domenica 22 dicembre 2024

SUL SEGRETO E IL VEDERE


 


 

SULLO SVELAMENTO E LA GIUSTA AZIONE


La Scienza dello Spirito, nel suo vertice realizzativo, tramanda quale sia la nostra autentica divina Identità, e traccia il processo per renderla nuovamente consapevole nell'iniziato. Questo superiore livello della conoscenza necessita di un'esclusiva modalità del conoscere. La tradizione, a causa dell'identificazione con la mente-pensiero che vive l'individuo, si presenta inizialmente sul piano filosofico-concettuale. Tale Conoscenza, tuttavia, pur essendo accessibile e chiara nella sua espressione razionale, non è realmente compresa, se il ricercatore rimane sul piano del pensiero, come avviene invece in tutte le altre forme del sapere fenomenico. Possiamo dire di aver realmente compreso quando l'insegnamento inizia a rispecchiare e risuonare nella propria coscienza. Perché tutto ciò che è tramandato e ricercato è già dentro di noi. Solo in questo caso, il comportamento e l'azione, che l’iniziato deve già aver iniziato a rettificare, verso l'ordine, partendo dall'iniziale caos dell'io-persona, divengono la naturale espressione dell’Essere.

giovedì 19 dicembre 2024

SUL “CAMPO” IN CUI COMPIERE UN'OPERAZIONE INIZIATICA

 

Un'operazione, che sia un’iniziazione, un’istruzione o la proiezione di una forte intenzione, per produrre un effetto rilevante deve essere compiuta all'interno di un “campo”, che fa da contenitore e amplificatore. Questo “campo”, purificato e consacrato, oltre ad essere costituito nell’orizzonte spirituale in cui risuonino la bellezza e la sapienza, deve essere saldato con la forza. Quest'ultima è data dalla potenza fisica, psichica e coscienziale dell'iniziato. Se il lavoro è in catena, ovvero compiuto da un gruppo esoterico che opera nella stessa forte intenzione, è necessario che ci sia un nucleo di fratelli che siano in grado di mantenere attivo il “campo”. Tutti gli altri saranno risucchiati e ancorati dalla potenza dello stesso. 

Il rito è un portale che facilita l'entrata in uno stato consono al lavoro da compiere. È inoltre importante considerare l'importanza dello stato psicofisico. Nei giorni che precedono il rituale, è fondamentale non disperdere energie, che devono essere tesaurizzate. La dispersione avviene nell'attività sessuale che arriva alla meta, nell'utilizzo caotico del pensiero, alimentandosi con cibi che appesantiscono o eccitano il corpo, la mente e l'anima, ecc.. 

La necessità di operare all’interno di un “campo solido” vale anche per la trasmissione della conoscenza, che, di per sé, è uno dei livelli dell'iniziazione. In questo caso, se è vero, quindi, che, oggi, la segreta conoscenza esoterica è pubblicata in ogni libreria, è assolutamente certo che la trasmissione autentica della stessa può avvenire solo attraverso la frequenza vibratoria, elevatissima, all'interno del “campo”. Ciò significa che possono essere pronunciate le stesse frasi, ma esse assumono un potere trasformativo se trasmesse all'interno del “campo”, e solo se pronunciate da coloro che sono qualificati a farlo, stando in uno stato di potenza iniziatica ideale. 

Nei tempi moderni, molte volte il lavoro esoterico è compiuto senza questi necessari presupposti. In tal caso, la sensazione che si ha è quella di stare in un contenitore sfiatato e senza energia. 

La presenza o meno del “campo” è l'elemento discriminante tra un Ordine Iniziatico e un gruppo di lavoro culturale sulla conoscenza tradizionale.

martedì 17 dicembre 2024

SULLA PROFANAZIONE DEL SEGRETO ESOTERICO E LA SUA RESTAURAZIONE



È chiamata “via del fuoco” la via diretta che porta alla Suprema Conoscenza, ovvero allo svelamento della Coscienza eterna e assoluta presente e identica in tutti gli esseri. Questa Conoscenza non si interessa della potenza per agire sui fenomeni e nei fenomeni, della magia e della teurgia, perché si dirige, senza interferenze, al vertice realizzativo, che sta oltre tutto ciò che è manifesto; anzi ne è la Fonte. Così il Logos, 2000 anni fa, affermava “cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

In un Ordine Iniziatico che conduce al vertice realizzativo, questo sapere è stato custodito per millenni. Oggi, a causa dell'evoluzione spirituale della coscienza planetaria, (che tuttavia rimane non educata e non strutturata per tale comprensione), queste informazioni, sul piano strettamente filosofico, e non operativo, sono pubblicate in ogni libreria. Ciò richiede la riformulazione dell’insegnamento in un tale elevato Ordine. Non è opportuno, quindi, per siffatto motivo,  mantenere una declinazione molto lunga della conoscenza nel livello concettuale. La divulgazione sul piano profano del sapere esoterico, tuttavia, rende ancora più necessaria la declinazione piramidale in un Ordine Iniziatico, perché la facilità di reperire la filosofia dell'iniziazione ha generato l'ILLUSIONE DI AVER COMPRESO.

domenica 15 dicembre 2024

SUI DEMONI, LO STRATAGEMMA E LA FINZIONE



Ci sono più categorie di demoni, che ostacolano le azioni umane rivolte alla crescita e al risveglio dello Spirito. 
La prima categoria è composta dai contenuti personali imprigionanti, alimentati, nel tempo, dall'ignoranza. Il considerarli dei demoni è un atto infantile che serve ad evitare le proprie responsabilità. La seconda è l'evoluzione della prima. In questo caso, quando i contenuti subconsci, alimentati con le nostre esperienze, sono troppo potenti e inaccettabili, essi vengono inconsapevolmente proiettati all'esterno e reificati in una forma. Se questo abbassa la tensione interiore, tuttavia, mette di fronte ad entità che appaiono come reali, terrificanti ed aggressive. Si manifestano nei sogni o sono individuati come cause invisibili degli accadimenti avversi. Nei casi più gravi, si presentano come allucinazioni nello stato di veglia. È un’altra forma ferruginosa di evitamento di sé. 
Poi, c'è una terza categoria abitata da enti oggettivi, separati da noi, che ostacolano le nostre azioni migliori.

SUL FONDAMENTO DELL'INIZIAZIONE



Molte volte, chi percorre la via iniziatica tradizionale, la quale tramanda la conoscenza per svelare la nostra reale identità spirituale, si accorge che qualsiasi processo operativo compia dentro di sé non c'è mai un miglioramento effettivo. L’evidenza della mancanza di una reale trasmutazione è già un grande risultato, tuttavia, non si va oltre questa fase iniziale della consapevolezza. Eppure ci sembra di mettere in pratica, nel migliore dei modi, tutto l'insegnamento teorico e pratico. 
Cosa manca? 
Manca l'elemento principale, sul quale si appoggia l'azione interiore che dobbiamo compiere: “la rinuncia”.
Se non rinunciamo ad essere un individuo, lasciando andare le sue ingenue e infantili necessità, non ci sarà alcun processo operativo che potrà trasformarci. Non significa rinunciare alle piacevolezze della vita, al fare ciò che è importante o necessario, ma perdere la dipendenza imprigionante verso di esse, rinunciando all'aspettativa dei nostri desideri e al piagnucolio animico della frustrazione, che esplode nell'ira o nell'oscura passività. 
La possibilità dell'autentica “rinuncia”, la morte degli iniziati, è radicata su due qualità necessarie, dalle quali dipendono altre minori. La prima è il comprendere che qualsiasi evento o fenomeno di fronte a noi, nella sua continua impermanenza, è irrilevante e transitorio; e che dentro di noi, oltre l’io persona, c'è un'identità autentica ed eterna, fatta di consapevolezza, potenza e felicità immutabili ed eterne. E questi sono solo termini che non possono descrivere questo stato eterno e infinito, perché è oltre il pensiero e il linguaggio. 
La seconda è l'ardente desiderio, il fuoco dei filosofi, di svelare questa assoluta Realtà in noi. 
Nelle prime fasi dello svelamento, ovvero fino a quando non sarà fissato lo stato realizzativo, si deve mantenere attiva la “rinuncia”. Non basta un atto rituale a priori. La “rinuncia” si rinnova in ogni istante, perché essa non è la rinuncia a qualcosa, ma uno stato della coscienza libera.

martedì 10 dicembre 2024

SULLA CONOSCENZA INIZIATICA E LE SUE INSIDIE



La conoscenza iniziatica, specialmente nei suoi più alti livelli, se non diventa una pratica interiore di trasmutazione, è pericolosa, imprigionante e alimenta l'arroganza dell'io. Il finto ricercatore, rimanendo sul piano gratificante dei concetti, quando l'esistenza metterà alla prova ciò che doveva essere realizzato, cadrà inesorabilmente. Egli, ancora più presuntuoso e superbo, affermerà: “Questo sapere non funziona”. In molti altri casi, i peggiori, alcuni sono completamente impegnati nella pratica di ciò che hanno appreso, ma non ne comprendono i fondamenti. Anch'essi cadranno sotto i colpi della vita, persino negli eventi più lievi. Essi, delusi, cercheranno altri metodi esoterici, all'indefinito, fallendo ripetutamente, fino a quando la stanchezza e l'intelligenza non svilupperanno una chiara visione del corretto atteggiamento iniziatico. 

È necessario fare molta attenzione, perché più l'insegnamento è elevato, tanto più diviene semplice e conciso. Allo stesso tempo, però, la semplicità nasconde molte insidie, perché i ricercatori si illudono sempre di aver capito.

lunedì 9 dicembre 2024

SULLA CONOSCENZA, LA CREDENZA E L'ALDILÀ



- Molto spesso, osservo esoteristi che assumono realtà come vere senza averle verificate personalmente. Un esempio: credere nella vita dopo la morte. Non pensi che questa modalità contraddica il senso della ricerca di ciò che è vero? 

- Considera che la conoscenza si rivolge allo svelamento della nostra reale identità, oltre l'individuo. Operando nella tua interiorità verificherai tu stesso di essere molto di più di quello che pensi di essere ora. Poi, certamente, ci sono molte conoscenze che riguardano la realtà manifesta, i fenomeni, nelle sue molteplici dimensioni. Tu fai l'esempio dell'aldilà. Molte volte, anche tra gli esoteristi, si sente dire: “nessuno è mai tornato per raccontarci com'è”. Questo non è vero. Un esoterista non dovrebbe sostenere queste affermazioni. Occupandosi con autenticità della via iniziatica, inevitabilmente, si entra in contatto con una dimensione più sottile. Inoltre, tutta la tradizione tratta questo argomento. La diversità delle affermazioni sull'aldilà sono il frutto della visione religiosa per i molti. Più ci si addentra nell'autentica ricerca, tanto più coloro che vivono in più dimensioni riportano le stesse affermazioni. Considera poi che un esoterista che opera per svelare lo spirito in sé come potrebbe non considerare l'evidenza di una vita oltre la morte? Capisco che tutto debba essere verificabile, ma in attesa di fare un tuo viaggio in Alaska, accetta che io che ci sono stato, come molti altri prima di me, ti racconti quello che ho visto. In generale, poi, un iniziato deve poter comprendere dagli effetti le cause che li hanno prodotti, prima di arrivare ad esse. Perché c'è una logica che lega la causa all'effetto. Molti effetti non potrebbero esistere senza una causa particolare. Tutte queste cose insieme, e molte altre che puoi individuare, dovrebbero farti declinare dall'affermare un dubbio sulla vita dopo la morte, nella sua forma descritta dalla tradizione iniziatica. 

Un grande maestro dei nostri tempi raccontava di aver visto un incidente a Roma tra una macchina e una moto. Dopo il forte impatto, il motociclista si alzò repentinamente per assalire l'automobilista. Tuttavia, nessuno si accorse di lui, perché il suo corpo fisico era a terra senza più vita.