mercoledì 8 gennaio 2025

SUL DUBBIO, LA CERTEZZA E L'INTUIZIONE



Come possiamo credere che le affermazioni della tradizione iniziatica siano vere? 

La via iniziatica tradizionale non contempla il concetto di credenza, nella sua inverificabilità comune ad alcune religioni. L'iniziato ha il dovere di verificare ogni affermazione dell'insegnamento. Il primo grande momento di conferma si ha quando, operando in sé, l’iniziato passa dallo strumento conoscitivo della mente-pensiero a quello dell'intuizione. Inizialmente, c'è una distanza tra il soggetto conoscente e l'oggetto della ricerca. Questa distanza è colmata dal pensiero. Ciò significa che la conoscenza iniziale è concettuale, filosofica. L'oggetto della ricerca può essere solo pensato. In questa distanza può sorgere il dubbio. Quando si acquista l'intuizione, il soggetto e l'oggetto si sfiorano. Non c'è più bisogno del pensiero. Quei concetti iniziali diventano un’evidenza interiore. Comprendiamo l’oggetto della ricerca senza doverlo pensare. È come svegliarsi la mattina con la certezza di essere svegli. La mancanza di distanza tra soggetto ed oggetto non lascia spazio al dubbio, in quanto quest'ultimo può insinuarsi solo dove c'è una distanza colmata dal pensiero. Ci sono, poi, ancora altre fasi di comprensione. L'evidenza interiore è possibile perché le iniziali affermazioni filosofiche si riferiscono a qualcosa che già è nella nostra interiorità. Per questo, la conoscenza tradizionale è un'opera di svelamento e l'oggetto della ricerca è la nostra divina reale identità. 

Il Buddha insegnava: "Metti in pratica ciò che ti viene detto; e se scopri che conduce a un tipo di saggezza che è come guardare un muro e poi il muro crolla e vedi in maniera sconfinata, allora puoi fidarti.”

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