sabato 30 dicembre 2023

SUL MISTERO SVELATO?


La scienza dello Spirito, la tradizione esoterica, ha mantenuto per millenni la segretezza dell'insegnamento, riservato agli iniziati. Soprattutto, essa era tramandata agli adepti stessi di una scuola con rigida gradualità. Oggi, per i motivi già analizzati in altre riflessioni, almeno per quella che è la mia possibilità attuale di comprensione, è esposto tutto il cammino fino al vertice della conoscenza. Tutto è scritto nei libri, sul piano filosofico. Chiaramente, mancano gli elementi strettamente iniziatici, perché operativi. Tuttavia, spesso, anch'essi sono accennati, in parte… 

Da ciò è deducibile che il mantenimento della gradualità della trasmissione concettuale della conoscenza, in un Ordine iniziatico, è ormai superato; in quanto, sul piano filosofico, l’impianto completo della Scienza dello Spirito è rintracciabile in ogni libreria o su internet. 

Quindi, si dovrebbe scardinare la struttura graduale dell'insegnamento? No! 

Sarebbe un grave errore! 

La possibilità di accedere, seppure solo sul piano essoterico, ai concetti della tradizione ha alimentato un male pericolosissimo: il “bypass spirituale”.

Tutti pensano di aver capito, ma questa falsa comprensione servirà solo a nascondere ulteriormente i limiti della propria individualità, potenziandone l'effetto imprigionante. 

La gradualità dell'insegnamento è necessaria non già per centellinare i concetti e i livelli della conoscenza, sarebbe oggi grottesco, ma per sedimentare gli stessi, per gradi, affinché quei concetti diventino comprensione autentica del ricercatore. 

C’è un altro elemento che, a mio giudizio, è un'ulteriore evidenza della necessità dei gradi. (Ne potremmo trovare molti altri). 

Non possiamo non notare che coloro i quali hanno velocizzato i passaggi, perché mostravano una comprensione filosofica dell'insegnamento o perché avevano assunto un comportamento estetico adatto all'ordine in cui si trovavano, non sono poi in grado di passare dall’iniziazione virtuale a quella reale. Abbreviare il cammino non paga mai: perché in esso si stabilizzano quelle qualificazioni necessarie alla realizzazione. Solo nel tempo, e se ben operiamo, si acquisisce l'umiltà, l'assenza di giudizio, il distacco, lo stare al proprio posto preoccupandosi solo del compito affidato, ecc. Potremmo scrivere molti altri termini, ma essi saranno solo le espressioni della qualità interiore necessaria per varcare la porta autentica dell'iniziazione. 

Il tutto è sintetizzato nell'espressione “stare all'ordine”.

Il “segreto iniziatico”, il “mistero”, è tuttavia sempre presente. Sotto l'apparenza del suo svelamento, esso è ancora sigillato, e sempre lo sarà: perché è oltre il pensiero e le sue possibilità. 

mercoledì 27 dicembre 2023

SULLA CONOSCENZA E LE INSIDIE DEL LINGUAGGIO





(Questo breve scritto è di elevata difficoltà, perché richiede la familiarità con il pensiero astratto. Quest'ultimo, inoltre, non indica qualcosa che non esiste. L’astrazione che emerge in assenza di oggetti, forme di vita o fenomeni, cioè tutto ciò di cui possiamo fare esperienza, è il concetto che descrive lo stato della consapevolezza pura) 


Spesso, nell’ambito della conoscenza iniziatica, nel suo livello finale, si utilizza il termine “nulla” per indicare la nozione di “assoluto”, e “silenzio” per rappresentare lo stato essenziale affinché possa emergere la nostra divina, assoluta identità. Essa dimora al centro della coscienza, occultata dai pensieri incontrollati della mente individuale. 

Mai però sottovalutare il linguaggio… 

Il “nulla” apre infatti la deriva nichilistica, e il “silenzio” suggerisce uno stato mortalmente noioso dove non accade niente. Il significato di questi due termini, di contro, è tutt'altro; ed essi, ciononostante, possono essere utilizzati, a patto però di conoscerne il vero contenuto. 

“Nulla” significa assenza di manifestazione. E quest’ultimo termine, "manifestazione", indica la presenza di un oggetto, di un essere vivente o di un fenomeno di ordine fisico o spirituale. “Silenzio”, invece, è lo stato in cui manca il pensiero. Ciò che rimane, tuttavia, è pura pienezza consapevole e suono senza fine: possibilità a priori di ogni manifestazione e movimento. La tradizione universale, nelle sue molteplici espressioni, all'apice della conoscenza, tramanda come realizzare-svelare questo stato in noi, essendo esso la reale Identità-Una di ogni essere.

sabato 23 dicembre 2023

NATALE 2023


 Giotto, "Natività di Gesù", 1303-1305


Carissimi tutti, 

anche quest'anno siamo giunti alla ricorrenza del Santo Natale, che in molte tradizione riecheggia nel suo significato di rinascita ciclica del “sole”, dopo la discesa nell'oscurità profonda della notte. Al di là della bellezza della festività nei termini religiosi o tradizionali in generale, questo momento assume un significato particolare per chi stia percorrendo un cammino iniziatico. 

La domanda che ci poniamo è “cosa posso afferrare da questa ciclicità? Ovvero, questo evento ritmico che cosa aggiunge al mio processo di risveglio?”

Esso è un simbolo; e, come tutti i simboli, non ha il significato cristallizzato del linguaggio parlato. Dal punto di vista operativo, quindi, ci spinge verso la giusta direzione del fuoco spirituale, e rispecchia il nostro livello realizzativo attuale. Ognuno vede in esso ciò che in questo momento ha svelato in sé. In tale orizzonte, possiamo dire che la nascita ciclica di Gesù rispecchia quanto noi stessi stiamo svelando della dimensione cristica, nella nostra interiorità: in tutti identica e da sempre presente. 

In un certo senso, il significato del Natale non si distacca molto da quello della Pasqua. Sul piano essoterico, dei molti, l'ingenuità e la piacevolezza del primo lascerà il posto alla forza drammatica e solare della Passione, Morte e Resurrezione. Per un iniziato, la nascita di Gesù mostra la nostra eterna possibilità di risveglio; la Pasqua, nella sua natura pragmatica, indica invece il sacrificio della mente-pensiero, al fine di espandere la nostra consapevolezza oltre la forma, il tempo, la nascita e il ciclico morire. 

Questo sacrificio, che nel processo iniziatico manteniamo stabile in ogni attimo del giorno, è per noi un sacrum-facere. Attraverso di esso, pur essendo calibrati con il mondo, sacralizziamo la nostra azione, ponendo essa nell'orizzonte infinito dello Spirito Uno. 

Auguro a Voi e a coloro che vi sono cari un lieto Natale ed un inizio di anno infiammato dal fuoco dei filosofi. 

sabato 9 dicembre 2023

SULLE NECESSITÀ DEL PRIMO GRADINO DELL’INIZIAZIONE


Il primo momento dell'insegnamento esoterico, a causa della forte identificazione iniziale dell’aspirante con la mente-pensiero, avviene sul piano concettuale. Prima della trasmissione, è necessario creare un orizzonte condiviso dei termini utilizzati. In assenza di questo presupposto, l'aspirante assegnerà ad ogni proposizione ricevuta un significato personale, utilizzando i contenuti intellettuali che già possiede, e perdendo così l'opportunità di elevare la sua conoscenza. Per lo stesso motivo, pur essendo universale la conoscenza, in un ordine iniziatico è necessario utilizzare i termini e i simboli ad esso propri.

venerdì 8 dicembre 2023

SULL'ESPERIENZA DIRETTA DEL DIVINO



“Se la nostra vera identità non è l'io ma il Divino che è in noi, perché non riesco a percepirlo?”

“Perché la tua attenzione è rivolta altrove.”

“Se, tuttavia, Esso è già presente e pienamente realizzato dovrei sentirne la presenza.”

“Se non sposti realmente la tua attenzione in quel luogo, rimane un concetto. Anche l'alluce del tuo piede esiste già, ma se non porti la consapevolezza su di esso è solo un’idea: “ho un alluce”. Inizia ad osservarlo e farai esperienza di molte sensazioni.”

“Cosa devo fare, quindi, per realizzare la mia vera Identità?”

“Questo lo puoi apprendere nella riservatezza; perché il Mistero deve essere protetto dal caos del mondo.”

domenica 3 dicembre 2023

SULLA POTENZA INTERIORE DILAPIDATA


Per vivere liberi e percorrere un cammino evolutivo è importante conoscere il funzionamento dell'individualità e, in seguito, avere la corretta informazione per emanciparsi dai propri limiti attuali. Qualsiasi nostra esperienza, se agita in assenza della consapevolezza, costituisce delle masse psichiche che, dal subconscio, ci spingono ad agire, desiderare, subire, alimentando sempre più lo stato di necessità. È la prigione dell'attaccamento, l'impossibilità di scegliere se fare o non fare. Di contro, se l’individuo fosse consapevole e presente a se stesso, potrebbe vivere l’esperienza senza alimentare nessun contenuto subconscio che lo imprigiona. Se portare a soluzione questo meccanismo perverso è il senso reale della nostra esistenza egoica, è necessario accorgersi di quello che sta avvenendo nella società attuale. Il “mondo”, attraverso vari artefici, spesso inconsapevoli di quello che fanno, agisce per alimentare questi contenuti nell'umanità. È un seminare e un annaffiare le cause della dipendenza. Quando la pianta della soggezione è ben fiorita, si creano eventi che imprigionano potentemente le masse mondiali, ormai preda circondata da desideri e paure. Tutto questo brucia l'enorme forza insita in ognuno, necessaria per l'evoluzione coscienziale individuale e planetaria. In estrema sintesi, mostriamo un esempio emblematico. L'enorme potenza dell'eros, propellente universale che conduce a stati superiori della coscienza e a possibilità di vita più elevate, è stata sviata verso molteplici direzioni vuote. Le continue sollecitazioni sessuali del quotidiano hanno l'effetto di bruciare incessantemente l'enorme energia necessaria per la risalita verso dimensioni esistenziali più evolute.

mercoledì 11 ottobre 2023

SULL'ILLUSIONE, LA REALTÀ E L'AZIONE

 

La Suprema Conoscenza tramanda che in ogni essere, dal piano fisico alle dimensioni più elevate dello Spirito, è presente un Centro Coscienziale infinito ed eterno; e Questo è la nostra reale Identità, identica in tutti. Da ciò l'affermazione "Tutto è Uno". 

La separazione, la molteplicità sono quindi un'illusione generata dall'identificazione, inconsapevole, della Coscienza Una con le forme. L'autentico scopo dell'esistere è quindi svelare, in noi, questa Verità nascosta sotto la corteccia inconsapevole dell'ignoranza. Se la vita universale è, pertanto, una realtà relativa e illusoria in quanto spazio-temporale, tuttavia, è necessaria una continua azione sul mondo. Perché la vita delle creature è fondata, comunque, sull'esperienza forte della sofferenza e del morire. Colui che opera nel cammino della Conoscenza ha il dovere di operare nel cosmo affinché tutti possano vivere la felicità, nel risveglio della consapevolezza. Questa azione è detta "iniziazione discendente".

sabato 23 settembre 2023

SULL'INIZIAZIONE E LA ZAVORRA DELLA PROFANITÀ

 

Molti iniziati si pongono di fronte alla ricerca, alle relazioni e ai fatti con un approccio muscolare. Essi pensano che l'iniziazione potenzi la forza, l'astuzia, l'impeto e le abilità. In realtà, questo è il risultato di un grande malinteso, che alimenta i contenuti e le caratteristiche già presenti nella loro individualità. Il processo iniziatico, di contro, opera nella soluzione e nel lasciare andare. Da questo stato, se necessario per l'ordine che fonda il cosmo e i suoi fenomeni, si può anche recitare la commedia degli obiettivi e della contesa.

SUL RISCHIO E IL DONO DELL'INIZIAZIONE

 

L'iniziazione alla Conoscenza non porta risultati, ma apre possibilità rivolte allo svelamento della Verità. Molte volte, iniziati che pensano di comprendere si affannano per il potere e la gloria degli uomini. Essi, inconsapevoli degli effetti nefasti delle loro azioni, si perdono nelle faccende del mondo e non si accorgono di fallire la realizzazione dello Spirito. È necessario fare molta attenzione, poiché l'evento iniziatico schiude il seme della Conoscenza, e risveglia i "guardiani della soglia" per ostacolare gli indegni.

mercoledì 20 settembre 2023

SELEZIONE ED EVOLUZIONE

 


La nascita nella dimensione umana apre la possibilità del libero arbitrio. Facoltà non data alle dimensioni minerale, vegetale e animale. Nel contempo, gli individui, allo stato attuale della coscienza planetaria, fanno ancora esperienza degli effetti senza avere la consapevolezza delle cause che essi stessi hanno generato. L'unione tra libero arbitrio e inconsapevolezza è un grande ostacolo all'evoluzione verso dimensioni esistenziali più elevate; e questa condizione fa sì che la nostra espressione vitale sia un vaglio obbligato sulla scala evolutiva.

sabato 2 settembre 2023

SULLA REALTÀ UNA E LA PROIEZIONE DEL MOLTEPLICE

 



Nei nostri sogni, ci sono molti personaggi. E c'è un centro coscienziale, il nostro io, che si identifica con una sola di queste figure, perdendo la consapevolezza che il molteplice di fronte a lui è sempre frutto della sua stessa proiezione mentale, compresi gli scenari in cui il tutto avviene. In quello che chiamiamo "stato di veglia", il mondo in cui viviamo nel nostro quotidiano scorrere della storia, che consideriamo reale nella sua articolata complessità, accade qualcosa di simile. Anche in questo caso c'è un centro, la "Coscienza Universale", che proietta l'intero universo, come noi individui facciamo nel sogno. Di solito, con un pizzico ingenuo di antropomorfismo, è ciò che è chiamato Dio, il Grande Architetto. È pura consapevolezza. La sua potenza, non comparabile con le possibilità dell'io-persona, gli consente di identificarsi con ogni essere da Lui proiettato, anziché con uno solo di essi, come invece facciamo noi nei nostri sogni. E lo fa su sette dimensioni particolari: dal minerale, al vegetale, all'animale, all'uomo, fino a manifestarsi nelle dimensioni incorporee superiori. Ogni essere molteplice perde la consapevolezza di essere, in realtà, proprio quell'Uno, che abbiamo definito "Coscienza Universale". Tra la nostra dimensione onirica e la proiezione universale c'è un'altra differenza. Se nel sogno possiamo identificarci con uno dei molteplici personaggi, lo possiamo fare perché, in quel momento, al netto di tecniche particolari, la nostra individualità di veglia è dormiente insieme al corpo fisico. Di contro, la Coscienza Universale, nel momento in cui vivifica gli enti particolari, non perde mai la coscienza di Sé. La mancanza di consapevolezza avviene negli enti molteplici, in cui coesistono la Coscienza Universale e l'individualità particolare. Ad esempio, anche in noi umani esiste, occultata, sia la Coscienza Universale, consapevole e attiva, sia l'individualità alienata, inconsapevole che la sua reale identità è proprio l'unità della vita, presente in ogni essere particolare. La contemporaneità di consapevolezza e incoscienza nello stesso individuo è incomprensibile per la mente razionale: perché i suoi parametri logici non prevedono la possibilità di esprimere due diverse identità nello stesso momento. Per la mente non si può "essere" e " non essere", nello stesso tempo. Per cogliere la possibilità di questa coincidenza, è necessario evocare, in noi, altri strumenti di comprensione, oltre la mente discorsiva. 

La via iniziatica tradizionale, detta anche "Scienza dello Spirito", tramanda la conoscenza per ritrovare-svelare la nostra identità universale. Questa, tuttavia, è la prima grande iniziazione, e non il fine ultimo della realizzazione, che terminerà in ciò che gli alchimisti chiamavano "Grande Opera".

Al termine di questa riflessione, dobbiamo evidenziare che nel sogno notturno dell'io-persona è possibile anche avere, ciononostante quanto abbiamo affermato, una relazione con altri io. E questo incontro avviene con il corpo sottile, che utilizziamo quando il fisico è a riposo. Lo stesso che rimane quando avviene la morte fisica, ossia il semplice transito ad una realtà oltre la materia.

giovedì 31 agosto 2023

ACCENNI CIRCA LA VIA DALLA DIPENDENZA ALLA LIBERAZIONE

 



Nella nostra interiorità ci sono dei contenuti psichici che ci spingono a vivere le esperienze radicate in essi. La relazione tra i contenuti e l'esperienza è come quella tra il seme e la pianta. I semi sono delle solidificazioni subconscie che si alimentano reiterando le esperienze, fino ad arrivare alla dipendenza. Qualsiasi dipendenza patologica, come l'alcolismo, la droga, il gioco d'azzardo, ecc. sono un esempio degli esiti finali della fioritura del seme. Più annaffiamo questi contenuti e più ci imprigioniamo nei loro effetti; fino ad arrivare, alla fine, ad un desiderio irrefrenabile… Se è vero che l'inibizione del desiderio aumenta sempre più la sua potenza, è necessario sapere, quindi, che la reiterazione di quella pratica particolare, della quale sentiamo di non poterne fare a meno, aumenta sempre più la dipendenza verso di essa. Come uscire dallo stallo tra il bisogno di vivere il desiderio e la necessità di non alimentarlo? Un esempio di questo problema è la nefasta ed erronea inibizione del mondo cattolico verso la sessualità. 

La tradizione iniziatica tramanda, con chiarezza, come agire in merito. Il tema richiede un processo che non può essere esposto in questa sede. Comunque, per chiarezza, accenniamo che il "modus operandi" è fissarsi sulla consapevolezza e fruire di ogni esperienza-dipendenza, al momento in atto. Significa dare spazio ai nostri desideri, vivendoli pienamente, sempre presenti e coscienti di ciò che stiamo vivendo. Questa presenza-consapevolezza anziché alimentare il seme lo riduce fino a scioglierlo definitivamente. L'effetto liberante e il fine di questa operazione interiore sta nella possibilità di vivere qualsiasi esperienza, che sia comunque sana e bella, senza alcuna dipendenza: liberi dal fare e dal non fare.

giovedì 27 luglio 2023

SUL DISORDINE E IL TRADIMENTO

 



L'universo è gerarchico e monarchico. Dal piano fisico alle dimensioni più elevate dello spirito, anche se in apparenza regna il caos, tutto ha una sua giusta collocazione. Il compito dell'esistenza non è la superbia dell'ordinare, ma, stando all'ordine, in "presenza", svelare la perfezione sottostante all'apparenza. 

E tutto ha un suo tempo... 

Quando un effetto è giunto a maturazione si svela l'armonia, con rigore e compassione: le due colonne portanti della manifestazione. 

Colui che sovrappone i desideri del proprio ego sulla Legge Universale, afferra le regole degli uomini e tradisce lo Spirito.

domenica 23 luglio 2023

CAVALIERI DELLO SPIRITO

 


sabato 22 luglio 2023

DOV'È IL DIVINO IN NOI?

 


La Tradizione iniziatica tramanda, da millenni, che in noi è presente, ben nascosto, uno stato di coscienza infinito ed eterno, pura beatitudine incausata e senza fine, da sempre. La domanda legittima potrebbe essere: "Se questo stato è già presente nella nostra interiorità, perché non riesco a percepire la sua infinita potenza?"

È un problema di consapevolezza. Fin quando la nostra attenzione sarà spostata all'esterno, sui fenomeni del mondo, non ci accorgeremo della sua presenza.

Un esempio. Tutti noi abbiamo il ginocchio sinistro. Tuttavia, in questo momento, non stiamo sentendo questa parte del corpo. È un concetto acquisito: sappiamo di avere il ginocchio sinistro, ma se non spostiamo la nostra attenzione su di esso, non avremo alcuna sensazione che arriva dal ginocchio. Se dirigiamo l'attenzione su di esso, ci accorgeremo che ci sono molte percezioni delle quali possiamo fare esperienza. Saremo consapevoli del nostro ginocchio e non sarà più un concetto. 

Allo stesso modo, se spostiamo l'attenzione al centro della nostra interiorità ci accorgeremo di essere, in verità, molto più dell'individuo limitato di cui abbiamo consapevolezza ora. 

C'è qualcosa in noi che non consente all'attenzione di spostarsi al centro. 

Il processo iniziatico tramanda come rimuovere questo impedimento, per poi fissare la consapevolezza al centro, realizzando l'eternità, ora, e proprio qui.

"IO" O "NON IO" QUESTO È IL PROBLEMA

 


Molti ricercatori sostengono che non sia possibile eliminare la coscienza individuale, l'io-persona, per realizzare stati di consapevolezza più espansi, di livello superiore. Come se questo passaggio realizzativo porti il ricercatore a un'esperienza di perdita di memoria della propria esperienza individuale, con una sua storia, le relazioni, i doveri assunti, ecc. Il risultato di questo timore ci porterebbe a pensare che la disidentificazione dall'individualità, la quale conduce alla prima grande realizzazione della coscienza universale, sia uno stato ottuso e inconsapevole, dimentico della propria esperienza, precedente, di individuo.

Questo timore, in realtà, è distante da ogni principio iniziatico. 

Chi potrebbe essere così folle da intraprendere un cammino, che offrirà il risultato dell'incoscienza? 

Il più ampio non esclude il più ristretto, ma lo contiene in sé, ricomprendendolo da uno stato di consapevolezza superiore. 

L'io, che viene abbandonato nella via iniziatica, è la credenza che esista un ente particolare separato dagli altri esseri. L'io è un pensiero, una convinzione. La realizzazione iniziatica espande la consapevolezza, aumentando i canali di percezione-comprensione della realtà. Non vuol dire perdere la memoria di chi siamo stati come individui. Dopo la prima grande realizzazione iniziatica, tutto rimane come prima: la mattina ci sveglieremo, inizieremo la nostra giornata, con i nostri impegni, le relazioni, i doveri, le piacevolezze, ecc. Vedremo tuttavia il mondo con gli occhi della consapevolezza e dell'autenticità. Ci occuperemo del mondo, ma non ci pre-occuperemo dello stesso. 

Chiedersi se sia possibile eliminare l'io è una domanda mal posta. Ciò che rimane, avendo realizzato l'espansione della coscienza universale, non è l'io particolare, con i suoi limiti esistenziali, ma la mente, in quanto strumento di comprensione-organizzazione razionale e comunicazione. L'io è un'illusione, la mente-pensiero è uno strumento, e tale deve essere considerato.

lunedì 17 luglio 2023

SUL LINGUAGGIO E LA SCIENZA DELLO SPIRITO



La Scienza dello Spirito, nella sua espressione finale, pone un cardine essenziale. 

Cos'è reale e cosa non lo è? 

Da questo punto di vista, è reale solo ciò che è eterno, immutabile, senza una causa precedente. È quello che, sul piano filosofico, è chiamato l'Essere, l'Assoluto. Non è reale, quindi, tutto ciò che è impermanente, l'effetto di cause precedenti, ed è sempre una realtà condizionata allo spazio e al tempo. 

La stessa Tradizione afferma che la reale Identità di ogni essere vivente, velata dalla forte identificazione con il corpo (non solo fisico) è proprio quell'Essere. E l'Opera iniziatica, in varie fasi realizzative, pone il suo finale, la "Grande Opera", nel riportare la consapevolezza nell'Essere Assoluto, da sempre presente in ognuno. 

L'intero universo, il macrocosmo, dal piano fisico ai livelli dimensionali più elevati, compresi tutti gli esseri particolari, è ciò che appare, un'apparenza. 

Molte volte quest'ultimo è definito "illusorio". Questo termine è comprensibile, tuttavia, solo da chi abbia approfondito la Via Tradizionale, la Scienza dello Spirito. Diversamente, risulta incomprensibile e angosciante. 

In questo caso, "illusorio" significa: "una realtà relativa, perché condizionata al tempo, allo spazio e alle cause precedenti". Non significa quindi che non stia avvenendo. Vuol dire che l'intero universo, i suoi mondi e ogni ente individuale, di qualunque dimensione, dalla prima minerale agli dei del vertice dimensionale, hanno un inizio e una fine. Ciò che è stato non c'è più e se deve ancora avvenire non è ancora accaduto. Il nostro presente storico è quindi una realtà contingente che, nel momento in cui avviene, sta già cambiando, e non è più ciò che era nell'istante prima. 

Per entrare nella Realtà, è necessario trovare nella nostra interiorità quel "varco" di pura consapevolezza che porta al "presente eterno", al di là della forma spazio temporale; per svelare che l'Essere Uno è da sempre presente in tutti e in tutto, essendo la reale Identità di ogni apparire, del nascere e il morire.

domenica 16 luglio 2023

RIFLESSIONI SUI PRIMI MOMENTI DELLA VIA INIZIATICA TRADIZIONALE

 


La Tradizione indica la "via" per verificare, ognuno in sé, il divino presente in ogni essere. 

È per pochi. Non perché scoprire la propria vera Identità sia precluso a qualcuno, sarebbe sciocco pensarlo. Tuttavia, solo pochi sono interessati a questo viaggio. 

(Dobbiamo però sapere che sul nostro pianeta ci sono forze controiniziatiche che operano per mantenere la coscienza planetaria nell'ignoranza e nella schiavitù). 

Non è un'opera di trasformazione, ma lo svelamento di ciò che, da sempre, è già presente al "centro" della nostra interiorità; seppur nascosto dalla rumorosità dei pensieri. 

In sintesi estrema, potremmo esporre i momenti iniziali del lavoro con queste proposizioni. 

È necessario amare la conoscenza

e, infiammati dal fuoco dei filosofi, ricevere le istruzioni operative da chi abbia già realizzato l'opera; 

perseverare nel cammino, con lo scopo iniziale di strappare il velo dell'io- persona, prima grande corteccia da rimuovere e superare. 

Questo comporta un incandescente sforzo iniziale, che lascerà lo spazio all'espansione della coscienza: acqua fresca e dissetante della gioia, dell'intuizione, della comprensione. 

Per superare questo ostacolo iniziale, si deve rimanere, fermi, nella consapevolezza, di fronte a tutte le esperienze esistenziali dell'io, miste di gioie e dolori. 

Qualsiasi esperienza si presenti, è importante non perdere la centralità di "colui che osserva", di fronte a ciò che accade. 

Verificando che ogni vittoria sull'ignoranza aumenterà la forza imperturbabile della liberazione.

sabato 17 giugno 2023

COSTITUZIONI MASSONICHE DI FEDERICO II

 



Ritengo di particolare interesse, per gli amanti della sapienza tradizionale, la conoscenza delle prime Costituzioni del Rito, da cui trae origine e specificità il Rito Scozzese Antico ed Accettato, rappresentante della prima Massoneria italiana. Le suddette, pubblicate a Charleston nel 1801, risalgono al 1786, e sono attribuite a Federico II di Prussia, detto il Grande. (Attribuzione comunque non dimostrata storicamente). 

L'importanza di questo documento, del quale cito la sola parte iniziale, sta nella bellezza e nella forza etica a fondamento della massoneria autentica e originaria. 


"A tutti i nostri Illustri e amatissimi Fratelli, ai quali perverranno le presenti Costituzioni, auguriamo tolleranza, unione e prosperità. Le nostre convinzioni e i doveri che abbiamo verso l'antichissima istituzione nota ai nostri giorni come Massoneria, di Fraternità o di Ordine degli Antichi Massoni Associati, hanno fatto sì che essa meritasse tutta la nostra protezione e cura. Questa istituzione universale, che affonda le sue radici al tempo della nascita della società umana, è pura nei suoi principi, profonda nella sua dottrina, altamente morale nei suoi insegnamenti, e si caratterizza soprattutto per le sue finalità a carattere filosofico, sociale e umano. Essa mira alla realizzazione di un'Umanità che si ispiri ai principi di Pace, Progresso e Benessere per tutti. Con il passare del tempo però molti antichi precetti sono stati dimenticati e abbandonati, a causa delle alterne vicende che sommuovono la storia degli uomini, e molti massoni si sono sparsi per la terra. Sono anche sorte molte nuove società, la gran parte delle quali ha poco da spartire con la vera e tradizionale dottrina massonica. Spesso tali associazioni hanno alimentato sospetti e diffidenze nei principi, e provocato crudeli persecuzioni nei confronti di alcuni Massoni. 

Ma l'impegno e la dottrina di insigni Massoni sono riusciti a porre ordine e disciplina nell'Organizzazione, e oggi chiedono provvedimenti e direttive che consentano il ritorno alla primitiva forma di organizzazione. Queste e altre ragioni non meno importanti ci incitano a raccogliere e a riunire  in un solo corpo massonico tutti i Riti del Regime Scozzese, le cui dottrine sono generalmente considerate le più vicine a quelle dell'istituzione originaria".


mercoledì 10 maggio 2023

SULLA REALTÀ E IL SOGGETTO

 


Definire e comprendere il concetto di "realtà" è un'operazione assai complessa. 

Cos'è reale? 

Per l'individuo, ogni sua esperienza è reale: "Sento caldo, freddo, ho paura, sono felice, sogno, creo, vedo, giudico, analizzo", ecc. La definiamo esperienza soggettiva. 

Quando la stessa esperienza è condivisa con più individualità siamo indotti a pensare che si tratti di un'esperienza oggettiva, che riguarda la realtà concreta, ossia, che "è" al di là dello sperimentatore particolare. Tuttavia, anche in questo caso, la pluralità non può essere il fondamento del significato di realtà. L'esperienza condivisibile tra più soggetti confermerebbe, ad esempio, solo che gli esseri umani hanno le stesse possibilità di comprensione del mondo, sia sul piano percettivo, sia su quello logico della razionalità. 

La domanda è: il soggetto ha la possibilità di svelare la realtà, in sé, oltre i suoi limiti individuali? 

Per arrivare alla realtà, al di là quindi di chiunque possa farne esperienza, è necessario essere la realtà stessa, disidentificandosi dalla propria espressione soggettiva. Questa, che sembra una possibilità fantasiosa, in verità, è il fine ultimo della Suprema Conoscenza Spirituale. Gli alchimisti la chiamano "Grande Opera", i cabalisti Ain Sof, nel Vedanta Advaita è la realizzazione del Braman Nirguna, sono i Grandi Misteri dell'occidente, ecc. 

Alcuni uomini pensano che questo sia possibile, altri affermano di averlo realizzato, la tradizione universale, nelle sue molteplici forme tramanda il processo operativo per compiere questa suprema realizzazione: è lo svelamento finale del motto classico "nosce te ipsum" (conosci te stesso). 

È scritto e detto che il risultato di questo svelamento sia pura consapevolezza, eterna esistenza e gioia senza fine. 

La Via è tracciata… 

Si può percorrere oppure restare. 

martedì 25 aprile 2023

RIFLESSIONI SULLA BELLEZZA E IL LOTTARE

 


Penso che l'umanità abbia la necessità di ciò che è bello e armonioso. Non significa essere ingenui. Dobbiamo conoscere tutti gli stratagemmi del male e, allo stesso tempo, portare il nostro sguardo verso l'armonia e la bellezza. Anche quando pensiamo di combattere il caos e la disarmonia, opponendoci ad essi, in realtà, stiamo alimentando quei contenuti con la nostra attenzione e l'identificazione. La lotta, come è avvenuta nella nostra nefasta storia, non è adatta ad un livello più evoluto dell'umanità. Qualsiasi ideale sia affermato, tiranni succedono a tiranni, col sigillo rituale della carneficina. La coscienza planetaria esprime, ora, la sola possibilità della dimensione evolutiva dell'animale. L'umanità terrestre è il vertice della dimensione animale. Questo è il motivo per cui, ancora oggi, siamo dipendenti dagli istinti più inconsapevoli, dalla difesa e dalle necessità della specie. Penso, quindi, che, se vogliamo elevarci ad un livello più elevato dell'esistenza, sia necessario modificare il nostro atteggiamento. Per sconfiggere il male e i suoi accoliti, l'unica possibilità è inondare il mondo di bellezza.

domenica 23 aprile 2023

RIFLESSIONI SULL'INSEGNAMENTO INIZIATICO E IL SEGRETO

 


La conoscenza iniziatica è trasmessa su tre livelli. Ci sono gli scritti pubblici, quelli riservati e, infine, l'insegnamento orale, detto bocca-orecchio. Quest'ultimo, finale del segreto, è concesso solo a coloro che, autenticamente, percorrono la via iniziatica. Esso riduce l'apparente complessità della conoscenza ed elimina il simbolismo enigmatico che la nasconde. L'ultimo stadio dell'istruzione è semplice e naturale, tuttavia, essendo esso distante dalla percezione comune della realtà e tramandando affermazioni che stravolgono le convinzioni cristallizzate nella storia, può essere donato solo a coloro che siano pronti alla ricezione. Poiché ciò che non è comprensibile è riempito dai contenuti mentali propri e già noti. È il processo dell'ignoranza, che fa sì che la Suprema Conoscenza sia la storia dei malintesi. Tale è un altro motivo della riservatezza dell'insegnamento.

lunedì 10 aprile 2023

CIRCA I DOVERI E GLI OSTACOLI DELLO STATO INIZIATICO

 


Lo stato iniziatico avanzato comporta dei doveri, delle responsabilità. Le decisioni, le scelte, le azioni devono essere agite avendo asciugato la dipendenza verso l'emotività. È la condizione di chi è divenuto immune a biasimi e lodi e può agire con rigore e compassione. Se ancora non è stata "fissata" questa realizzazione è importante mantenere la consapevolezza sempre alta. Considerando che ci sono più livelli di osservazione interiore. Possiamo osservare quando sorge in noi l'orgoglio e l'aspettativa e prendere da essi la giusta distanza. C'è tuttavia un livello più subdolo che mette in atto la mente, nel momento in cui ci immedesimiamo nel modello di colui che è immune alle pulsioni egoiche. Solitamente, questa è una condizione illusoria che nasconde una dipendenza egoica ancora più sofisticata. Per divenire consapevoli di questo stato più complesso è importante portare l'osservazione interiore ad una profondità maggiore. Il fallimento di queste operazioni inficia i compiti delle responsabilità inerenti allo stato iniziatico raggiunto, ma non "fissato"; e questo ha degli effetti di ritorno karmico che ostacolano il proprio cammino.

sabato 8 aprile 2023

SANTA PASQUA 2023

 


In questa importante occasione, condivido un personale pensiero che non entra in merito sugli aspetti religiosi, ma cerca di cogliere il significato iniziatico interno alla Pasqua cristiana. 

In essa, sono sintetizzati tre momenti operativi fondamentali che deve mettere in atto un iniziato, ossia, colui che comprende che l'individualità non è la vera nostra identità, ma una sua forma momentanea e limitata; e ricerca nella propria interiorità il luogo aureo dove risiede il nostro Essere reale, ben nascosto sotto le macerie dell'ignoranza. 

Il giovedì santo, molti ordini iniziatici hanno rievocato ritualmente l'evento dell'ultima cena di Gesù. Questo momento e i successivi, sul piano iniziatico, diventano il significante, il supporto simbolico, di un significato che riguarda l'operatività legata allo svelamento della nostra reale Identità. "IN COENA DOMINI" è il momento in cui si fa un sacrificio rituale, quando il nostro fare nel mondo diviene un "sacrum facere". Colui che inizia la risalita verso le vette dello Spirito continua ad operare nel mondo, ma ogni sua azione e le relazioni sono sacralizzate. L'iniziato può anche fingere per essere calibrato alle situazioni, ma in cuor suo, sotto la coltre dell'apparenza, vive la sacralità in ogni evento del mondo. La sua cena sacra, il suo mangiare, assume il significato di vivere i fenomeni, assaggiarli, gustarli senza la dipendenza piagnucolante dell'io-persona. Tale qualificazione prende la forma della drammaticità del venerdì. È il momento della morte; ma non la morte del corpo o la mortificazione delle esperienze della vita. È il sacrificio della dipendenza verso gli eventi, le paure e le necessità dell'individuo. Da questo stato è possibile fruire della piacevolezza di ogni esperienza, senza tuttavia essere dipendenti dal piacere o dal desiderio verso qualsiasi fenomeno, sia fisico, sia ideale. È lo stato della libertà. Da questa posizione coscienziale è possibile possedere, realizzare, vivere qualsiasi esperienza nell'armonia della Legge universale, senza avere alcuna necessità. Perché l'attenzione è rivolta all'interno. Anche un solo interesse-dipendenza verso il mondo inficerebbe l'Opera. Tale stato porta al silenzio nel sepolcro, del sabato santo. Le operazioni compiute, che in questa sede non possono essere descritte, portano al momento necessario del silenzio. Affinché, dopo aver portato a soluzione il frastuono assordante dei pensieri caotici dell'io, possa svelarsi l'Identità reale, nascosta nel centro del nostro essere. Questo processo significa spostare la consapevolezza dall'individuo per portarla al centro. Questo non comporta l'eliminazione di ciò che siamo stati finora, con la nostra storia individuale, le nostre relazioni, le responsabilità, il quotidiano, ma significa investire queste esperienze della gioia e della potenza senza fine dello Spirito Uno, identico e già presente in tutti, da sempre. Lo stato finale di questo processo, senza escludere la Pasqua di Gesù il Cristo, per l'iniziato è chiamato risveglio o, se vogliamo, resurrezione. 


domenica 19 marzo 2023

I CANALI DELLO SPIRITO




Nella via iniziatica è necessario essere agganciati ad un "polo" che canalizzi l'influsso dello Spirito. In Oriente, questo canale è aperto da un guru che abbia realizzato la Conoscenza. L'Occidente, non adatto alla figura del maestro di stampo orientale, assegna questa possibilità ad un gruppo iniziatico, chiamato Ordine. Esso è tanto più un canale dell'influsso spirituale, quanto più i suoi componenti, in piena umiltà, si elevano sul piano verticale della realizzazione. Un Ordine iniziatico, essendo un canale, non può trattenere la Conoscenza. Da un lato, deve ricevere l'influsso dall'alto, dall'altro, ha il dovere di trasmetterlo all'esterno, attraverso gli scritti essoterici (per i molti); in attesa che un ricercatore qualificato si infiammi d'amore per la Conoscenza.

VIAGGIO VERSO IL SOLE

 



L'intero universo, dal piano fisico alle vette più alte dello Spirito, è vibrazione. Attraverso una scala ordinata di frequenze vibratorie esso si manifesta in sette dimensioni principali. La prima è quella minerale, poi ci sono la vegetale e l'animale. La quarta è quella propriamente umana. Dalla quinta alla settima iniziano le dimensioni incorporee dello spirituali. L'essere umano terrestre esprime la frequenza  finale della dimensione animale. Per questo subisce l'influenza degli istinti più bassi. Esso, tuttavia, ha acquistato l'autocoscienza e il libero arbitrio: qualificazioni che aprono l'opportunità evolutiva di elevarsi a frequenze più veloci e raffinate verso lo Spirito oppure cadere, di nuovo,  nell'oscura pesantezza della materia. C'è una terza possibilità che si svela per coloro i quali si infuocano dell'amore dei filosofi. Essi, come lampo nella notte, si fermano nel silenzio… E, oltre le forme e l'evoluzione, svelano in sé la "Fonte Una" di tutto ciò che appare. Questo evento infinito ed eterno è chiamato "risveglio".

giovedì 16 febbraio 2023

MALINTESI INIZIATICI

 






(Premessa: una riflessione rivolta a un malinteso. Il suo contenuto centrale richiede, tuttavia, i necessari approfondimenti). 


La Conoscenza è la storia dei malintesi… 

C'è un altro equivoco pericoloso e bloccante, che rende inverosimile la Suprema Conoscenza. Essa afferma che l'ultima Verità è una Coscienza Una, assoluta ed eterna, identica in tutti. Non è il Principio creatore, ma la Fonte, il Fondamento, il sostrato dell'intera Manifestazione Universale; ed è chiamata, solitamente, "Padre Dio". L'apice della realizzazione, che risponde al motto greco "nosce te ipsum" (conosci te stesso), è svelare questo Stato, ciascuno in sé. L'intera Manifestazione Universale è un prodotto, un'illusione, una realtà relativa spazio-temporale, ossia una forma apparente e impermanente della Coscienza; come "la realtà separata" delle onde è l'apparenza, un movimento di uno stato unico e reale, che chiamiamo Oceano. Ascoltando quindi quelle strane affermazioni, la mente scettica, nella sua ingenua follia, comprende, giudica e proietta che, svelando in noi questo Essere, si potrebbe iniziare a formare galassie, universi o a governare il tempo e lo spazio, ecc. Questi, tuttavia, sono "poteri", non l'Essere; e riguardano l'illusione delle forme. Certamente, l'espansione della consapevolezza aumenta le possibilità oltre il fisico. La realizzazione non riguarda però le facoltà nell'illusione universale, ma il risveglio dal sogno di credere di essere un veicolo di espressione, come ora ci pensiamo un corpo e una mente; per fare esperienza dell'Identità reale: beatitudine assoluta, infinita ed eterna. Un'onda che comprende di essere l'Oceano, non inizia a generare mareggiate, sagomare coste, fondali o a produrre pesci. Essa si sveglia dall'illusione della molteplicità, e scopre che, in quanto oceano, ogni forma-onda apparente è una delle sue infinite possibilità.

martedì 14 febbraio 2023

L'ARISTOCRAZIA DELLA TRADIZIONE







Un Ordine Iniziatico Tradizionale, fondato sull'etica originaria nella consapevolezza dell'Essere, opera sulla verticalità dello Spirito; e ha una forma piramidale. Fa capo quindi al vertice. Non può essere equiparato alla società orizzontale della profanità, la quale trova nella fallace democrazia la migliore formula possibile contro la tirannia. Un Ordine è monarchico perché rispecchia la forma dell'universo. In quest'ultimo, dal Principio Logos fino alla parte più infinitesimale della materia, tutto è bellezza e armonia; all'interno di una declinazione aristocratica che salda il vertice alla molteplicità delle forme. C'è tuttavia una Fonte senza forma, identica in ogni essere e sostrato della manifestazione. In Essa non c'è Legge, né ordine, perché in quello stato, fine ultimo della Tradizione, non si può essere separati.


 

lunedì 13 febbraio 2023

CIRCA IL RISVEGLIO E LA POTENZA DELLA MENTE




 


La mente-pensiero è uno strumento molto potente. Essa può ostacolare il cammino di risveglio o accompagnare l'iniziato di fronte al Portale della Realtà, che tuttavia potrà essere oltrepassato, indicibile, solo nel silenzio. Ciò che la mente non concepisce, non sarà superato. Per questo, la Suprema Conoscenza si presenta prima sul piano razionale. Quando questo è accettato e compreso nei concetti, la mente libera l'ostacolo alla risalita; e si può procedere verso l'intuizione e, infine, al risveglio della Verità. Perciò, è detto: "Si diventa ciò che si pensa. Questo è l'eterno mistero" (Maitry Upanishad VI, 34)


sabato 11 febbraio 2023

L'AMANTE DELLA CONOSCENZA

 



La maggioranza dell'umanità terrestre ha perso la consapevolezza del piano spirituale. Così, anche per ciò che concerne la Scienza dello Spirito, essa ragiona in termini umani. Pensa che l'accesso alla Suprema Conoscenza, rivolta al riconoscimento della nostra divina identità, sia l'occasione di incontri umani. Cerca tra gli uomini la fonte del sapere. 

Tutti noi, in ogni dimensione, siamo tuttavia immersi nello Spirito. Certo, le informazioni iniziatiche necessarie alla realizzazione, di solito, arrivano a noi tramite fratelli maggiori che hanno già compiuto il risveglio. Ciò che, tuttavia, fa la differenza è l'ardente amore verso la nostra Identità reale, che coincide con la Fonte di ogni forma manifesta. Non a caso, in occidente, l'iniziato è chiamato "filosofo", ossia l'amante della Conoscenza. 

Quando l'amore verso la Verità è maggiore di quello rivolto a qualsiasi altro evento, fenomeno, esperienza del mondo, le cose iniziano a cambiare. In un modo o in un altro, la Verità si presenterà a noi, e nulla sarà più come prima.

sabato 4 febbraio 2023

LIBERE RIFLESSIONI SULLA MASSONERIA E IL CONOSCERE

 



La Massoneria non è una religione. 

Essa è un metodo di ricerca interiore legato alla tradizione universale: la Scienza dello Spirito che tramanda il processo operativo, con cui il ricercatore può entrare nello spazio interiore e svelare la sua Identità reale, oltre l'io individuale e quello universale. Risponde quindi al motto di ellenica memoria "nosce te ipsum" (conosci te stesso). Ogni Fratello ritiene reale lo Spirito e le sue molteplici declinazioni nella forma: non potrebbe occuparsi della spiritualità se così non fosse. Ed essendo un uomo libero partecipa, se lo ritiene opportuno, alla ritualità di qualsiasi religione, purché non in contrasto con i principi della libera muratoria, ossia: lavorare al bene e al progresso dell'umana famiglia. 

Dell'orizzonte religioso non accetta nessuna delle affermazioni dogmatiche, che di solito hanno delle origini storiche ben precise, perché accoglie pragmaticamente solo gli insegnamenti verificabili in ciascuno, in ogni luogo e in ogni tempo. Il massone è di certo un uomo di "fede". Questa, tuttavia, non è per lui il credere a qualcosa di inverificabile, ma la necessaria apertura, a priori, verso ciò di cui farà esperienza al termine del lavoro: elemento essenziale di ogni conoscenza. Di contro, diciamo che il massone sia un uomo del dubbio, non perché aderisca all'inutile scetticismo stagnante, ma alla necessità di verifica personale dell'insegnamento. In realtà, per il vero ricercatore, fin quando non viene realizzato in sé, qualsiasi insegnamento, pur anche fosse il più elevato, rimane una credenza. Ritiene che la Realtà, la Verità, che alcuni chiamano Dio, sia presente sempre, in ogni luogo e in eterno, in tutte le dimensioni, quindi, anche in noi: e questo è il presupposto della ricerca. Ora, aggiungiamo una riflessione di carattere generale, sul fondamento non dogmatico dell'iniziazione. Senza di essa, anche la negazione di un dogma sarebbe una proposizione dogmatica. Quanto segue evidenzia che il superamento del dogma è possibile solo se la Verità è riconoscibile in ciascuno nella sua assolutezza. 

Il superamento del dogma è attuabile, quindi, perché nella prassi operativa, della quale l'umanità non è mai stata orfana, per esperienza realizzativa diretta, riconosciamo che la nostra Identità reale è una Coscienza identica in tutti, perché Una. Essa è l'Assoluto Essere, Dio, affermato dal fine ultimo della Tradizione. E tutti siamo, nella momentanea dimenticanza della Realtà, "Quello", la sua apparenza nelle forme; poiché nulla può esistere che non sia. Questo è il fine ultimo della Conoscenza, espresso dalle molteplici forme dell'insegnamento tradizionale, chiamato: "La Suprema Conoscenza Non Duale dell'Essere".


venerdì 3 febbraio 2023

CHIARIMENTI SUL SOGNO E SULLA REALTÀ



"Non c'è differenza tra lo stato di sogno e quello di veglia. Poiché lo stato di veglia è più lungo, immaginiamo che sia il nostro stato reale". 

Cit. Ramana Maharshi


Ripropongo questa citazione di un grande maestro del secolo scorso, per aggiungere un chiarimento essenziale. 

Quando, nei termini della conoscenza spirituale, o iniziatica, affermiamo che non c'è differenza tra sogno e veglia, non stiamo sostenendo che quello che avviene nelle nostre proiezioni oniriche sia qualcosa che accada realmente; ma, al contrario, che la nostra realtà di veglia abbia le stesse caratteristiche illusorie del sogno. Per alcuni, il problema ora sembra più perturbante di prima. Questa nostra realtà quindi non sta avvenendo realmente? 

Certo che accade!

Stiamo vivendo sul pianeta terra e la nostra giornata è reale. 

Dal punto di vista della conoscenza, tuttavia, non possiamo considerare reale ciò che è impermanente, in un continuo cambiamento. È quindi una realtà relativa spazio-temporale. Una realtà che non c'era prima e poi scomparirà, dopo molteplici trasformazioni, non può essere considerata vera. Di essa non rimarrà nulla, proprio più nulla. Viviamo in questo stato delle esperienze sensoriali, emotive e mentali, momentanee. Se questi fossero i parametri della realtà, dovremmo quindi considerare reale anche un sogno. Certo, esso ha una durata più corta, è frammentario e il suo linguaggio è diverso. Quando sogniamo non ci accorgiamo di queste diversità e facciamo, allo stesso modo della veglia, esperienze sensoriali, emotive e mentali. In quel momento, quella è la nostra realtà. 

Cos'è, quindi, reale? 

La Realtà, la Verità, è ciò che è sempre presente, in ogni luogo e in ogni tempo, anzi è il fondamento stesso di ogni forma spazio-temporale; è immutabile, non ha forma e non è l'effetto di nessuna causa precedente. Essa è Eternità, l'Essere assoluto, infinito ed eterno. Questo stato finale è la nostra reale Identità. 

Così, quando ci svegliamo al mattino, ci accorgiamo di aver sognato. Per lo stesso principio, colui che scopre in sé la Verità è detto "risvegliato".


mercoledì 1 febbraio 2023

VIVIAMO GIORNI DIFFICILI...





L'umanità è sotto attacco. Lo è sempre stata, ma mai come ora: per il progetto globale, la conoscenza attuale della mente, la scienza e la tecnica impiegate, la potenza quindi della comunicazione. 

Di chi è figlio questo nefasto progetto? 

Fate voi… 

Le nuove generazioni sono le più attaccate: per ovvi motivi. 

Non sono immuni gli adulti, anche i più istruiti; anzi, cade proprio chi avrebbe il "ruolo" di favorire l'emancipazione dell'umanità. Nessuno di noi si senta escluso.

Al netto di coloro che hanno scelto, per interesse egoico, di passare dalla parte dell'oppressione, per tutti noi è importante conoscere i subdoli meccanismi che imprigionano la nostra mente con programmi ben progettati. 

Oggi, le conoscenze della neuroscienza e dell'essere umano in generale fanno sì che la nostra vita sia pilotata  dall'esterno. Siamo immersi nell'oceano di induzioni che depositano in noi delle forme-pensiero, dei veri e propri contenuti che si fissano nel nostro subconscio, e ci fanno pensare, credere, alimentare prospettive contro la nostra crescita e la nostra emancipazione. Quando queste forme-pensiero si sono cristallizzate nelle masse planetarie, basta un semplice pulsantino e l'intera umanità si muoverà nella direzione progettata, contro essa stessa. Come se fosse un'immensa ipnosi di massa. Questo è l'effetto evidente. 

Per difendersi da tali complessi attacchi, sono necessari due elementi: la conoscenza della mente e degli strumenti utilizzati, che agiscono su più piani esistenziali, e la consapevolezza interiore, che può "osservare" gli effetti che vengono suscitati in noi. Perché no, aggiungerei lo sviluppo di un'attenzione intelligente che non si ferma alle apparenze. 

(La "conoscenza profonda del male": prima di tutto, riconoscendolo nell'atanor sigillato della nostra coscienza). 

Viviamo giorni difficili… 


martedì 31 gennaio 2023

ACCENNI SULLA CONSAPEVOLEZZA E LA LIBERAZIONE


 (Foto Telescopio J. Webb) 


Essere consapevoli significa creare una "sana scissione" tra l'esperienza fisica, emotiva e pensativa dell'io-persona e una parte di noi che inizia ad osservare tali espressioni. Mettere in atto la pratica di questa "osservazione" è il modo più efficace per liberarsi dai limiti imprigionanti della mente individuale. Questa "attenzione saggia" conduce alla soluzione dei molti contenuti psichici che ci ostacolano e dei programmi comportamentali deteriori, cristallizzati nella nostra storia personale; che ostacolano una vita libera, serena ed efficace. 

Un vero assalto di luminosa chiarezza ai vari: "Mi addolora, mi preoccupa, non ne posso fare a meno, mi fa arrabbiare tremendamente, come farò, il passato, il futuro, sono questo, oppure quello, forse quell'altro, devo dire, devo fare, cosa penseranno di me, ecc., ecc.. Ognuno può aggiungere qualsiasi altra esperienza: possono entrarci tutte, proprio tutte. 

È necessario divenire coscienti di qualsiasi pensiero, reazione o tonalità emotiva insorgano nello spazio interiore, anziché perdersi in essi, come avviene da molti anni nella nostra vita. Non è una tecnica, ma la posizione naturale di un essere libero, non più imprigionato nei tarli del mentale. Per mettere in atto questo stato, "conditio sine qua non" dell'osservare, è importante essere consapevoli di colui che osserva, prima ancora di essere coscienti degli eventi interiori osservati. L'effetto sempre più potente della consapevolezza sta nel realizzare, per esperienza diretta, che non siamo nessuna delle esperienze che possiamo osservare dal centro del nostro essere. Ciò che rimane, dopo il "lavoro compiuto" e stabilizzato, è uno stato di serenità e gioia senza motivo, che è in grado di gustare la bellezza della vita, e di occuparsi di ogni necessità senza pre-occuparsi di nulla, in un modo più efficace. Ogni giorno, tuttavia, in attesa di fissare questa presenza in noi, saremo più liberi del giorno prima. 

La consapevolezza, con l'aggiunta delle necessarie conoscenze non espresse in questa sede, è lo strumento centrale della via iniziatica, che porta alla realizzazione finale della nostra reale Identità.

domenica 29 gennaio 2023

LA VIA INIZIATICA È UN'ESPERIENZA SERIA

 

(Telescopio James Webb) 

(per questo, in pubblico, possiamo solo suscitare riflessioni, queste sì, e sollecitare l'urgenza della libertà) 


Per quanto riguarda la via iniziatica, che porta alla più alta vetta della realizzazione, è necessario fare attenzione.

Ogni processo operativo, nella diversità iniziale e solo iniziale della pratica, comporta dei rischi. 

Anche il più diretto e "innocuo", seppur estremamente glorioso, che non utilizza energie o potenze, ma la conoscenza della Realtà, richiede una particolare attenzione e serietà nella "riservatezza".

In quest'ultimo caso, iniziamo col comprendere, concettualmente, che l'intero Universo, dal fisico alle forme più elevate dello Spirito, è transitorio. È questa impermanenza che definisce l'illusorietà dell'intera Manifestazione Universale. Essa esiste realmente, non è un'illusione, un'allucinazione della mente, come potrebbero essere le corna di una lepre. Essendo tuttavia una realtà spazio-temporale, che ha un'inizio e una fine, non la possiamo considerare reale. La grande affermazione della Suprema Conoscenza è che in noi, in ogni forma manifesta, come nostra reale Identità, c'è un Essere eterno, che non è soggetto allo spazio e al tempo. Questo Essere, identico in tutti, pura consapevolezza e beatitudine senza fine, è la Fonte stessa di ogni forma: come per i vasi l'argilla. E tutti siamo "Quello". 

Dove sta il rischio? 

La necessità di apprendere l'illusorietà dell'Universo inizialmente col pensiero, di solito, non crea nessun problema. Questo se, e solo se, chi affronta questa conoscenza lo fa distrattamente e senza dare molto peso a quanto riceve. È la storia dei molti, che considerano queste affermazioni una filosofia come tante altre. 

Per i ricercatori che vivono l'esperienza iniziatica di questo Eterno Sapere, la conoscenza concettuale già ha un impatto molto forte sul proprio modo di vedere la realtà. Potremmo dire che, in vero, si trasforma la nostra struttura neuronale. È una vera e propria iniziazione. È necessario quindi far seguire un lavoro interiore autentico, che porta a svelare, in più passaggi, quell'Essere infinito che noi tutti siamo. 

Se questo non avviene, potrebbe sorgere il rischio di perdere la certezza della stabilità del mondo, senza però aver realizzato uno stato di consapevolezza che dona un'altra prospettiva, ossia: vedere che sotto l'apparenza dell'impermanenza, della sofferenza, della morte, della transitorietà di ogni esperienza desiderabile, c'è  assoluta eterna bellezza, beatitudine e vita. 

I veri ricercatori, tuttavia, che sono coloro che lasciano che i concetti trasformino la propria mente, sono gli stessi che, senza indugiare, si lanciano nel proprio mondo interiore e scoprono che tutto è eterna meraviglia, luce e colore.

venerdì 6 gennaio 2023

IL MASSONE È UN UOMO DEL DUBBIO?


Essere un uomo del dubbio è uno degli appellativi assegnati al massone. È necessario tuttavia intenderci su tale termine. Possiamo affermare che senza la capacità di dubitare l'uomo non sarebbe sopravvissuto su questo piano di realtà. Non penso siano necessari gli esempi. Se non comprendiamo però quale sia il significato funzionale del dubitare annegheremo nell'ignoranza. Anche Socrate era il più sapiente degli uomini, così era definito, perché sapeva di non sapere; ma lui sapeva molto... Fu il maestro di molti illustri personaggi, compreso Platone, il quale affermò proposizioni che giunsero fino a descrivere, per diretta realizzazione, lo stato dell'universalità, prima, e la finale Fonte Una. L'essere coscienti della propria ignoranza non è quindi la natura dell'uomo, ma la condizione necessaria per acquisire conoscenze superiori. Dubitare, quindi, non significa vivere la condizione stagnante dello scetticismo assoluto. Il massone, in quanto navigante del flusso universale della conoscenza tradizionale, che non ha confini di ordinamenti, luoghi o tempi, è uomo del dubbio perché apprende, verifica e realizza, in sé, ogni affermazione dell'insegnamento. Al di là che una rivelazione o un dogma possano asserire cose vere o no, il ricercatore, il filosofo, detto altrimenti amante della conoscenza, non accetta nessun insegnamento che non porti internamente la procedura operativa per essere verificato in ognuno, "qui e ora". Il motto principale della massoneria, di ellenica memoria, è " Nosce Te Ipsum", "Conosci Te Stesso". La via iniziatica tradizionale non si pone limiti. Opera sulla consapevolezza dell'iniziato, il quale svela la propria coscienza fino alla sua massima espansione, oltre la mente, il pensiero e l'intuizione. Il concetto stesso di consapevolezza è in conflitto con l'idea scettica e relativistica della conoscenza. Chi è consapevole sa di essere. Possiamo non avere certezze di quello che in un dato momento sappiamo sui fenomeni, ma non possiamo dubitare di ciò che abbiamo realizzato sull'essere che siamo.