giovedì 3 dicembre 2020

SOGNANDO DI VIAGGIARE E POI TORNARE



L'umanità terrestre è l'espressione finale della terza dimensione, quella animale. Nel lungo processo evolutivo che compie l'anima individuale, attraverso la prima dimensione minerale, la seconda vegetale e l'animale, l'individuo, maturato per un "veicolo" umanoide, si incarna in esso, acquistando la consapevolezza dell'IO SONO. 
Ora, in questo livello esistenziale, l'uomo può chiedersi "chi sono realmente?". In suo aiuto viene una conoscenza, non di gerarchia umana, che trasmette la giusta informazione per crescere, sempre più, nell'espressione della vita. 
È una dimensione, quella umana, che offre la possibilità di uscire dalla sofferenza e dalla limitazione. Tuttavia, in questo livello finale dell'animalità, l'uomo acquista il "libero arbitrio", assente nelle dimensioni precedenti. Tale prerogativa, quindi, lo costringe ad una scelta: continuare, assopito, nello stato attuale, portarsi verso la quarta dimensione, in cui l'espressione esistenziale si avvicina alla manifestazione dell'Angelo, oppure, compiendo atti contro la vita, regredire alla dimensione animale. Pochi ancora sono gli eletti che involano verso i regni superiori. Di contro, molti si stanno predisponendo alla regressione. Abbiamo sulla terra molteplici esempi. Sono quegli esseri disumani che si muovono in branco azzannando innocenti e bambini, o le masse incoscienti che producono violenza e sofferenza, indifferenti e in totale assenza di empatia verso il proprio fratello. Essi sono sempre più lontani dalla libera scelta, e, assenti e alienati da sé stessi, si muovono ciechi, governati da un "principio", che odia e divide; ed è contro la vita. 
L'umanità terrestre si trova di fronte a questo bivio, tra la dimensione angelica e il regno animale. 
Nella direzione evolutiva, un processo di crescita scioglie sempre più il concetto di separazione dall'altro. 
Si procede per sette dimensioni, fino ad entrare nel Regno degli Dei, espressione sublime della bellezza e dell'armonia dell'Universo. 
L'umanità ha tuttavia ricevuto, come dono d'Amore del Fondamento stesso dei mondi, una Conoscenza che strappa il concetto stesso di evoluzione; riconoscendolo come la grande illusione dei nomi e delle forme. Questa Sapienza è chiamata la Suprema Conoscenza non Duale dell'Essere. 
Essa "tramanda", nel fluire illusorio del tempo e dello spazio, che la reale Identità di ogni essere, dal minerale al settimo cielo, è un'unica Coscienza, che è Dio Uno, l'Assoluto, e tutti siamo Quello. 
Coloro che affrontano tale Insegnamento, avendo la forza di realizzarlo in sé, escono dal processo della lunga evoluzione dell'anima individuale. E, nell'attimo infinito della Verità, si riconoscono quell'Uno immobile, presente e identico in tutti gli esseri manifesti, Fondamento stesso del sogno del divenire. In quel momento, colui che strappa il velo illusorio del movimento dei mondi, come Ulisse viaggiatore, ritorna nella sua Reale Dimora; e scopre, nell'istante, di non essere mai partito da lì.

lunedì 9 novembre 2020

LE VERITÀ RACCONTATE


Aggiungi didascalia



George Berkeley (1685 - 1753) sosteneva che "se un albero cade nella foresta e nessuno è lì e può ascoltarlo, questo non farà realmente rumore"; perché riteneva che il mondo esistesse solo nella nostra mente. Così, pur essendo condivisibile il fatto che il rumore è ciò che i nostri sensi percepiscono, e non quello che l'albero è in sé o gli effetti che realmente stia producendo, al di là delle nostre possibilità percettive, non possiamo tuttavia condividere le conseguenze e le conclusioni di tale affermazione. Berkeley metteva in discussione l'esistenza stessa della materia esterna al pensiero, ovvero: "Esse est percipi", "L'essere significa essere percepito".
La speculazione filosofica su questo tema sarebbe complessa e niente affatto scontata. Si presta tuttavia a un problema a noi molto vicino, che mette in crisi la realtà della libertà dei popoli, la consapevolezza, e l'emancipazione.
Il movente di questo breve mio pensiero riguarda, quindi, lo stato attuale delle possibilità che l'umanità ha di percepire il mondo, i fatti e la storia. Potremmo dire, strumentalizzando Berkeley, con un libero utilizzo della struttura logica della sua affermazione: "Se un fatto avviene, e nessuno ne parla, non è realmente accaduto".
Ebbene sì, sto parlando del consueto problema dell'infornazione. Il dramma dei nostri tempi sta nel fatto che abbiamo un'idea della realtà in base a come l'informazione ce la descrive. Avviene quotidianamente. Anche ora, mentre condividiamo queste affermazioni, sta succedendo. Non possiamo fermare questa macchina infernale della manipolazione? Forse no, o magari sì; ciò che tuttavia necessita al vivere civile, è conoscerne il meccanismo. Anche se, spesso, mentre lo affermiamo e lo evidenziamo, contemporaneamente, lodiamo quello che leggiamo o vediamo dall'informazione governativa, ufficiale o sotto copertura. Cadendo nell'ulteriore raffinata trappola programmata dal sistema: credere a ciò che ci piace e, illusoriamente, ci fa stare bene; scambiando, ad esempio, per espressioni del bene, ideali non più esistenti, rimasti dei nomi vuoti senza più contenuto. In questa triste sorte, del nostro presente, emblematicamente, sono caduti i termini "democrazia"  o "democratici". "Dov'è la vera democrazia?"; "Chi sono, e dove si nascondono i democratici?".
Ad ulteriore chiarimento di quanto poc'anzi affermato, mi prendo il lusso di autocitarmi, anche se con un aforisma che, nello specifico, espande l'osservazione a contesti esoterici, difficilmente condividibili e comprensibili in questo spazio:
"Le potenze delle tenebre, padrone del discorso, spostano le parole buone sulle cose più nefaste e diaboliche; perché sanno che gli uomini, ignari, continueranno a idolatrare i nomi, ormai svuotati del loro vero significato".
In conclusione, siamo imprigionati nella convinzione che "i fatti sono fatti, solo se qualcuno ne parla".
E questo è un grave problema.


venerdì 6 novembre 2020

IL PRINCIPE OCCULTO E IL POTERE SULL'UMANITÀ


 Bruce Pennington, illustrazione di Eschatus


L'uomo moderno, schiacciato tra l'ignoranza dell'ateismo e la materialità, si rassicura pensando che i "potenti" siano uomini (o donne) "normali", solari e razionali. Coloro che detengono il governo planetario sono quindi visti come persone, sì, attratte dal potere e dalle ricchezze, che, tuttavia, hanno la stessa idea "semplice" del mondo come il resto dell'umanità; ormai illusoriamente affrancata dalle insidie del soprannaturale. Inoltre, la grande maggioranza delle masse è disposta a pensare che i potenti, alla fine, pur con tutti i loro difetti e interessi, siano comunque sempre comparabili al buon padre coscienzioso, che opera per il meglio e per il bene dell'umana famiglia. Purtroppo, questa convinzione, per quanto sia  rassicurante e "moderna", nasconde una realtà attuale ben più preoccupante, (ma ancora per poco, dacché i tempi sono ormai maturi).
Il potere, al contrario di quanto i più pensino, conosce la complessità della realtà e la forza che viene dal sovrannaturale; e, ancora oggi, opera in sintonia con le potenze occulte e diaboliche, che operano nell'oscurità.


mercoledì 14 ottobre 2020

SEGNAVIA


 

Non cercare di comprendere con la mente quello che è oltre ogni possibile pensiero.
Se ti dico Uno, non sto affermando quell'uno che diventa due, tre, quattro e poi ancora all'indefinito. L'Uno a cui mi riferisco è un Non-Due, è il Fondamento stesso di ogni forma. Questo è l'Uno che sei, l'Assoluto Essere, il Padre, Dio. Tu sei il Fondamento di ogni cosa. Non pensare che sia una fantasia. Ogni forma manifesta, l'intera creazione, si poggia su questo Fondale eterno e infinito, e da Questo prende forma. Esso, in te, è coperto dai pensieri. Fermati nel silenzio, persevera in questo stato di Gloria e… vedrai. Non parlo dei pensieri che volontariamente scegli di formulare. Il pensiero che offusca l'Essere è quello che nasce senza il tuo controllo. Certo, devi sapere molte cose per realizzare la Grande Opera di riconoscerti Uno. Tuttavia ciò che dovrai compiere è molto semplice. Avrai la forza per stare di fronte a questa semplicità?
Ascolta, non giudicarmi presuntuoso perché ti parlo della Suprema Realizzazione. Io sono un fatto irrilevante. È la vita stessa che ti sta parlando, e lo fa come vuole, per ciò che è più opportuno per presentarti chi realmente sei. Non ho alcun interesse verso il tuo comprendere. Non ho aspettative verso nessuno. Mostro solo la tua Identità, e lo faccio per amore.

CHI HA ASSASSINATO DIO?

 


Uomo ingenuo e sciocco...
Dio non è descrivibile.
Non c'è una religione che possa rappresentare Dio. Perché Dio, l'Essere, la Realtà, è oltre il linguaggio, è senza forma; e della stessa forma è fondamento e possibilità.
Fai Attenzione, taci. Ogni volta che cerchi di descrivere Dio, uccidi, in te, la Verità.

sabato 3 ottobre 2020

LA MENTE È UTILE... SE LA SAI USARE





La mente è un docile e utile strumento, solo se ne conosciamo le possibilità e il funzionamento. Potremmo dire: "Impara ad usare la tua mente, altrimenti essa userà te; o, comunque, troverai sempre qualcuno che la utilizzerà al posto tuo".
Un fenomeno, tra i molti, quindi, a cui è necessario dare molta consapevole attenzione, è l'ANCORAGGIO. Esso avviene quando si fissa uno stato emotivo ad una percezione: un'immagine, una pressione tattile sul corpo, un suono, un odore, un sapore; ma anche, perché no, ad un ideale, un contesto, un luogo. Ogni volta che si ripresenteranno questi eventi-fenomeni si evocherà lo stato emotivo ad essi ancorato. La pubblicità, ad esempio, vive su questo meccanismo della mente. Come, ad esempio, ricorderete l'ancoraggio del marchio Coca Cola alle emozioni del Natale (per gli occidentali). Per essere più chiari: chi di noi non ha fatto esperienza di quanto sia evocativa una musica, un profumo, un'immagine particolare? All'istante, quando "suona la tua canzone", provi le stesse emozioni, sperimenti il medesimo stato di quel momento passato, in cui si è attivato l'ancoraggio, in bene o in male. Essi avvengono senza la nostra volontà, continuamente. Possiamo tuttavia generarli con consapevolezza, per poter disporre di uno stato specifico, da utilizzare in determinate situazioni. Come per "magia", possiamo quindi legare al toccamento di un punto del corpo uno stato di forza adatto al comando, ad esempio; o fissare ad un profumo d'incenso uno stato di calma e concentrazione efficace nella meditazione, ecc. Quando avessimo la necessità di vivere con potenza quella qualità, basterà premere in quel punto del corpo, per evocare in noi quella sensazione necessaria a dirigere un gruppo o, sul piano olfattivo, ad esempio, un livello raffinato di concentrazione, utile per meditare, ecc.
In questo contesto, succede tuttavia anche qualcosa di strano, da conoscere, necessariamente.
Così, quando ero ragazzo, (è solo un semplice esempio da amplificare a contesti più complessi e generali), avevo ancorato, inconsapevolmente, all'odore della miscela dei motori marini, tutta la passione, gli innamoramenti, il godimento delle vacanze estive. In seguito, ogni volta che sentivo quell'odore, si attivavano in me quelle meravigliose sensazioni. Una bella inalazione di carburante tossico e, voilà, entravo nella passione giovanile dell'estate.
È evidente, quindi, che spesso leghiamo uno stato emotivo, per noi importante e gioioso, a cause, situazioni, percezioni in nulla positive o, comunque, non più ripetibili. E questo non è opportuno e sano. Quando conosciamo questo meccanismo, possiamo evitare gli ancoraggi nefasti o irripetibili nel tempo; e scegliere altre occasioni che suscitino le stesse emozioni, per noi importanti. Perché ciò che conta per noi è stare in un certo modo, al di là delle cause che lo generano.
Noi pensiamo, spesso, e per ignoranza, che una determinata emozione possa essere rivissuta solo col ripetersi di un solo evento particolare. Ma, al contrario, il trovare altre ancore più sane e di facile utilizzo, sempre a nostra disposizione, che attivino lo stato importante per noi, è una nostra possibilità, che ci rende liberi.


domenica 27 settembre 2020

LA CODARDIA DELL'IPOCRITA

 


Molti anni fa, quando mi trovavo nel I liceo, difesi la figura di Don Abbondio: il sacerdote codardo dei "Promessi Sposi"; che rinunciava ai doveri del suo Ministero, per paura del potente Don Rodrigo. "Vorrei vedere voi, di fronte a Don Rodrigo e ai suoi bravi!", affermavo. Tutta la classe rise, sbeffeggiando la mia deplorevole paura, condivisa col prete. Questo dimostrava il loro falso, ipocrita coraggio, di maniera. Tuttavia, dimostrava anche il loro riconoscimento dei valori e della responsabilità. In realtà, anche in me era chiaro quale doveva essere "il giusto agire", ma, a differenza del gruppo, in piena sincerità, ero consapevole dei miei limiti e della debolezza, in quel momento. Questa chiarezza mi diede, poi, la possibilità di iniziare un lungo ed efficace cammino verso il maschile, e il suo riequilibrio col femminile, che iniziò col lasciare la scuola; ripresa dopo dieci anni. Dal 1980 al 1990, cercai quindi il contatto con i cosiddetti "uomini veri", quelli della II guerra mondiale, eleggendoli come miei pari, e facendo con loro l'artigiano nella San Lorenzo romana degli anni dell'arte e dell'artigianato. Iniziai a praticare le arti marziali, che poi insegnai per altri 25 anni. Gli studi ripresi e la ricerca filosofica ed esoterica completarono discretamente bene il mio progetto. Perché raccontare tutto questo? Solo per concludere, alla luce dell'esperienza, con queste proposizioni. Il combattere un nemico esterno, e soprattutto i nostri demoni interiori, richiede "distacco". Quando si inizia una guerra, di qualsiasi contenuto sia portatrice, è necessario celebrare la nostra morte. Dobbiamo agire senza avere nulla più da perdere, perché già morti. Se fossimo imprigionati anche solo da una piccola dipendenza emotiva saremmo sempre ricattabili dal mondo e dalla storia. Di contro, faremo esperienza delle emozioni, senza subirle, osservandole dal luogo potente della consapevolezza. Così, con efficacia, agiremo come un già morto, cosciente della sua irreversibile eternità.

lunedì 14 settembre 2020

OGGI, PRIMO GIORNO DI SCUOLA

 


Con gioia e commozione ho visto mia figlia, che sembrava dormiente sui mesi di blocco dell'insegnamento, emozionata ed entusiasta di iniziare la prima media. 

Nel vedere questa vitalità  lanciata verso il futuro, è nato in me il sapore della tristezza. Ho assaggiato la dissonanza tra l'idea del futuro che hanno i nostri figli e ciò di cui sono cosciente io. Molti mi giudicano un pessimista; di contro, rispondo di essere solo più realista del re. Perché, ora, il loro futuro, non si è mai avverato. La speranza è l'ultima a morire, cambiando questo presente, riapriremo il loro avvenire. 

Non so'… Tutto è possibile, ma, al momento, non vedo nulla di luminoso. 

Quindi, sconfortato, ho letto nella mia mente il fallimento della nostra generazione. 

Cosa abbiamo lasciato ai nostri figli? 

Un pianeta ridotto a spazzatura, una democrazia illusoria, una libertà immaginaria schiacciata sul piacere inconsistente, del momento, che galleggia sulle fondamenta del "mercato". Ci siamo fatti manipolare, ci hanno convinti che noi, popolo, siamo la causa di ogni male. Abbiamo permesso ai cosiddetti "poteri forti" di uccidere la cultura, la vera libertà, il benessere, le costituzioni nazionali. Abbiamo concesso a pochi uomini di decidere tutto per noi, a loro beneficio. Ci siamo accontentati di sbavare, quasi tutti i giorni, davanti a poveri figli arricchiti che tirano calci al pallone, e abbiamo barattato la visione, gli ideali, la Storia, con quattro culi rifatti e plastificati. 

Povera gioventù… In un mondo che ha globalizzato la povertà e omologato, spianato, la potenza creativa dei nuovi nati. La "lotta di classe", che avrebbe dovuto trasformare l'umanità delle tirannie e del manganello in un mondo evoluto, si è arenata nella dittatura invisibile e subdola della grande finanza dei pochi. E ci siamo fatti raggirare talmente bene, che riusciamo anche a "linciare" gli stessi che cercano di indicare i veri colpevoli di questo disastro. Abbiamo accettato che iniziasse la progettata terza deportazione di schiavi da quel meraviglioso continente africano, lasciando in pasto le sue regioni e le ricchezze allo "straniero", credendo che sia un fatto umanitario. Ci siamo venduti la salute a chi guadagna sui nostri mali. Potremmo fare un elenco interminabile di offese all'umanità… 

Se di colpa dobbiamo parlare, però, senza dubbio siamo colpevoli di aver permesso tutto questo, di aver lasciato il mondo in mano a pochi, indegni uomini. I quali ci hanno detto che la povertà del terzo mondo sia colpa nostra. Omettendo di dire che, in realtà, le ricchezze che poche famiglie posseggono basterebbero a produrre benessere ed emancipazione per l'intero sistema solare. 

Come disse uno degli uomini più ricchi del mondo, il novantenne Warren Buffet: "È in corso una lotta di classe, è vero, ma è la mia classe, la classe ricca, che sta facendo la guerra, e stiamo vincendo". 

Cosa abbiamo lasciato a questi figli? 

Contraddicendo il succitato, non stiamo perdendo la guerra. Questa, caro Warren, non ti illudere, è solo una battaglia; la guerra è un'altra cosa. Tuttavia, per cambiare la sorte di questi amati figli, l'umanità deve svegliarsi dal sonno della coscienza. 

Ad oggi, la nostra eredità, simbolo dei non volto e del bavaglio, è una bella mascherina colorata; poi, una cartella senza libri e… "dai, amore di mamma e di papà. Oggi, tutti a scuola!" 

sabato 5 settembre 2020

SULLE QUALIFICAZIONI E IL CONOSCERE

 

Per seguire la via iniziatica tradizionale, orizzonte in cui si possono realizzare le più alte vette dello Spirito, è necessario possedere le giuste qualificazioni. Una, fra le più importanti, consiste nell'essere in grado di abbandonare le vecchie convinzioni ovvero ciò che per noi è familiare, noto; che rappresenta cioè la base delle certezze ignoranti e rassicuranti. Necessità, invero, di ogni livello del conoscere. In mancanza di questa fondamentale qualità, ogni apprendimento superiore diviene una remota possibilità. Così, ad esempio, nell'istruire un automobilista imprigionato in sé stesso, che volesse imparare l'arte del cavalcare, si potrebbe ricevere questa risposta: "... Ma cosa stai dicendo! Per far andare un cavallo, si toglie il freno a mano, si inserisce la prima e si inizia a trottare".

giovedì 27 agosto 2020

IL RISVEGLIO ALLA REALTÀ



Il sogno notturno dell'individuo è una metafora che spesso è utilizzata nell'orizzonte della Metafisica, fine ultimo della Conoscenza nella non dualità dell'Essere. Nello stato di veglia, percepiamo una realtà molteplice. L'individuo crede di vivere come ente separato in relazione con indefiniti altri enti, mondi, eventi e situazioni. La realizzazione finale, non duale, svela invece una Coscienza presente ed identica in ognuno, perché Una, eterna e infinita, immutabile e senza cause precedenti a Sé; e riconosce questa come la nostra reale Identità. L'idea duale, cioè pensare di essere un individuo particolare tra altri individui, a loro volta particolari, è un errore indotto dalla possibilità che la Coscienza Una ha di identificarsi con le forme, che Essa stessa produce, assumendone le restrizioni e perdendo momentaneamente memoria, consapevolezza, della sua unità. Essendo Essa onnipotente e infinita non è limitata in nulla; può sperimentare finanche la perdita, momentanea, di Sé. Per "forma" intendiamo qualsiasi ente particolare: dal sasso, all'individuo, fino ad arrivare a qualsiasi forma di esseri superiori o divini che, in quanto enti comunque particolari, sono anch'essi una forma, un prodotto della Coscienza, Assoluto, Essere, Dio Padre. Sono, questi ultimi, tutti termini sinonimi dell'Uno-Coscienza. Proprio come avviene in ognuno di noi individui, quando pensiamo e ci identifichiamo con i nostri molteplici pensieri, le idee, perdendo quindi la coscienza di essere il pensatore. Così, noi Coscienza, ci crediamo questo o quello, il dottore, il carbonaro, il re, lo schiavo oppure, ancora, crediamo di essere un democratico, un monarchico, un socialista, un altruista, un demone o un arcangelo. Ci convinciamo di essere, essere, essere… Ma, in realtà, sono solo nostre idee, comportamenti, costruzioni della mente, utili, etiche, o no, che siano. Nel sogno, quindi, possiamo relazionarci con una moltitudine di persone, eventi, luoghi. Nell'esperienza onirica li riteniamo reali quanto noi che sogniamo; ma essi sono, appunto, un nostro miraggio, una proiezione. L'unico punto di vista reale, seppur incosciente, è quello del sognatore. In ogni sogno, qualsiasi cosa accada, c'è sempre un unico sguardo; e, quello, siamo noi. Al risveglio mattutino, ci accorgiamo che tutto ciò che era accaduto e i mondi infiniti dei quali abbiamo fatto esperienza erano solo un sogno. In quel momento, e solo in quel momento, quell'unico punto di vista notturno in noi si è svegliato, e ha preso coscienza di sé. Così, al termine del processo iniziatico, che si rivolge al vertice della Conoscenza, la Coscienza Una ritorna consapevole di Sé, e osserva che, allo stesso modo dei sogni, lo stato di veglia, per noi così molteplice e reale, era solo un  Suo prodotto momentaneo. Nel Vedanta Advaita, che significa "fine ultimo della conoscenza nella non dualità dell'Essere", il mantra supremo recita "TAT TVAM ASI", "TU SEI QUELLO". La realizzazione in sé di questa profonda affermazione, non a caso, è detta "risveglio".

lunedì 24 agosto 2020

OPINARE O VEDERE



Possiamo avere un'opinione diversa; e riflettere, dialogare sui fenomeni, sulla forma del mondo o sulle vicende della storia. Per quanto è tramandato e realizzato da millenni, c'è però un luogo interiore, identico in tutti, sul quale è inutile discettare; perché Esso è eterno e immutabile. Lo si può solo "vedere" in sé stessi. 

Esiste quindi una sola Verità ultima che svela la nostra divina identità: l'IO SONO. Da ciò l'imperativo tradizionale "nosce te ipsum". 

Questa si nasconde, ben visibile, tra le pieghe increspate della storia.

La Via che porta al Vero, cioè alla nostra Identità reale, è stata svelata, anche all'umanità, da Esseri che non fanno parte della gerarchia umana, (fatto, questo, giudicato fantasioso anche da alcuni esoteristi: quelli che fondano la  loro visione-ricerca su un'inconsapevole convinzione materialistica), o da uomini di profondo valore che si sono portati autonomamente, lasciando ogni insegnamento, in tale luogo-consapevolezza dell’Essere reale. Evento, quest'ultimo, molto raro; storicamente riconosciuto al Buddha. 

I Fratelli maggiori, o Saggi, che hanno compreso e realizzato l'IO SONO, hanno dato inizio alle grandi "catene iniziatiche" della trasmissione e conformato le istruzioni secondo la soggettiva e contingente possibilità di comprensione in ciascuno. 

Da questa calibratura funzionale verso la differenza iniziale dei ricercatori o a causa della loro incompresione è nato, e si è in seguito fissato, il nefasto malinteso dell’esistenza di diverse visioni della Realtà, in antitesi fra loro.

Una piccola parte degli autentici ricercatori, i filosofi, nel significato tradizionale del termine, alla luce di tale Insegnamento ha realizzato quindi il livello ultimo della Verità, glorificando e trasmettendo la Tradizione. 

Essi sono chiamati Risvegliati, e testimoniano che esiste un’unica Coscienza, che può essere compresa e realizzata in ognuno…

nell’assoluta assenza di pensiero.

martedì 18 agosto 2020

IL GOVERNO DELLO SPIRITO



Quando l'umanità realizzerà lo stadio coscienziale prossimo, nell'evoluzione planetaria verso l'universale e l'armonia, assumerà la forma di governo del piano Spirituale. Questa formula superiore non sarà la nostra imperfetta e sciocca democrazia; la quale, in quanto condizione migliore possibile dei tempi della "separazione" tra gli uomini, finisce sempre per affermare il potere dei lupi travestiti da agnelli. Il fondamento dello Spirito è "gerarchico" e "monarchico"; ammesso che si possano utilizzare questi due termini connotati dalla fuliggine della storia umana. 

Lo Spirito manifesta la sua "autorità" sulle forme attraverso la sovranità regale. Ma, come tradizionalmente è riconosciuto-compreso-realizzato, non esiste un io-spirito particolare, non c'è un re; perché nello Spirito, livello più elevato dell'Essere in manifestazione, non ci sono individui. Lo Spirito non ha una forma. Esso è pura Consapevolezza. Quando l'intera coscienza planetaria si eleverà a tale sublime dimensione, l'umanità, nella sua più aristocratica espressione, potrà governare il pianeta. Sarà un governo "reale", nella doppia accezione del termine, (ciò che è vero e regale), perché si affermerà il Regno della Verità.

giovedì 13 agosto 2020

SULLA DIFFICOLTÀ DEL RI-CONOSCERE

 


La Conoscenza Suprema tramanda l'insegnamento per realizzare l'imperativo millenario: "NOSCE TE IPSUM", "CONOSCI TE STESSO".

Essa afferma che, oltre l'illusione di crederti un io-persona, particolare e separato, la tua reale Identità è quell'Essere Eterno, identico in tutti, perché Uno; che esiste in assoluta consapevolezza e gioia infinita, senza causa esterna a sé.

La Conoscenza è riconosciuta, tuttavia, da quei pochi che mettono in discussione la certezza illusoria di essere un individuo limitato e necessitato dall'intero universo.

Inizialmente, si presenta come uno "specchio". Se ancora credi di essere un agnello, non ti riconoscerai, e la rifiuterai; perché nello specchio vedrai, riflessa, solo la magnificenza del leone.

Così il divino mantra del Vedanta Advaita recita: "Tat Tvam Asi", "Tu Sei Quello". 

domenica 17 maggio 2020

LA VIA INIZIATICA TRADIZIONALE 6 (Al di là della Fede, oltre il Dubbio)


https://youtu.be/94UA6N0a2ds

LA VIA INIZIATICA TRADIZIONALE 5 (L'apparenza della dualità)


https://youtu.be/XoBd_2JYp1s

LA VIA INIZIATICA TRADIZIONALE 4 (Sessualità, Desiderio e Spiritualità)


https://youtu.be/QHf66WvEneQ

LA VIA INIZIATICA TRADIZIONALE 3 (IL FINE ULTIMO DELLA CONOSCENZA E L'OSTACOLO DEL MALINTESO)

https://youtu.be/oxnM2vsJlaQ

LA VIA INIZIATICA TRADIZIONALE 2 (Le Arterie della Realizzazione)

https://youtu.be/1dMN9nbyynY





martedì 24 marzo 2020

domenica 22 marzo 2020

domenica 15 marzo 2020

LA LEGGE TRADIZIONALE DEL KARMA FOR DUMMIES




La Legge di causa ed effetto (Karma) regola l'universo e la vita. Ogni accadimento, su tutti i livelli, di ogni ordine e grado, è sempre l'effetto di ciò che, liberamente, è stato compiuto nel passato.
La Legge, che agisce a livello personale, di gruppo, fino a comprendere l'intera coscienza planetaria, è molto complessa.
Possono essere modificati gli effetti che viviamo nell'attualità?
Dipende dal livello karmico in cui essi si trovino. Alcuni non possono essere evitati o trasformati. Altri possono essere alleviati, modificati o annullati, rettificando il comportamento, compiendo azioni etiche rivolte al benessere di tutti o con la preghiera.
La Legge, nella sua complessità, può comunque essere sintetizzata in questi tre tipi di effetto, come espressi da uno dei testi fondamentali del Vedanta Advaita, la Via Iniziatica più elevata e diretta, ancora oggi presente sul pianeta: "Vivekacudamani" (Il grande gioiello della discriminazione) , di Sankara. (VII secolo D.C., circa)

"Realizzando IO SONO BRAHAMAN, l'asceta distrugge di colpo il samcitakarma accumulato durante innumerevoli manifestazioni universali, come le azioni compiute nel sogno scompaiono al risveglio"
SUTRA 447

"Essendo libero e indifferente come l'etere, l'asceta non può essere toccato dal karma (agamin) che ancora deve maturarsi"
SUTRA 449

"Il prarabdhakarman è troppo potente perché l'essere di realizzazione possa frenarlo; esso si esaurirà con l'estinzione dei suoi frutti. Gli altri due generi di karma, quello proveniente da azioni anteriori (samcita) e quello i cui effetti non sono ancora maturati (agamin), saranno invece inceneriti dal fuoco della conoscenza. Comunque, nessuno di questi tre generi di karma è capace di toccare l'asceta che ha realizzato Brahman (l'Essere Uno, e Non Duale, presente in ognuno, l'Assoluto, Dio Padre, ecc.) e vive in identità con Esso"
SUTRA 453.

GLOSSARIO BREVE

Prarabdhakarman:
È il karman maturato, l'effetto delle azioni passate giunto ormai a maturazione, che è quindi impossibile da neutralizzare. Il corpo fisico è un esempio di questo tipo di effetto, ora in atto. È la freccia che è stata scoccata e non può essere ormai fermata. 

Samcitakarman:
È il karman accumulato nel passato, che ancora non ha attualizzato i suoi effetti. Tuttavia, la parte di esso che ha prodotto effetti nel nostro presente storico è divenuto prarabdhakarman.

Agaminkarman:
È il karman futuro, ossia l'effetto di azioni che saranno eventualmente compiute nel futuro, sotto il condizionamento di uno stato karmico già preesistente, non risolto.

mercoledì 4 marzo 2020

DEL CORAGGIO


venerdì 28 febbraio 2020

IL CRISTO UNIGENITO E IL PADRE UNO E NON DUE



Accedere alla Conoscenza, nella sua universalità, comporta la riformulazione di quello che abbiamo appreso nella nostra storia personale. 
Ciò che noi chiamiamo Cristo, nei termini Tradizionali, quindi, rappresenta l'Intelligenza Cosmica. Esso è la Coscienza Universale, la Consapevolezza che plasma e governa l'intera creazione, su tutti i suoi livelli, di ogni ordine e grado. Potremmo aggiungere: è il Fondamento, il Logos, il Principio Primo del continuo divenire impermanente delle forme.
Cristo, che è presente in ognuno, tuttavia, si manifesta operativamente, con scopi precisi, in tutto l'Universo, attraverso Esseri meravigliosi, e agisce per mezzo di Essi. Sulla terra, si è incarnato in un uomo di trent'anni, di nome Gesù; per sintonizzare, attraverso Lui, la Coscienza Planetaria, ora immersa nella lotta, nella separazione e nella sopraffazione, con l'Armonia universale che sorregge i mondi. 
Il Cristo è l'Unigenito Figlio di Dio, non Gesù; perché Gesù è l'uomo perfetto e Cristo è il Principio. Se Esso vive in ognuno, tuttavia, solo in pochi è reso consapevole, a causa della libertà di ciascuno di scegliere se polarizzarsi verso l'ignoranza e la divisione o armonizzarsi nell'Unità della vita.
Se parliamo di Figlio è necessario un Padre, che è Padre e Madre, e né l'Uno, e né l'Altra. Il Padre è l'Assoluto, il Supremo Essere Non Duale. È il Principio non manifesto, possibilità stessa di ogni forma, e non l'Inizio di questa. In Verità, di ogni forma, il Padre è l'Identità finale e reale. Non è il Creatore, perché quest'ultimo è il Figlio ed Esso è invece il Padre. E il Padre, nella Verità, è il Figlio, e il Figlio e il Padre, in essenza, siamo noi. 
Per questo, il Principio, 2000 anni fa, disse: "In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi".

mercoledì 26 febbraio 2020

... MALINTESI MASSONICI



Un altro simbolo massonico emblematico lascia perplessi i molti, che percepiscono la Massoneria solo attraverso le voci del mondo. 
Parlo del misterioso "Occhio" al centro del "triangolo", presente nel Tempio. Quello disegnato anche sopra la piramide del dollaro U.S.A., per intenderci. 
Chi ha progettato il dollaro non so cosa comprendesse dell'iniziazione massonica; forse, era più interessato al mondo e alla storia che non allo Spirito che è, delle forme, il Fondamento. Nel senso che a me non sarebbe mai venuto in mente di porre proprio quell'Occhio, lì, su una banconota.
In realtà, quindi, Esso rappresenta il simbolo della consapevolezza, della Coscienza osservante, il Testimone immobile ed eterno, presente nel Centro di ogni essere; la Fonte chiara, fresca e luminosa della Coscienza. 
In conclusione, l'Occhio massonico nel Triangolo è lo Spirito eterno che, nel Saggio, governa la "caverna" oscura della materia. 

giovedì 20 febbraio 2020

NON CREDERE A QUESTE PAROLE



"Tat Tvam Asi",
Tu Sei Quello,
recita il Supremo mantra.
E Quello è l'Assoluto, l'Essere, la tua Identità reale, la Vita stessa, l'IO SONO.
Qualsiasi definizione tu voglia apporre all'IO SONO è una mera illusione dei sensi.
Oltre l'Essere, c'è solo la tua infinita possibilità.
IO SONO dio, IO SONO il demonio, IO SONO la superbia, il bene, il male, l'umiltà, IO SONO donna, IO SONO uomo, IO SONO la salvezza, IO SONO la disgrazia, IO SONO questo, IO SONO l'altro...
Solo l'IO SONO è reale.
Oltre Quello tutto è vanità.
Se comprendi, non pensare di leggere un contenuto di un amico, un semplice conoscente, o un nemico. È la Vita stessa dentro di te che ti parla; per quanto l'individualità ora ti consenta.
Tuttavia, che questa riflessione sia un inganno o la Realtà è irrilevante.
Le parole sono segni, simboli, concetti, nomi; e, in quanto tali, sono anch'esse pura vanità.

martedì 21 gennaio 2020

SULLA VERIFICA DELLA PRATICA SPIRITUALE E DELL'INSEGNAMENTO



Prima o poi, colui che si affaccia ad una via iniziatica tradizionale domanderà se ci sia un modo per verificare l'autenticità e l'efficacia del proprio lavoro. 
C'è un segnavia inequivocabile per sapere se il cammino che stiamo percorrendo sia tracciato in un vero insegnamento spirituale, agganciato cioè ad una catena iniziatica autentica e oggi ancora viva. Comprendendo inoltre quanto il proprio lavoro adempia alle istruzioni ricevute. 
Questo riferimento è la "libertà". 
Ogni giorno che passa, se tutto è veritiero, siamo più liberi dal precedente. È necessario quindi verificare quanto ci stiamo emancipando dalla dipendenza verso qualsiasi esperienza. 
Questo significa che gli eventi per noi preoccupanti, fastidiosi o dolorosi saranno sempre più leggeri e dominati dall'alto della forza e della consapevolezza. Allo stesso modo, qualsiasi esperienza che suscitava passione, attrazione o godimento, tanto da non poterne fare a meno, in totale dipendenza e schiavitù, sarà ora vista, dall'altezza della propria potenza, come un qualcosa di infantile e di inutile; così da vivere con beatitudine e piacevolezza il bello delle relazioni e dell'intero universo, indipendenti da tutti e da ogni cosa.

domenica 19 gennaio 2020

MALINTESI SULLA MASSONERIA E I SUOI SIMBOLI



Molti anni fa, trovai sul portale di una parrocchia romana una divertente locandina sulla Massoneria. Nella stessa si informava della conferenza con vari professori universitari che avrebbero illustrato ai malcapitati i fondamenti dell'attività satanica della massoneria. C'era poi un momento centrale della conferenza, in cui un sacerdote avrebbe praticato un esorcismo sui simboli massonici, in particolare, sulla squadra e il compasso. Essendo cambiato, da allora, il mio stato coscienziale, quel divertimento che provai nel leggere tali grottesche assurdità, ha ora la connotazione della "tenerezza", molto simile al concetto più noto di compassione. 
La Massoneria, e il simbolismo muratorio che utilizza per portare l'insegnamento, è un percorso iniziatico che, in un primo grande momento, porta allo svelamento in ciascuno della coscienza universale nascosta sotto i limiti dell'egoismo individuale: per il bene e il progresso dell'umanità. 
I suoi simboli sono una grande metafora ripresa dalla saggezza dei costruttori medievali di cattedrali. Il tempio da costruire, non è quindi quello muratorio, ma l'uomo stesso nella sua più espansa e raffinata realtà dello Spirito. 
In particolare, proprio la "squadra" e il "compasso", che sarebbero stati oggetto di esorcismo, da parte di un cattolicesimo che non sa cosa sia il demonio e Dio stesso, hanno un loro significato, che riguarda il lavoro interiore di purificazione dall'individualità, che il Libero Muratore opera in sé. Essi sono anche sovrapposti, incrociati in modi diversi, a seconda del livello dei ricercatori, sulla pagina iniziale del Vangelo di Giovanni (In Principio era il Logos…); e rappresentano la relazione conoscitiva che i Fratelli hanno con il Testo Sacro, o l'Insegnamento nella sua universalità, che va dalla razionalità iniziale fino al livello più elevato dello Spirito. Oltre il dogma inverificabile, verso una realizzazione in sé della Conoscenza Spirituale, in piena sintonia con le molteplici e universali vie iniziatiche della Conoscenza Una. 

giovedì 2 gennaio 2020

SUL MOVENTE DELLA VIA INIZIATICA TRADIZIONALE



Sono sicuro che molti si chiederanno: "Qual è lo scopo di percorrere la Via Iniziatica Tradizionale, in una delle sue molteplici forme?". 
Quando ti rendi conto che la gioia, la serenità, il benessere, o qualsiasi altra esperienza degna di essere vissuta, sono dipendenti dall'esterno, da ciò che per noi è incontrollabile, inizi a farti delle domande. 
Come posso essere felice se sono sempre condizionato da ciò che deve accadere? 
L'individuo sta bene se accade qualcosa che suscita tale sentimento positivo. Così la vita passa continuamente dal piacere alla sofferenza, sempre in balia degli eventi. Qualcuno può anche stabilizzarsi nell'esistenza, accettando il suo fluire impermanente, ma, alla fine, il mondo in cui viviamo viene via in generale, e questo, di solito, non è mai gradito anche ai più stoici del vivere. 
Siamo, quindi, schiavi della vita stessa, imprigionati nei limiti dell'io.
La Tradizione Iniziatica o Spirituale, sono sinonimi, tramanda la presenza in ogni essere vivente di un "luogo" interiore della consapevolezza, eterno, immutabile, che vive di gioia infinita e autogena. Non necessita di nulla, perché in sé è Tutto. Questo stato non ha fine e non è intaccato dagli accadimenti, di qualsiasi natura e intensità essi siano. La stessa Tradizione insegna la Scienza per realizzare tale meraviglia presente in ognuno, e identica in tutti. Questo "stato", solitamente, è chiamato Dio.