Michelangelo Buonarroti
Perché nessuno ha mai visto Dio?
Perché Egli è Colui che vede.
Escluso qualche bel quadro, e ce ne sono molti, in cui è
raffigurato il Creatore nella sua veste antropomorfa, nessuno ha mai visto Dio.
Se qualcuno avesse ancora qualche velleità percettiva nei
riguardi dell’Eterno Padre, può iniziare a cambiare prospettiva della sua
ricerca, perché Dio non sarà mai visibile ad alcuno. Visibile è Chi lo
rappresenta, nell’incarnazione del Logos. E benedetto sia il suo Nome.
Egli, il Padre, non ha figura, anzi, è assenza totale di forma.
Lui è Colui che è, e basta.
Dio è pura Coscienza, è la consapevolezza in assoluto, l’Essere
eterno e informale. È prima di ogni possibile rappresentazione, dal momento che
qualsiasi forma o manifestazione nasce dalla pura Coscienza, che chiamiamo appunto
Dio.
E, attenzione, non è un’astrazione o un simbolo. La Coscienza
pura, Dio, è consapevolezza reale che, inoltre, pensa proprio come
tutti noi, ma lo fa in assoluto.
Ciò che è visibile sono i suoi prodotti. L’intera Creazione
o, detta nei termini tradizionali, la Manifestazione Universale o macrocosmo, è
il creato visibile delle infinite possibilità della Coscienza assoluta. Ciò
significa che a Dio non è precluso nulla. Chiaro è che, l’apparenza, il
prendere forma nella sua Manifestazione, non toglie e non aggiunge nulla alla
sua totalità. Il manifestarsi, nel cosiddetto mondo dei nomi e delle forme,
altro sinonimo che indica la Creazione, è solo un’espressione delle sue infinite
possibilità.
L’universo, in tutti i suoi livelli e gradi, non è mai orfano
del Padre. Perché il suo manifestarsi nelle forme è onnipresenza assoluta. Ciò
significa che non c’è nessun luogo dell’universo, dal fisico allo spirituale
più elevato, che sia mancante della Coscienza che lo ha generato. Essendo l’intera
Manifestazione Universale la sua apparenza.
L’immanenza di Dio nella realtà spazio-temporale, cioè lo Spirito
Santo, include una “comunicazione” continua con tutti gli esseri manifesti; ma
solo pochi sono nelle condizioni di comprendere. Tale colloquio di Grazia,
Gioia e Consapevolezza si sperimenta come intuizione pura, comprensione diretta
che non richiede pensiero discorsivo, nella sua veste logico-formale.
Perché solo alcuni esseri sono in grado di ascoltare la
comunicazione della Coscienza Universale?
Questi pochi eletti hanno appreso la posizione interiore da
assumere per rimanere consapevoli della presenza di Dio in sé stessi. Essi
hanno compreso che dove c’è pensiero non è possibile ascoltare Dio. I pensieri
sono fruscio, interferenza, spesso rumore assordante.
E Dio parla nel silenzio.
Per comprendere Dio, quindi, dobbiamo apprendere come fermare
il movimento pensativo e stabilizzarci nel silenzio. In realtà, il problema non
è la presenza dei pensieri, ma la nostra identificazione con essi. È necessario
quindi imparare anche come sia possibile pensare senza perderci nei pensieri.
Possiamo pensare, senza perdere coscienza del pensatore ovvero la nostra reale
identità. Tuttavia, la condizione ideale per riconoscere Dio è stabilizzare il
silenzio nel nostro cuore e… attendere.
Oltre il caos del movimento, dei
pensieri, del fare, c’è Dio che attende di incontrarci, in presenza assoluta,
nella nostra consapevolezza libera e regale.
Cosa intendiamo dunque con l’espressione “L’irresistibile
Forma di Dio”?
La nostra esperienza in un corpo e con la mente comporta intossicazione
e assuefazione verso le percezioni, le emozioni e le idee.
Abbiamo la necessità continua di avere una relazione con lo
Spirito, che sia percepibile dai nostri sensi, che susciti una tonalità emotiva
forte, nella quale l’estasi spirituale appaga e nutre la nostra esperienza.
Dio risponde in questo senso a chi sa aprire il suo cuore, e la
forza della sua presenza è incomparabile con qualsiasi altro godimento rivolto
agli oggetti dell’intero universo.
La sua forma è quindi tutto ciò che sollecita i nostri sensi,
i nostri pensieri e le emozioni in termini spirituali.
Questa santa relazione è meravigliosa e sublime, è il
godimento spirituale del devoto autentico e non ingenuo, tuttavia, essa non è
una relazione con Dio, ma con la sua forma, limitata, inoltre, dalle nostre
possibilità sensoriali, logiche e sentimentali.
A chi autenticamente ricerca l’essenza di Dio, Egli offre il
suo santo aiuto, nel portare i suoi allievi eletti di fronte a Sé, nel silenzio,
in assenza di pensieri e oltre qualsiasi percezione-emozione.
E questo comporta un cambio di rotta.
Ciò che abbiamo sempre fatto, cioè assaggiare la realtà o lo
Spirito medesimo con i vecchi canali di conoscenza (sensi, emozioni e pensieri),
deve essere trasformato in canali percettivi più raffinati, completamente
diversi dai primi. Questo comporta un momento di purificazione dai sensi
stessi, non più conformi a ciò che non ha alcuna forma.
E nel silenzio, in assenza di manifestazione, sarà evidente
che:
Più l’anima è vicina a Dio, e meno essa lo sente.

