirituale, consapevole o no che quella sia una profezia. A volte, infatti, molti artisti hanno dipinto o rappresentato in una forma d’arte qualcosa che riguardava il futuro umano, senza rendersene conto; oppure sì. In altri casi il veggente stesso, senza il bisogno di un intermediario spirituale, che nelle scritture è chiamato, semplicisticamente, “angelo”, si sintonizza con l’Intelligenza Cosmica stessa, Coscienza Universale, e coglie una visione profetica. Il messaggio arriva comunque da una dimensione che “non fissa”, non conosce a priori e non vede cristallizzati gli eventi prima che avvengano, ma è in grado di “calcolare” una “previsione”, molto lontana nel tempo ed estremamente precisa, conoscendo la Legge che regola la Manifestazione Universale (causa-effetto), e potendo analizzare, con profondità, le caratteristiche delle azioni “libere” della storia e del presente umano.

La profezia è quindi il segno di un processo scientifico e non magico; e non vede un destino inoppugnabile, ma lo calcola con sapienza e scienza. 

Da tale ragionamento possiamo comprendere come tutto sia sempre modificabile, fino al momento in cui stia per avvenire; e, attraverso il “libero arbitrio”, il futuro è determinato dalla responsabilità delle scelte che l’uomo compie nella sua attualità.




mercoledì 6 gennaio 2021

LA VIA DIRETTA DEL FUOCO

 



Ogni essere, sul piano evolutivo del movimento, è in cammino verso Dio. Ma, così facendo, non lo incontrerà; perché, ciò che diviene, non potrà dimorare nella quiete eterna e immobile della sua Dimora. Dal movimento, non potrà mai nascere l'assenza di movimento. L'evoluzione spinge gli esseri verso la Cittadella degli Dei, che, tuttavia, anch'Essi non saranno giammai l'Uno. Esso, nell'apparenza delle forme, è da sempre presente in ognuno, e si svelerà solo a colui che, fermando l'incessante divenire delle illusioni, tornerà nella Fonte.


(Nell'immagine, La Nebulosa Clessidra, ripresa dal Telescopio Spaziale Hubble, situata a circa 8.000 anni luce di distanza dalla Terra.) 

RIFLESSIONI SULL'EPIFANÌA E LA SCIENZA DELLO SPIRITO

 


L'epifanìa, per il cristianesimo: la "manifestazione della Divinità". 

La Scienza dello Spirito, nella sua universalità, trasversale, in genere, nelle scuole iniziatiche tradizionali, mette in luce, implicitamente, il grande errore del cristianesimo storico, (cristianesimo storico: ciò che rimane nei secoli dell'insegnamento del Maestro, completamente frainteso), ossia: il ritenere Gesù l'Unigenito Figlio di Dio. Dalla prospettiva della Conoscenza tradizionale, quindi, Gesù è un uomo, il figlio dell'uomo, un'anima individuale di elevatissimo spessore, il corpo del quale è stato generato dall'Intelligenza cosmica, la Coscienza Universale, che ha dato inizio alla creazione. 

La Quale, dopo aver generato quel corpo, secondo i canoni di necessità ben precise, incarnato poi da Gesù, in quanto anima individuale di una dimensione molto più evoluta di quella umana terrestre, lo "personificò" nel momento del battesimo nel Giordano, all'età di trent'anni, divenendo Egli il Cristo. Essa, Intelligenza, iniziò ad operare tramite Lui, per il compito che era stato programmato, causa stessa della sua nascita: favorire il passaggio della coscienza planetaria terrestre ad un livello evolutivo più avanzato; processo, oggi, ancora in corso. 

Da questo punto di vista, l'Unigenito Figlio non è Gesù, ma la Coscienza Universale stessa, il Logos, il Principio della creazione, (sono tutti sinonimi), che si manifestò in lui nel Giordano. La Coscienza Universale è, tuttavia, presente in ogni essere, in potenza, nascosta, in attesa che venga riscoperta in ciascuno. Essa, nel processo iniziatico, deve quindi essere risvegliata. È il passaggio dall'io persona alla consapevolezza espansa verso la dimensione universale; momento in cui riconosciamo l'altro, e ogni essere, della stessa nostra essenza. 

Perché, quindi, possiamo parlare di Unigenito Figlio? Per il fatto che il Principio, che ha dato origine all'intero universo, nasce, in quanto "Figlio", da una Fonte eterna ed assoluta, (il Padre), anch'Essa presente in ognuno, e nella quale l'intera Creazione, e il suo stesso Principio, saranno un giorno, riassorbiti; per riapparire, poi, nella forma, e così ciclicamente all'infinito. 

Il Figlio, essendo un prodotto, e avendo un inizio, avrà anche una fine. Perché tutto ciò che nasce, un giorno finirà. 

Dal punto di vista della Conoscenza finale, chiamata Suprema Conoscenza Non Duale dell'Essere, o non dualismo, è reale solo ciò che è sempre presente, assoluto, infinito, senza inizio e incausato. E questo è il Padre, l'Assoluto Essere Non Duale, Uno e Non Due, Fonte stessa del Principio della creazione. 

Il Padre è la Fonte di ogni forma manifesta, dal minerale ai livelli più elevati dello Spirito, compresi noi e Gesù, fino a comprendere il Principio stesso; perché l'intera creazione, attraverso il Principio, l'Unigenito, il Logos, sono sinonimi, è un suo apparire. 

Nei termini iniziatici rivolti alla realizzazione Non Duale, quindi, è necessario rendere consapevole prima la Coscienza Universale, il Figlio, per poi risvegliare in sé la Fonte Una, e Non Duale, il Padre: fine ultimo del conoscere e del realizzare. 

Per tale motivo, il Principio, duemila anni fa, disse: "Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me". (GV 14, 6) 


Affinché si risvegli in ognuno il Figlio, Principio, Logos, Cristo, auguro una Buona Epifanìa, interiore, a tutti voi.


Per chi volesse approfondire il fondamento delle tesi affermate, 

indico tre articoli sulla conoscenza non duale. 


https://dsparolenelsilenzio.blogspot.com/2017/01/sulla-metafisica.html?m=0


https://dsparolenelsilenzio.blogspot.com/2017/01/la-realta.html?m=0


https://dsparolenelsilenzio.blogspot.com/2017/01/la-manifestazione-universale.html?m=0

martedì 5 gennaio 2021

SI DIVENTA CIÒ CHE SI PENSA

 



Breve citazione dall’articolo della rivista Vidya (Dicembre 1988)

“SI DIVENTA CIÒ CHE SI PENSA”


L'uomo, con la tastiera della sua mente, potrà suonare consciamente o inconsciamente, saggiamente o pazzamente, felicemente o infelicemente tutte le qualità vitali che decideranno e concluderanno il suo destino.

[…] Ogni pensiero - nell'ambito dell'esperienza umana - tende per sua natura a ripetersi, ogni pensiero ripetuto tende a trasformarsi in un atto, ogni atto ripetuto ingenera un automatismo o abitudine corrispondente, ogni abitudine viene a far parte di un carattere, influenzando notevolmente la vita dell'ente e plasmando il suo destino.

Ogni pensiero, anche il più insignificante, rappresenta un germe che può portare ad una inesorabile fatalità. L'ente umano nell'ambito della sua circonferenza vitale - è un forgiatore di destini, non solo per sé ma anche per altri, e ciò è fonte di grande responsabilità.

[…] L'uomo è un Architetto-creatore, un Demiurgo, ma gran parte dell'umanità sciupa inutilmente e negativamente la sua tastiera cerebrale e il tesoro della potenza idea-pensiero. Anzi, i più non pensano affatto perché vivono di emozioni, di reazioni istintive, di passioni, di interessi strettamente materiali, di vana critica e nullaggine.

"Si diventa ciò che si pensa, questo è l'eterno mistero", afferma l'Upanishad.

[…] Chi comprende le leggi del pensiero e la sua dinamica operativa è padrone del proprio destino, che può anche sfociare nella Liberazione suprema.

[…] La profonda disarmonia psicologica, la malattia, il conflitto nel rapporto e l'aberrazione nell'agire, cui è condannata l'umanità in genere, derivano dall'errata direzione mentale.

(Dopo una disamina articolata dei principi operativi del giusto pensare, nell’articolo si passa ad enunciare un elemento (il dubbio) che inficia la potenza del pensiero rivolto, funzionale, al seme-idea della “realizzazione spirituale”, in quanto liberazione finale dalla sofferenza. È tuttavia necessario considerare un elemento essenziale del cammino iniziatico, che nell’articolo non viene espresso: il pensiero, ben utilizzato, porta di fronte alla Porta finale della Conoscenza, che può essere oltrepassata, nella realizzazione suprema, eliminando il seme-idea stesso, solo stabilizzandosi nel SILENZIO).

[…] Il dubbio distrugge il seme-idea, la fede lo sostanzia in modo inconscio, la certezza del grande Iniziato lo attualizza. Solo la fede-certezza formula una volontà positiva e dinamica mentre l'efficacia della volontà, come forza realizzatrice, è sempre proporzionata all'altezza e alla chiarezza dell'idea direttrice (ossia, rivolta alla verticalità realizzativa dello Spirito).

L'uomo comune, permeato di dubbi, incertezze e paure, non può essere creativo, i suoi "nuclei" mentali attirano solo qualità affini facendolo cadere sempre più nell'angoscia esistenziale. Il pensatore egocentrico (stadio dell'autocoscienza egoica, caratterizzato dal "senso dell'io empirico'') non "allunga" troppo il suo raggio pensativo, a volte non esce neppure dalla stessa spazialità coscienziale; […] può operare (solamente) nell'ambito di un determinato spazio-tempo.

[…] Idee affini (positive o negative) quando sono pensate da molte persone possono condizionare un intero pianeta […].


Periodico Mensile - Dir. Resp. Paola Melis

Redazione: Via Azone 20, 00165 Roma - Tel&Fax 06 6628868

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Le parti mancanti del testo, evidenziate tra parentesi quadre, sono state tolte per due motivi: Il primo, al fine di rispettare i diritti d'autore sulla completezza dello scritto; il secondo, per non inserire ulteriori elementi concettuali, che necessitano di spiegazioni e interpretazioni più approfondite. Sono state aggiunte, tra parentesi tonde, alcune sintetiche spiegazioni, per aumentare la chiarezza della lettura.

Chi volesse leggere l’intero articolo, potrà trovarlo nel link, a seguire.

http://www.vidya.org/index.php?option=com_content&view=article&id=22:si-diventa-cio-che-si-pensa&catid=15&Itemid=38