Accedere alla Conoscenza, nella sua universalità, comporta la riformulazione di quello che abbiamo appreso nella nostra storia personale.
Ciò che noi chiamiamo Cristo, nei termini Tradizionali, quindi, rappresenta l'Intelligenza Cosmica. Esso è la Coscienza Universale, la Consapevolezza che plasma e governa l'intera creazione, su tutti i suoi livelli, di ogni ordine e grado. Potremmo aggiungere: è il Fondamento, il Logos, il Principio Primo del continuo divenire impermanente delle forme.
Cristo, che è presente in ognuno, tuttavia, si manifesta operativamente, con scopi precisi, in tutto l'Universo, attraverso Esseri meravigliosi, e agisce per mezzo di Essi. Sulla terra, si è incarnato in un uomo di trent'anni, di nome Gesù; per sintonizzare, attraverso Lui, la Coscienza Planetaria, ora immersa nella lotta, nella separazione e nella sopraffazione, con l'Armonia universale che sorregge i mondi.
Il Cristo è l'Unigenito Figlio di Dio, non Gesù; perché Gesù è l'uomo perfetto e Cristo è il Principio. Se Esso vive in ognuno, tuttavia, solo in pochi è reso consapevole, a causa della libertà di ciascuno di scegliere se polarizzarsi verso l'ignoranza e la divisione o armonizzarsi nell'Unità della vita.
Se parliamo di Figlio è necessario un Padre, che è Padre e Madre, e né l'Uno, e né l'Altra. Il Padre è l'Assoluto, il Supremo Essere Non Duale. È il Principio non manifesto, possibilità stessa di ogni forma, e non l'Inizio di questa. In Verità, di ogni forma, il Padre è l'Identità finale e reale. Non è il Creatore, perché quest'ultimo è il Figlio ed Esso è invece il Padre. E il Padre, nella Verità, è il Figlio, e il Figlio e il Padre, in essenza, siamo noi.
Per questo, il Principio, 2000 anni fa, disse: "In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi".
