venerdì 27 dicembre 2019

RIFLESSIONI SULLA CONVINZIONE EUROPA

"Il Burattinaio", Emanuela Giacco


"Tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado purtroppo di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos’è. È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre. Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.” 

Morpheus
(Tratto dal film Matrix) 

Nessuno si senta offeso, ma, ora, sono disponibili talmente tante informazioni circa i fondamenti criminali di questa "Unione Europea, che diventa difficile continuare a pensare che, al contrario, sia un luogo opportuno per tutti. Non è accettabile neanche una proposta di una possibile trasformazione delle regole attuali, come molti dicono, (non potendo affermare il contrario), poiché queste non sono previste dal cartello finanziario che ha voluto questa finta unità tra i popoli. 

Ergo: chi ancora sostiene la necessità-opportunità di rimanere in Europa, o non vuole vedere la realtà o è un disonesto. 

Il come liberarsi da questo incubo, cosa senza dubbio non semplice, è tuttavia un fatto successivo, che si presenta solo nel momento in cui è nata la consapevolezza, nei popoli, di una decisione "sine qua non", per ridare valore alle "Costituzioni". Se non fosse chiaro, ci troviamo immersi in una guerra, diversa da quella violenta, per noi più comprensibile, visibile, ma tutt'altro che pacifica, che richiede coraggio e determinazione; essendo una guerra per la libertà. 
"Un popolo che non capisce che gli è stata dichiarata guerra è un popolo che non si difende, che non si organizza che non si riscatta". (Francesco Amodeo, "La Matrix Europea") 
Pur essendo, quindi, io un filosofo, senza particolari competenze in economia, sono tuttavia in grado di apprezzare il punto di vista di economisti stimati che sostengono che l'eventuale uscita dall'euro sia, complessa, ma una vera fortuna per il nostro Paese. O, comunque sia, è per tutti consigliabile apprendere i ragionamenti di questi uomini fuori dal coro governativo e servilmente allineato. Considerando che la maggioranza delle persone ha in sé radicata la convinzione dell'impossibilità di una Italexit, perché lo dicono in televisione, ma non hanno una minima idea personale in merito. Personalmente, trovo anche  evidenti gli effetti negativi attuali e futuri del nefasto progetto di questo sistema, avendo appreso i reali intenti della grande finanza, che opera a proprio favore, a discapito della popolazione europea, e mondiale. 
La manipolazione di questi decenni, che ha agito, nel caso specifico, su tutti i livelli contro i cittadini europei, ha convinto la maggioranza che sia impossibile uscire dall'euro e, soprattutto, che il sistema sia stato fondato per la pace e la convivenza tra le Nazioni del continente. In realtà, già i padri fondatori dal primo dopoguerra hanno messo in atto il progetto della finanza criminale Usa-Inghilterra da un lato, attraverso la regia della CIA, e di quello dell'asse Franco-Tedesco, dall'altro. 
Le convinzioni sono difficili da trasformare. Esse sono fondate su un intreccio di pensieri, emozioni, sensazioni fisiche, con le quali l'individuo è identificato. Cambiare una convinzione cristallizzata, che nella PNL è chiamata "virus della mente", è assai difficile. Perché tradire una convinzione significa entrare in conflitto con il proprio mondo interiore. È un po' come morire. E il "potere" lo sa. 
Coloro, quindi, che sostengono ciò che sto affermando sono linciati nella pubblica piazza, di una società che è schiacciata tra i disonesti che sanno e coloro che non sceglieranno "la pillola rossa", perché non vogliono sapere. 
In conclusione, quale senso voglio dare a questa riflessione? Di certo, non quello di fare chissà quale ragionamento di alta finanza. Per questo ci sono raffinati economisti. Quindi, quale utilità assegnare a questo parlare? Forse, e per me può bastare, mettere in dubbio le certezze e stimolare un altro guardare. 

“Che lo si voglia o no, noi avremo un governo mondiale. La sola questione che si pone è di sapere se questo governo mondiale sarà stabilito col consenso o con la forza”.
James Warbung
(Membro del CFR - "Council on Foreign Relations" . Organo privato che regola la politica americana e influenza tutti i paesi del mondo, in piena sintonia con il Club Bilderberg e la Commissione Trilaterale) 

"La popolazione, i governi e le economie di tutti paesi devono soddisfare le necessità delle banche e delle imprese multinazionali" 
Edwar Mandell House
(Fondatore del CFR, per volere di David Rockefeller) 

Due testi per iniziare una seria riflessione sul mondo in cui viviamo:

"Il Club Bilderberg" - Daniel Estulin. 

"La Matrix Europea" - Francesco Amodeo

giovedì 26 dicembre 2019

SULL'ORGASMO E LA PRESENZA




L'orgasmo, apice dello scambio energetico tra due esseri, è l'espressione emblematica della sessualità. 
Essa è stata per secoli contratta ed inibita, almeno in occidente, sotto il peso dell'ignoranza della religione. 
Nei tempi delle ultime generazioni, l'istanza di armonia degli individui, affrancati dalla totale assenza di conoscenza delle chiese, è stata tuttavia manipolata dal potere dei governanti del mondo, che avevano lo scopo di annichilire la potenza umana; perché rivoluzionaria ed emancipativa per sua natura interna, e perché i tempi sono maturi per un salto della coscienza planetaria verso l'universalità. Anche il sesso è caduto quindi nel progetto governativo globale e sovranazionale diretto all'appiattimento dei popoli, con il fine di ridurre l'individuo ad un soggetto inconsapevole e dipendente dal desiderio edonistico ed egoico; senza più coscienza di classe, solo in quanto individuo egoista e necessitato dall'acquisto compulsivo di tutto l'inutile che la grande finanza avrebbe confezionato per lui. 
Così, la sessualità, liberata dalla prigione della falsa teologia, proprio nel suo slancio verso l'espressione universale delle sue potenzialità, cadde vertiginosamente, verso la mercificazione svilente della sua stessa potenza. L'incontro supremo con l'altro, divenne quindi lo scontro di due esseri che, nel rapporto, esprimono il loro ego, senza alcuna possibilità di riconoscersi nell'unione. 
Non c'è più tempo da perdere, la sessualità deve recuperare la sua divina aristocrazia; e, nella consapevolezza, diventare un "campo aperto", senza confini, dove incontriamo l'altro, svelando il suo mistero. Ogni uomo ed ogni donna è un tempio, nel cuore del quale c'è una storia, uno spazio immenso e prezioso, un mondo infinito di percezioni, emozioni e vita. La condivisione del piacere e della potenza che l'energia vitale esprime nell'intimità sessuale, diviene il meraviglioso spazio infinito in cui scopriamo il nostro mistero, che diventa donazione, comunione, svelamento dell'essenza profonda che, in verità, siamo. Per vivere tale maestosa esperienza, è necessario tuttavia essere presenti. E ciò significa abbandonare la dipendenza dai pensieri. Stare nel movimento pensativo, significa non essere in quello spazio intimo. Pensando, ci troviamo in un altro luogo, chiusi tra le pareti dei nostri personali contenuti. L'unione non è più comunione, ma l'egoico piacere, fine a sé stesso, dove l'incontro non avverrà mai. 
Il pensiero, la fantasia sessuale stessa, che in apparenza è divertente ed eccitante, in realtà ostacolano la potenza dell'eros e ci separano a causa della particolarità dei nostri pensieri. La forza dell'eros, con la sua energia di espansione del piacere, è così frenata dalla mente, che la diminuisce e chiude l'apertura trascendente del sublime. 
Nella presenza, l'orgasmo diventa il culmine dell'unione, dopo l'intensa risalita del piacere, che non deve essere ostacolato dall'inibizione. Non c'è pudore nella comunione. Ogni blocco o astensione corrisponde ad una particolare chiusura del fluire dell'energia della vita. Non c'è posto per la vergogna, ma per il rispetto e la stima, la complicità, il dono, che chiamiamo amore. 
Pur non potendo approfondire il fondamento di quanto accennato e i molti temi che ruotano intorno all'importanza della sessualità, per una vita sana e gioiosa, ma anche per un proficuo cammino spirituale, non voglio lasciare al caso alcuni contenuti legati alla sessualità e al piacere, nei termini della conoscenza tradizionale. 
In primo luogo, mi riferisco alla masturbazione. Essa è una naturale espressione del piacere. Chi non avesse un compagno o una compagna per condividere la gioia dell'eros, vive un piacere autogeno, e questo è importante per una sana armonia psicofisica. A volte, nel rapporto di coppia, è naturale anche avere dei momenti di piacere personale. La sola differenza che c'è tra un rapporto con l'altro e la masturbazione è l'intensità dell'esperienza. Quando ci uniamo in una coppia, tra i due corpi, c'è un potente scambio di energia e di vibrazioni che espandono il piacere e la soddisfazione.
La masturbazione avviene da sempre e in tutto l'universo, ma, cosa assai strana per un uomo o una donna liberi da condizionamenti, tutti sono pronti a negare tale naturale esperienza. 
Altro tema, circa il quale c'è molta confusione, è l'omosessualità. Non aggiungo nulla di mio, e ciò che scrivo viene dalla millenaria conoscenza tradizionale e universale. Dal punto di vista della stessa, quindi, l'omosessualità è una delle infinite possibilità espressive dell'Essere. Essa è un naturale incontro, che dona armonia e comunione, sia nella vita quotidiana di tutti gli esseri umani, sia in un contesto iniziatico, percorso da coloro che vogliano risalire le alte vette dello spirito. 
Ciò su cui è importante fare attenzione, nel rapporto con la sessualità, è solo la "dipendenza" che nasce verso la stessa. Ma questo è un tema che va affrontato con attenzione. 

Auguro a tutti Voi una vita sana, armoniosa, dove il piacere è presenza e la presenza è Spirito. 

Danilo S. 

mercoledì 18 dicembre 2019

SULLA SINISTRA MUMMIFICATA E GLI ANCORAGGI DELLA MENTE




Impara a conoscere la tua mente, altrimenti, essa stessa si approfitterà di te; e troverai sempre qualcuno disposto ad utilizzarla al posto tuo.
Vorrei quindi porre all'attenzione una delle caratteristiche più ricorrenti che la mente impone all'uomo inconsapevole. Mi riferisco al concetto di "ancoraggio".
Con questo termine intendiamo rappresentare un legame profondo con un qualcosa al quale abbiamo fissato uno stato emotivo. Al ripresentarsi di questo, che può essere una percezione corporea, un'immagine, un suono, un odore, un sapore, oppure un ideale, una situazione, un contesto, ecc., si riattiva in noi quella stessa tonalità emotiva che era stata fissata, precedentemente a quell'evento. Appunto, tanto è potente questo legame tra evento scatenante ed emozione, che lo chiamiamo "ancoraggio". Questo può essere indotto artificialmente, per la propria utilità personale o a causa della manipolazione, come avviene, ad esempio, nella pubblicità, e non solo; oppure, si può generare un ancoraggio spontaneo, senza volerlo da se stessi o da nessun altro per noi. Facciamo degli esempi. Nel primo caso, potremmo, conoscendone la giusta tecnica, installarci un ancoraggio dove, al tocco di un punto preciso del corpo, si attivi un'emozione utile per affrontare una qualsiasi situazione che richieda proprio quello stato "ancorato". Nel secondo caso, in cui subiamo una manipolazione, un'Azienda, attraverso la pubblicità, progetta di attivare un'ancora, da cui, al presentarsi del suo prodotto nella vita quotidiana, emerge in noi un'emozione positiva, che ci induce ad acquistare il prodotto stesso. Una delle campagne storiche pubblicitarie più riuscite della Coca Cola fu quella che generava un ancoraggio della bevanda ai sentimenti di gioia del Natale. Ricordiamo infatti che  Babbo Natale, rosso così come lo conosciamo noi, è proprio stato disegnato dall'Azienda Statunitense. Quindi, alla visione della Coca Cola, si attiva, non già il desiderio di festeggiare il Natale, ma direttamente il sentimento che ad esso è legato.  Nel terzo caso, ogni giorno potremmo notare che si attivano in noi una serie di ancore.
A titolo esemplificativo: chi non ha vissuto un ancoraggio con una canzone, un profumo, ecc.
Cosa c'entra, ora, tutto questo con la "sinistra" attuale? Moltissimo.
Sia chiaro che questo discorso vale per qualsiasi situazione politica e sociale, perché in ogni individuo la mente funziona allo stesso modo.
Perché, quindi, parlare proprio della sinistra attuale? Perché sotto questo "tetto" il potere finanziario che imprigiona i popoli ha riversato tutte le sue velleità manipolatorie al fine di stabilizzare sempre più il suo potere, sulle classi dominate.
Illuminante in maniera straordinaria la citazione di Pasolini, che anticipava con estrema sensibilità, gli attuali accadimenti.

"Io profetizzo l’epoca in cui il nuovo potere utilizzerà le vostre paro­le libertarie per creare un nuovo pote­re omologato, per creare una nuova inquisizione, per creare un nuovo conformismo. E i suoi chierici saranno chierici di sinistra".
[Pier Paolo Pasolini]

Che cosa sta accadendo, oggi?
Una grande parte della popolazione della sinistra dei decenni passati, vive un forte ancoraggio tra il "simbolo" ormai fantasmatico di una fazione politica di sinistra, che ora è fissata soprattutto in un partito, il PD, con la rievocazione di tutti i rituali magico-sociali di un tempo; "Bella ciao" compresa. Sono passati vari nomi dei partiti della sinistra, con tutte le loro divisioni, ma l'elemento dell'ancora è ancora presente.  Ad ogni presentarsi del "suono di tromba" della fazione di sinistra, si riattivano una molteplicità di emozioni, che conosco bene… le quali si articolano in maniera raffinata e stimolano molti livelli della persona. Tornano le emozioni dell'età passata dell'adolescenza, della contestazione, i concerti di Venditti, i fumetti belli della sinistra, gli intellettuali, la scuola, l'università, Valle Giulia, gli amici, le lotte politiche, o quelle presunte tali, gli innamoramenti, i falò sulla spiaggia con la chitarra, gli ardori sessuali, il giubbetto di jeans, il bar della malva, i discorsi di mille nottate, ecc., ecc., ecc.. E il mantenere vivo tutto questo, diventa "una questione di vita o di morte". Ne va della stessa idea di identità. Fondamentalmente, questo accade perché, chi non conosce il funzionamento della mente non sa che il fattore necessario non sono i fatti, ma le sensazioni che essi suscitano. E quest'ultime, proprio perché slegate dagli eventi, possono essere suscitate in molti altri modi…
Ripeto, lo stesso nostalgico del fascismo o di qualsiasi altra ambientazione, vive i medesimi inconsapevoli effetti. Anche "Faccetta nera" evoca stati emotivi, per alcuni di piacevolezza, che nascondono completamente ciò che, in realtà, è stato il fascismo.
Ora, tuttavia, il momento è assai difficile, proprio perché molti con i quali anche io condivisi anni fa, quanto sopra ricordato, non si sono accorti che nel 1989, col crollo del muro di Berlino, il mondo è cambiato; e la sinistra che cerchiamo di mummificare non esiste più, (così come non esiste più la vecchia destra, né tantomeno il fascismo del ventennio). L'involucro vuoto della sinistra progressista, ammesso che sia stata mai funzionale al progresso dell'umanità, e su ciò ho molti dubbi, è tenuto in vita dal potere neoliberista stesso, che la sinistra ha sempre, sulla carta, dichiarato di voler combattere. Proprio perché è più semplice far credere, a chi desidera la libertà, che si sta lavorando proprio per questo ideale, anziché ostacolare l'istanza rivoluzionaria insita nell'uomo, che così è stata addormentata; con l'aiuto di uno stile di vita sviato dall'Essere e rivolto al futile piacere dell'avere.
I potenti sanno come funziona la mente… E non si lasciano certo scappare un ancoraggio così utile, al fine di alimentare il proprio impero, a maleficio dell'umanità.

domenica 15 dicembre 2019

SULL'AGONISMO E LA SOPRAFFAZIONE



In questa "Era", ormai anziana e ammuffita, fondata sulla lotta del fratello contro il proprio fratello, qualsiasi attività e, soprattutto, la formazione dei giovani, a parte poche eccezioni, è stata impostata sull'agonismo, in tutte le sue forme; non solo sportive. Se è vero che tale preparazione ha posto un seme per la difesa dai lupi umani, che quotidianamente ci circondano, ha tuttavia contribuito, almeno in parte, al segno storico della sopraffazione. 
Ma tutto ciò è stato inevitabile... Come una freccia scoccata non può più essere fermata, ma, in parte, solo deviata, la coscienza planetaria vive, per necessità interna, dei passaggi ciclici. Se questa "Era", che già da secoli si sta allontanando dal vertice oscuro della caduta, è stata fondata ancora sulla lotta, la successiva, verso cui, gradualmente ci dirigiamo in una parabola ascendente, sarà quella dell'universalità degli esseri umani, che riconosceranno l'altro per ciò che essi stessi sono. L'attuale concezione dell'attività sportiva, in apparenza sana e positiva, non avrà, in futuro, alcun senso. Nessuno avrà più aspettative personali, e il vincere o il primeggiare, diventerà un fatto irrilevante, ingenuo e infantile. 
Lo sport, e ogni attività formativa, potranno emanciparsi dall'agonia dell'agonismo. 
Ora, mi concedo qualche "fantasia"... Ammesso che non si ritengano già molto fantasiose le riflessioni appena tracciate. 
Come si potrebbe esplicare, quindi, un'attività adatta alla "Nuova Era", (al nuovo "Regno" dell'universalità), attualmente mercificata e rallentata dal potere controiniziatico dei pochi che governano il mondo? 
Di certo, l'espressione di ogni azione sarà rivolta all'armonia. Un ragazzo non sarà più indotto alla vittoria, ma la sua espressione, finanche quella sportiva, diventerà un'azione rivolta al bello in sé, in quanto ideale. Ognuno si formerà per vivere un rapporto interiore con la bellezza, al di là di ogni possibile vecchia relazione-competizione. Questo avverrà nel gesto artistico, nell'espressione fisica dello sport, nel lavoro, nella sessualità, e in ogni altra attività umana. Chi osserverà l'atto, lo spettatore, di contro all'orgasmo del trapassato spettatore dei "giochi gladiatori", di conseguenza, non sarà più interessato al godimento nella competizione; e la bellezza di ogni espressione diventerà, per tutti, un nutrimento dell'anima. 

BREVE RIFLESSIONE SULL'ILLUSIONE DELLA RIVOLUZIONE





In questo momento storico, mai quanto prima, la grande forza del potere finanziario che governa i popoli, con estrema facilità, è in grado di governare a suo favore la forza rivoluzionaria che sonnecchia nell'umanità. Lo fa in molti modi attraverso l'informazione, l'intrattenimento, le tendenze e i modelli sociali progettati per lo scopo, e le molte forme di manipolazione di massa, di cui più volte si è parlato, tra cui l'angoscia o la ricerca compulsiva del piacere, ecc. Lo scopo principale è quello di mantenere la bellezza esplosiva e rivoluzionaria dei popoli su un piano orizzontale, in cui il nemico non è mai il vero nemico, ma quello di cui si ha la manipolata percezione. In questa deviazione, la forza e la rabbia della massa viene diretta contro simboli "irrilevanti" o "inesistenti" anziché verso il potere finanziario stesso che li ha confezionati. In tal modo, oggi, con estrema facilità, l'impero di pochi, sovranazionale e autoreferenziale, trasforma la possibile rivoluzione in continui accecati movimenti rosa, in realtà, di reazione. Ritengo che il primo gradino della possibilità di cambiamento di questa perversa civiltà sia, non già perdere tempo contro gli inutili obiettivi proiettati e illusori, ma la presa di coscienza delle tecniche del potere e i suoi veri scopi.