Uno degli ostacoli dell'amante della conoscenza è cristallizzare, dal punto di vista delle sue possibilità attuali, un concetto finale di Verità/Realtà.
Dove sono radicate le nostre certezze?
Lo dice la Tradizione…
Lo afferma il Maestro “x” che ha realizzato…
È sostenuto e compreso da millenni… Tutto questo risuona in me…
Ma, siamo proprio certi di poter affermare che le cose stiano proprio così, per questi e questi altri motivi?
Allo stesso tempo, non è possibile procedere verso espansioni del conoscere senza una direzione. Come uscire da tale paradosso?
La soluzione è assumere un metodo che consenta di fare esperienza diretta di una realizzazione superiore.
Quindi, lavorare… lavorare… lavorare…
E se raggiungessimo il finale della conoscenza, per quanto è stato tramandato?
Ci risponse un grande uomo di questi tempi. Alla domanda provocatoria dell'interlocutore, che chiedeva: “Maestro, se qualcuno le dicesse che quella che ha realizzato non è la conoscenza finale?”. Lui rispose: “Se così fosse, mi metterei in cammino verso questa nuova meta”.
Per concludere, se, nella via, ogni giorno ci sentiamo più liberi del giorno prima, vale la pena proseguire. Se sperimentiamo una dipendenza sempre maggiore, è bene cambiare strada. Perché quella conduce verso la sofferenza e la morte.

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