giovedì 31 agosto 2023

ACCENNI CIRCA LA VIA DALLA DIPENDENZA ALLA LIBERAZIONE

 



Nella nostra interiorità ci sono dei contenuti psichici che ci spingono a vivere le esperienze radicate in essi. La relazione tra i contenuti e l'esperienza è come quella tra il seme e la pianta. I semi sono delle solidificazioni subconscie che si alimentano reiterando le esperienze, fino ad arrivare alla dipendenza. Qualsiasi dipendenza patologica, come l'alcolismo, la droga, il gioco d'azzardo, ecc. sono un esempio degli esiti finali della fioritura del seme. Più annaffiamo questi contenuti e più ci imprigioniamo nei loro effetti; fino ad arrivare, alla fine, ad un desiderio irrefrenabile… Se è vero che l'inibizione del desiderio aumenta sempre più la sua potenza, è necessario sapere, quindi, che la reiterazione di quella pratica particolare, della quale sentiamo di non poterne fare a meno, aumenta sempre più la dipendenza verso di essa. Come uscire dallo stallo tra il bisogno di vivere il desiderio e la necessità di non alimentarlo? Un esempio di questo problema è la nefasta ed erronea inibizione del mondo cattolico verso la sessualità. 

La tradizione iniziatica tramanda, con chiarezza, come agire in merito. Il tema richiede un processo che non può essere esposto in questa sede. Comunque, per chiarezza, accenniamo che il "modus operandi" è fissarsi sulla consapevolezza e fruire di ogni esperienza-dipendenza, al momento in atto. Significa dare spazio ai nostri desideri, vivendoli pienamente, sempre presenti e coscienti di ciò che stiamo vivendo. Questa presenza-consapevolezza anziché alimentare il seme lo riduce fino a scioglierlo definitivamente. L'effetto liberante e il fine di questa operazione interiore sta nella possibilità di vivere qualsiasi esperienza, che sia comunque sana e bella, senza alcuna dipendenza: liberi dal fare e dal non fare.