Cosa intendiamo quando pronunciamo la parola reale? Che cos'è quindi reale e cosa non lo è?
La conoscenza tradizionale offre un parametro di verifica. È reale solo ciò che è sempre presente in ogni tempo e in ogni luogo, è immutabile, non ha una causa precedente a sé. Tutto ciò, quindi, che appare e scompare, qualsiasi fenomeno condizionato dallo spazio-tempo, ogni evento o ente che sia mutevole e un effetto di cause che lo modificano e lo determinano non può essere considerato reale. Da questo presupposto dobbiamo convenire che l'intero universo, dal piano fisico alle dimensioni più raffinate dello spirito, non è reale. Non stiamo affermando che non stia accadendo qualcosa in un punto del tempo e dello spazio. Stiamo tuttavia sostenendo che l'intera forma universale è una realtà relativa, condizionata dallo spazio, dal tempo e dalla legge di causa ed effetto.
Si potrebbe pensare che sia un ragionamento filosofico senza alcun fondamento nel mondo, un giochino da perdi tempo visionari. Basta però osservare con semplicità i fenomeni che ci troviamo di fronte e ci accorgiamo all'istante della verità di tale affermazione. Non c'è nulla nell'universo che rimanga "presente". Ogni ente o fenomeno nasce e, dopo una parabola esistenziale più o meno lunga, scompare nel nulla. La farfalla durerà poche ore, i soli, le galassie, l'intero firmamento, il settimo cielo popolato da esseri superiori, avranno una vita lunghissima se confrontata alle vicende terrestri; ma anch'essi un giorno non ci saranno più. Della loro forma non rimarrà più nulla, proprio nulla, e niente più.
Qual è lo scopo di questa informazione, tramandata da millenni anche sul nostro pianeta? Di certo non serve a rattristare i malcapitati ascoltatori. Al contrario è l'affermazione più elevata e positiva che ci sia. La stessa tradizione universale ed eterna, verificabile da ciascuno nella propria interiorità, afferma che in ognuno di noi, e in ogni micro cellula della manifestazione, è presente la forma diversificata che appare e scompare, senza nessuna caratteristica della realtà, e un'essenza stabile, identica in tutti. Quest'ultima, e solo questa, che l'iniziato riconosce in sé, è eterna, assolutamente consapevole, immutabile, senza causa, e infinitamente gioiosa. Un vero orgasmo eterno e infinito. Alcuni sono soliti chiamare questa Fonte Una, dalla quale ogni forma prende vita e poi muore, la nostra Identità reale, la Coscienza assoluta, l'Essere, Dio.