domenica 28 febbraio 2021

PRIMA DELLA RIVOLUZIONE



Nessuna rivoluzione è mai accaduta senza la nascita, a priori, di una nuova idea di realtà; la quale, nel divenire orizzontale della storia,  è chiamata "ideologia". E dobbiamo osservare che, in questo caso, nessuna rivoluzione ha mai dato un risultato positivo e di crescita per l'umanità. Con esiti opposti e aurei, anche nella verticalità spirituale, che termina nella Suprema Conoscenza Non Duale dell'Essere, la trasformazione richiede, prima, lo sviluppo di una nuova "visione", detta: "illuminazione". Essa svela che l'intera manifestazione universale, in quanto realtà relativa, impermanente, transitoria, perché spazio-temporale, e soggetta ad una causa, non è reale. Di contro, è verità, e l'unica vera, solo la Fonte da cui gli universi nascono e dove ciclicamente ritornano; giacché è eterna, infinita, assoluta e "causa sui". Questa, come è tramandato e testimoniato, è l'Identità reale di ogni essere; e la comprensione di tale assoluta rivoluzione spirituale è chiamata "realizzazione": il risveglio all'Eternità.

venerdì 5 febbraio 2021

È TUTTA UN'ALTRA STORIA...

 

Di Bruce Pennington. In questo dipinto è rappresentato "Il Vegliardo degli antichi giorni", che parla agli atlantidei, prima della distruzione.


Quando entriamo nell'ambito della conoscenza esoterica, pur essendo rivolti alla propria realizzazione spirituale, ossia all'Essere Eterno, immutabile in noi, incontriamo inevitabilmente anche la fonte di un'informazione orizzontale (che riguarda il mondo, la forma che sempre cambia, il tempo, le relazioni). Da ciò apprendiamo come la storia conosciuta sia da riformulare nei suoi fondamenti. 

È necessario quindi prendere in seria considerazione il fatto che la nostra civiltà sia l'ultima di altre comparse sul pianeta terra, molto più evolute nella scienza di quella attuale, che si sono auto distrutte per la mancanza di una adeguata, corrispondente crescita etica e spirituale. 

In realtà, è ciò che ci avviciniamo  a ripetere, per l'ennesima volta, ora. 

Una dimensione superiore all'umanità, ogni volta che accadde l'evento finale, si premurò di porre al sicuro la saggezza, comunque presente, e i suoi testimoni. 

I quali tramandarono la conoscenza alla civiltà successiva. 

Uno di questi, reduce dalla fine della civiltà atlantidea, avvenuta circa 12000 anni A.C., testimoniò la conoscenza iniziatica nel bacino del mediterraneo, nell'antico Egitto. Una frase emblematica che pronunciò fu: 

"È vero, è vero senza errore, è certo e verissimo.

Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò

che è in basso, per fare il miracolo di una cosa sola."

Era considerato il dio egiziano Thot, conosciuto poi in grecia col nome del mitico Ermete Trismegisto, il "tre volte grandissimo", al quale venne attribuita la paternità delle conoscenze ermetiche degli autori successivi in età ellenistica.

lunedì 1 febbraio 2021

TENERE AL GUINZAGLIO L'ATTENZIONE



Lo scopo finale del cammino spirituale, nell'orizzonte universale, oltre l'idea particolare di religione, è riconoscere il divino che è in noi. Questa dimensione infinita ed eterna, identica in tutti, perché Una, nell'ultima realizzazione è riconosciuta essere la nostra vera identità. È scritto, detto e testimoniato nei millenni terrestri che lo svelamento avviene naturalmente quando è stabilizzato in noi il silenzio, in qualità e quantità. Questo significa rieducare la mente a pensare solo quando è necessario, sottoponendola alla sovranità della consapevolezza. Ordine che l'individuo ha perso, lasciando il dominio assoluto al pensiero e al pensare, senza alcun controllo. La disciplina che l'iniziato mantiene è rimanere all'interno nella presenza, pensando solo quando sia realmente necessario, senza comunque mai perdere la consapevolezza di essere il pensatore, e non i prodotti del pensiero. Come di contro avviene nell'io persona, che costruisce continuamente mondi illusori con la mente e li assume come reali. In questo processo verticale, verso la vetta della realizzazione, assume un'importanza fondamentale l'ATTENZIONE. Dove portiamo la nostra attenzione, lì ci troviamo anche noi, trasportati dal tappeto volante del pensiero. Di contro, per stabilizzare il silenzio, è necessario che la nostra attenzione rimanga sempre al centro, nella presenza, consapevoli del nostro essere. Questo è il motivo per cui le grandi tradizioni spirituali hanno informato sulla realtà illusoria del mondo-universo, perché impermanente e continuamente cangiante. È la comprensione della non realtà dell'intero universo che fa perdere l'interesse verso i suoi prodotti, che sono destinati, tutti, senza esclusioni, a inabissarsi nel nulla. Fin quando crederemo reale il mondo, saremo interessati ad esso e la nostra "attenzione" ci porterà sempre fuori, verso ciò che non è mai. Questa è l'alienazione, la "caduta" descritta nei miti. Lo scopo dello Spirito è riconoscersi eternità e beatitudine. Ciò significa ritrovare la propria divina centralità, in cui c'è solo vita e totalità, indipendente da tutto e da ciascuno. Da quel luogo, di gioia infinita e incausata, solo da quel luogo, è scritto, detto e testimoniato, è possibile fruire, liberi, dell'immensità dell'intero universo, coscienti della sua transitorietà.