giovedì 10 novembre 2022

COS'È LA REALTÀ?



Cosa intendiamo quando pronunciamo la parola reale? Che cos'è quindi reale e cosa non lo è? 

La conoscenza tradizionale offre un parametro di verifica. È reale solo ciò che è sempre presente in ogni tempo e in ogni luogo, è immutabile, non ha una causa precedente a sé. Tutto ciò, quindi, che appare e scompare, qualsiasi fenomeno condizionato dallo spazio-tempo, ogni evento o ente che sia mutevole e un effetto di cause che lo modificano e lo determinano non può essere considerato reale. Da questo presupposto dobbiamo convenire che l'intero universo, dal piano fisico alle dimensioni più raffinate dello spirito, non è reale. Non stiamo affermando che non stia accadendo qualcosa in un punto del tempo e dello spazio. Stiamo tuttavia sostenendo che l'intera forma universale è una realtà relativa, condizionata dallo spazio, dal tempo e dalla legge di causa ed effetto. 

Si potrebbe pensare che sia un ragionamento filosofico senza alcun fondamento nel mondo, un giochino da perdi tempo visionari. Basta però osservare con semplicità i fenomeni che ci troviamo di fronte e ci accorgiamo all'istante della verità di tale affermazione. Non c'è nulla nell'universo che rimanga "presente". Ogni ente o fenomeno nasce e, dopo una parabola esistenziale più o meno lunga, scompare nel nulla. La farfalla durerà poche ore, i soli, le galassie, l'intero firmamento, il settimo cielo popolato da esseri superiori, avranno una vita lunghissima se confrontata alle vicende terrestri; ma anch'essi un giorno non ci saranno più. Della loro forma non rimarrà più nulla, proprio nulla, e niente più.

Qual è lo scopo di questa informazione, tramandata da millenni anche sul nostro pianeta? Di certo non serve a rattristare i malcapitati ascoltatori. Al contrario è l'affermazione più elevata e positiva che ci sia. La stessa tradizione universale ed eterna, verificabile da ciascuno nella propria interiorità, afferma che in ognuno di noi, e in ogni micro cellula della manifestazione, è presente la forma diversificata che appare e scompare, senza nessuna caratteristica della realtà, e un'essenza stabile, identica in tutti. Quest'ultima, e solo questa, che l'iniziato riconosce in sé, è eterna, assolutamente consapevole, immutabile, senza causa, e infinitamente gioiosa. Un vero orgasmo eterno e infinito. Alcuni sono soliti chiamare questa Fonte Una, dalla quale ogni forma prende vita e poi muore, la nostra Identità reale, la Coscienza assoluta, l'Essere, Dio. 

sabato 10 settembre 2022

L'ILLUSIONE DELLA MONDITÀ



La storia, le nostre esperienze quotidiane, le azioni e i loro effetti, le emozioni, la sofferenza, la felicità, i nostri progetti, le idee, i ricordi sono un'evidenza molto forte di realtà; tuttavia, la nostra vita mondana e l'intero universo sono illusori. Con il termine "illusori" non possiamo affermare che i fatti non stiano avvenendo, che nulla sia accaduto e che il futuro non avverrà. Cosa intendiamo quindi, in questo contesto, quando diciamo che l'intera storia universale e quella personale sono un'illusione? 
Se osserviamo i fenomeni nella loro totalità, in quanto fenomeni, prodotti, ci rendiamo conto che essi sono sospesi, non hanno una base, un fondamento su cui siano costruiti. Qualsiasi accadimento, le relazioni e la nostra interiorità individuale sono evanescenti. Non esiste un punto solido, un fulcro, dove fissare la relatività degli accadimenti e della vita universale. Ogni forma, e noi stessi con tutto ciò che per noi è vero, importante, reale, svanisce continuamente tornando nel nulla. 
Ma il Fondamento esiste, non è soggetto al tempo e allo spazio. È pura consapevolezza, eternità, infinitezza; non è toccato da nulla e da nessuno, è immune alla legge universale, alla morte, è onnipotente e infinito; non cambia mai e non ha una causa. Esso è in ognuno e in ogni fenomeno. Il Fondamento, l'Essere, l'Assoluto, è la nostra vera Identità. È gioia infinita e immotivata. Non è il punto di arrivo, un obiettivo da raggiungere, un processo da operare nel tempo, una trasformazione, ecc. Perché Esso è già da sempre presente in noi e necessita solo della nostra attenzione. Affinché Questo si sveli, è importante distogliere il nostro interesse e lo sguardo dalla storia per riportarlo al "centro". Il tempo e i suoi fenomeni appariranno sempre evidenti, anzi di più, tuttavia saranno riconosciuti nell'orizzonte della loro relatività spazio-temporale. Così, invero, un punto di appoggio esiste; ma quando diventa evidente folgora all'istante ogni forma, mostrando di essere il Fondamento immobile solo di Sé. Intendiamo dire che, se il mondo non è reale, come possiamo cercare la base di ciò che, in realtà, non è? 
Come possiamo dichiarare tali proposizioni? Chi può affermare che il mondo e la storia siano un'illusione? Nessuno può dirlo. È un'evidenza. 
Non c'è nessuna storia che rimanga eterna. I grandi imperi, le opere più sublimi, le famiglie, le stelle, gli amanti, i ricchi e i poveri, i buoni e i cattivi, finanche il colosseo, anzi l'universo stesso, avendo avuto un inizio avranno una fine. Neanche la memoria di questi eventi rimarrà, essendo transitorio anche chi, per un tempo relativo, può ricordare. Questa sorte la dovranno subire pure i mondi soprannaturali. Anche questi, per quanto siano più sottili del piano fisico, sono delle forme. I demoni, gli angeli, gli dei sono apparenze che vanno e vengono tra le pieghe impermanenti del tempo. Coloro che hanno risposto alla domanda "chi sono io?" hanno compreso che tutti siamo eterni, oltre la mortalità delle forme, nell'Unità indivisibile della Realtà. Gli stessi possono godere dell'intero universo, riconoscendolo come un meraviglioso gioco divino. 
Essi, avendo svelato in sé la Verità, possono in tal modo vivere un insegnamento donato dal Principio, 2000 anni fa, in una delle sue infinite possibilità espressive nella forma, sul pianeta terra: vivete nel mondo senza essere del mondo.

martedì 6 settembre 2022

LA SCALA SINTETICA DELLA CONOSCENZA

Il pensiero filosofico richiede la capacità dell'astrazione, ossia una comprensione che non necessita dell'esperienza sulla realtà dei fenomeni molteplici del mondo. Il senso della realtà fenomenica, che l'uomo chiama vita, è indagabile, tuttavia, solo attraverso la filosofia. Per svelare la verità sottesa al mondo, il suo Fondamento, si deve sviluppare l'intuizione, cioè, la possibilità di comprendere senza lo strumento del pensare. Rinunciando al pensiero filosofico stesso. Per poi procedere, al di là della comprensione duale tra soggetto conoscente e oggetto conosciuto; riconoscendo e realizzando l'identità stessa tra il conoscitore e il Fondamento.

giovedì 25 agosto 2022

CONOSCERE E CREDERE



La mia personale ricerca spirituale si rivolge alla Non Dualità dell'Essere, ossia il fine ultimo del conoscere e del realizzare, in cui scopriamo in noi l'assoluto Essere eterno, identico in tutti, riconoscendoci Esso stesso. In questo cammino, da "sempre" realizzato e testimoniato, che rappresenta la realizzazione finale di tutte le grandi tradizioni, è necessario avere la certezza di quanto affermato dall'insegnamento. È una necessità operativa. Esso, non essendo una credenza o una religione, ma un evento realizzativo che ognuno può sperimentare in sé, inizia dalla comprensione concettuale. Questo, non perché i concetti siano necessari alla verità, ma a causa dell'identificazione iniziale del ricercatore alla mente-pensiero. Quello che tuttavia si presenta inizialmente come filosofia sarà nel cammino realizzativo riconosciuto interiormente e senza la necessità del pensare; perché da sempre presente in noi, in quanto nostra reale Identità. 
Rimanendo fermo in questa direzione, lottando contro le difficoltà iniziatiche del cammino, accolgo con serenità anche insegnamenti spirituali che derivano dalla "Scienza dello Spirito", oltre le particolarità delle religioni, che trattano dei fenomeni e della loro evoluzione. Ad esempio, spesso mi riferisco a informazioni sulla storia e la metastoria della terra o sulla struttura dimensionale dell'universo, dal fisico al sottile, parlo dell'aldilà, delle possibilità dell'uomo e di conoscenze assimilabili. Pur essendo trasversali e verificabili in vari modi, queste informazioni non possono essere prese per certe in assoluto, proprio perché duali (che sono cioè condizionate dalla relatività dei fenomeni molteplici) e non verificabili in noi. Tuttavia, se funzionali al mio obiettivo, esse possono essere accettate per vere, in attesa della possibilità di una successiva conferma degli eventi, se ci sarà. 
Le credenze, (possiamo racchiudere tutte le conoscenze fenomeniche in questa categoria), che possono inverarsi oppure no, sono molto pericolose, perché modificano i nostri valori e il nostro agire; e questo ha delle conseguenze, in positivo o in negativo. È bene quindi che le stesse, vere o no che possano essere, siano rivolte all'Unità della vita, unica e sola verità realizzabile da ciascuno in sé. 

mercoledì 24 agosto 2022

CONSEGUENZE ANTROPOLOGICHE, STORICHE E POLITICHE DEL PENSARE DI ESSERE LA PROPRIA MENTE



 HELIX NEBULA


La mancanza della conoscenza-consapevolezza della nostra realtà animica e spirituale, il nascondimento programmato della stessa da parte di gerarchie inumane, che sfocia in un materialismo ateo ed edonistico, ha indotto negli esseri umani la totale identificazione con il corpo, la mente e i suoi pensieri. Per il matrimonio assoluto che riguarda il corpo, l'umanità è totalmente ricattata nella dipendenza verso i piaceri sensoriali. Per ciò che concerne l'identificazione con la mente-pensiero, il risultato è ancora più grave. Il pensare di essere la propria mente, (e i suoi pensieri), anziché considerarla un semplice strumento di analisi, comprensione, programmazione e comunicazione, fa sì che la costruzione di modelli e modi di pensare, da parte dei padroni del linguaggio, trasformi a piacimento l'idea stessa di mondo e identità. Progettando e imponendo realtà immaginarie, le ristrette élite oligarchiche, che detengono il potere sul pianeta e sulla coscienza planetaria, impongono nelle masse convinzioni irreversibili. Quest'ultime, per la forte identificazioni col pensiero, tanto da credere di "essere" il pensiero stesso, difendono i modelli imposti come se fosse una battaglia soggettiva tra l'essere o il non essere, tra il vivere o il morire.

martedì 23 agosto 2022

IL CAMPO STRUTTURATORE DI FORMA


 

Esiste un'informazione esoterica, molto interessante, che non aggiunge nulla alla conoscenza tradizionale, ma indica con chiarezza il processo per cui avvengono certi fenomeni. È, come sempre, un semplice stimolo alla ricerca, che non può essere un atto di fede, ma, proprio in quanto trattasi di ricerca, è necessaria l'esperienza diretta del ricercatore. 

Nell'anima individuale c'è una funzione, chiamata "campo strutturatore di forma", in cui ci sono le possibilità e il progetto del corpo nel quale si esprime l'individuo. È qui che sono custodite le indicazioni per la vita del corpo. Il campo sintetizza la materia fisica o sottile dal cosmo e, animandola attraverso canali energetici, la rende viva e funzionale. Questo campo è sostenuto dalla vibrazione, la frequenza che l'anima individuale esprime in un dato momento della sua esistenza. Più è elevata la frequenza che esprime l'individuo tanto più saranno estese le potenzialità strutturanti del "campo". Frequenze più elevate consentiranno al "campo" di esprimersi in corpi più complessi. Dalla prima dimensione minerale alle successive, oltre la nostra umana, tutto è gestito dalla complessità di questa funzione. Con l'azione "etica originaria", fondata sulla consapevolezza, aumenta o, in sua assenza, diminuisce la potenza del "campo". Gli esseri umani del nostro livello sono l'espressione finale della terza dimensione animale, e hanno la facoltà del libero arbitrio e dell'autocoscienza. Sono quindi in grado di chiedersi "chi sono io?" e possono liberamente scegliere se fare o non fare qualcosa, pur nei limiti delle loro possibilità attuali. Le libere scelte etiche dell'uomo danno quindi la potenza per elevarsi alle dimensioni superiori o, a causa della reiterazione di azioni contro la consapevolezza, la vita, l'unità dell'esistenza, abbassare la frequenza vitale fino a sfaldare il "campo". Quando avviene quest'ultimo fenomeno, il "campo", perdendo parte della sua forza, non sarà più in grado di strutturare un corpo umano. Avverrà, in questo caso, l'abbassamento vitale della dimensione in cui si esprime un'anima individuale. Essa, si incarnerà perciò nelle dimensioni inferiori (animale, vegetale o minerale) perdendo così libero arbitrio e autocoscienza, per milioni di anni, in assenza di consapevolezza e senza possibilità di scelta; prima di risalire nuovamente alla dimensione umana, attraverso tempi insiti nella Legge che regola il cosmo e la sua struttura dimensionale. 

Molti esseri umani, che agiscono contro la vita e l'unità tra tutti gli esseri, vivono abbassando sempre più la loro frequenza vitale. Essi, mantenendo ancora il corpo umano, fino a esaurimento, si predispongono, già qui, alle loro "infernali" future incarnazioni. Essi sono riconoscibili per la perdita dell'umanità, si muovono di solito in branchi e manifestano una visibile inconsapevolezza dell'altro. Sono l'espressione più nefasta e brutale di un'esistenza che non può più essere definita umana. Non mancano gli esempi… 

La perdita del corpo e le facoltà umane o l'avanzamento nella scala evolutiva verso la quarta dimensione, ancora fisica, molto più evoluta della nostra attuale, riguardano le successive incarnazioni. Tuttavia, nella stessa esistenza in corso, l'abbassamento o l'innalzamento della propria frequenza vitale ha l'effetto di spingerci verso l'animalità o, al contrario, verso quella che siamo soliti definire santità.

domenica 13 febbraio 2022

ESEMPI KARMICI

 


Se prendi un aereo e muori, è il karma. 

Se perdi un aereo e muori, è sempre il karma. 

Se inciampi e ti rompi la caviglia, sei distratto. 

Se giochi alla roulette, perdi tutto, diventi povero, e i tuoi figli dovranno vivere nella povertà, non c'entra nulla il karma: sei un coglione. 

Se ti lanci dal balcone e muori, è suicidio. 

Se hai la polmonite e non vuoi curarti, è suicidio; meno grave, ma è suicidio. 

Se sei alcolizzato e crepi, è sempre suicidio. 

E il suicidio produce un effetto importante che andrà risolto… Perché rappresenta un'azione ingenua e illusoria, che tenta di scavalcare la Legge di causa-effetto, cioè uno stato Karmico generato da te stesso nel passato, che deve essere ripagato.

sabato 5 febbraio 2022

OPERA


  

https://books2read.com/opera

(link per il libro in formato digitale o stampa)

Un cammino, il mistero, la profezia, molti piani che si intrecciano e si sovrappongono tra le pieghe affascinanti dello spazio e del tempo. Un racconto unico nel suo genere, in cui sono sintetizzati il livello finale della via iniziatica tradizionale e le conoscenze più avanzate sulla legge che ordina l'universo. Completano il testo le riflessioni filosofiche fondamentali per poter comprendere il complesso impianto del racconto, che ha lo scopo di accompagnare il lettore nella conoscenza tradizionale millenaria. 

Un libro che può essere considerato un'iniziazione ai misteri, da leggere e indagare più volte. Un'autentica scuola rivolta alla gioia, alla libertà e all'amore. Già dalle prime pagine, la vita del lettore non sarà più come prima.

mercoledì 26 gennaio 2022

LA MAGIA DELLA FELICITÀ



Un grande errore è pensare che per noi sia importante realizzare obiettivi e desideri, come, per fare qualche esempio: vivere un'esperienza, acquisire un possesso, un risultato, godere di un accadimento, ecc. Non sono questi eventi che ci fanno stare bene, ma lo stato emotivo che essi inducono. Non è quindi importante quello che facciamo, qualunque evento sia, ma come questo ci fa sentire. Un risultato che ci rende più liberi e gratificati lo otteniamo quando, alla luce della conoscenza del funzionamento della nostra mente e della consapevolezza di ciò che per noi è importante, comprendiamo che ci sono più modi per raggiungere lo stesso stato emotivo che desideriamo. Ad esempio, se per noi è desiderabile sperimentare uno stato di "tranquillità", e pensiamo che sia ottenibile solo comprando una baita sul monte più alto del sistema solare, Olympus Mons, è molto probabile che rimarremo insoddisfatti; perché si trova sul pianeta Marte e, fra le difficoltà che questo obiettivo presenta, Olympus Mons è anche un vulcano. Un lavoro essenziale è quindi scoprire che lo stato di "tranquillità" desiderato, per quello che è il nostro esempio, può essere ottenuto comunque vivendo altre esperienze, come: leggere un bel libro davanti ad un camino, fare un viaggio in Scozia, stare abbracciati con la persona che amiamo, fare una passeggiata in un bosco, ecc. Proprio perché, anche se non ne siamo consapevoli, non è importante la baita in quel luogo, ma vivere quell'emozione particolare, che possiamo sperimentare in molti altri modi. Questo non è ovvio, ma frutto di uno dei molti lavori efficaci sul mentale. Tale operazione sulle potenzialità della mente arricchisce di molto le nostre possibilità di vivere una vita piena e appagante. 

Qui termina la prima riflessione. 

Chi non volesse andare più in là degli strumenti mentali, non prosegua la lettura. 

Con coloro che desiderassero andare più in profondità facciamo invece un passaggio in più. In realtà, si tratta di un salto quantico sulla  conoscenza e le sue possibilità, impensabili per la mente. Conoscenza che in questa sede è solo accennata. 

C'è un'antica saggezza, che possiamo chiamare "Scienza dello Spirito", la quale ci mette in guardia circa i limiti degli strumenti che rimangono sul piano della mente. Sappiamo che questo raffinato lavoro sulla e con la mente arricchisce le nostre possibilità di vivere le tonalità emotive che sono per noi importanti, e di condurre una vita più appagante ed equilibrata. La conoscenza millenaria ci avverte però che qualsiasi stato emotivo positivo non riuscirà ad essere completamente efficace, perché ha una durata nel tempo, e non risolve il vero impedimento, che tutti hanno verso lo stare bene. Gli esseri umani per quanto possano impegnarsi sono fondati su un vuoto di fondo, angosciante, a causa della perdita della consapevolezza di essere già completi, senza la necessità di fare od ottenere nulla. Ciò significa che la nostra autentica natura spirituale è pura pienezza, gioia infinita e incausata. 

La Scienza dello Spirito insegna come riportare la nostra consapevolezza al centro del nostro essere dove scopriamo di non avere bisogno di nessuna esperienza nell'universo, perché nella nostra autentica natura siamo già beatitudine assoluta ed eterna. 

Questo è il risultato finale della Conoscenza. 

Ciò non significa che assumere competenze mentali e realizzarne le meravigliose possibilità sia inutile. Quanto abbiamo visto inizialmente è un ottimo lavoro che un individuo ha la possibilità di fare su se stesso. È una grande occasione per coloro che non intendono spingersi più in profondità. Le soluzioni più potenti le troviamo tuttavia andando oltre la mente, scoprendo la nostra vera natura spirituale. 

Non significa neanche che per ottenere un risultato importante si debba aspettare di realizzare il divino che è in noi, che sarà senza dubbio dirompente.

Il processo di svelamento della nostra Identità superiore, attimo dopo attimo, espande le nostre possibilità esistenziali. 

Acquistando conoscenze più elevate e operando in tal senso nella nostra interiorità, scopriamo da subito che qualsiasi stato emotivo non potrà soddisfare il più importante tra i valori: essere felici. Ogni essere, consapevole o no che sia, vuole vivere felice. 

Prima di realizzare lo stato finale della nostra divina Identità, scopriamo quindi che c'è un ostacolo potente e subdolo all'essere felici, che possiamo eliminare sin dall'inizio. Questo è chiamato "aspettativa". La comprensione e la soluzione di tale impedimento chiarisce meglio i limiti del lavoro mentale prima evidenziato, per quanto, ripetiamolo, esso sia tra i più raffinati che possiamo agire nella mente, e con strumenti mentali. Fin quando ci aspettiamo però che le cose vadano nel modo che desideriamo, viviamo nell'ansia, siamo tesi, insofferenti, nervosi perché cerchiamo in tutti i modi di vivere ciò che ci aspettiamo e desideriamo. A volte, dopo tante fatiche, come abbiamo visto, possiamo ottenere la realizzazione dei nostri progetti, ma non sarà una soddisfazione stabile. La realtà del mondo è impermanente. Tutto cambia continuamente, così come cambiamo anche noi. E sappiamo che qualsiasi ottenimento è destinato ad affievolirsi o ad annullarsi nel tempo. Quando avviene ciò che ci aspettiamo, viviamo un attimo di tregua e poi si riparte con l'ansia per un altro desiderio, senza mai approdare ad una lieta e definitiva conclusione. Perché nulla colmerà la nostra illusoria assenza di totalità, in verità, da sempre già presente in noi. 

La felicità, nel significato più elevato del termine, non può dipendere da qualcosa che deve accadere. Essa non è uno stato emotivo, ma la nostra natura più intima che abbiamo dimenticato. La vera felicità è ciò che sperimenta chi vive in questa realtà, e deve assolvere ai compiti e ai progetti della vita, senza aspettarsi nulla. E questo è anche il presupposto per essere efficaci sul mondo, in potenza e gloria. In realtà, possiamo affermare che iniziamo ad essere veramente felici, quando cominciamo a lasciare che la vita scorra nella sua naturalezza, senza cercare di modificare il suo corso. Perché alla fine tutto sarà sempre, in armonia, giusto e perfetto. 

mercoledì 5 gennaio 2022

CURRICULUM IN PROSA


Danilo Semprini nasce nel 1965, e sin da bambino mostra un'istanza interiore rivolta alla spiritualità, che rimarrà sospesa nel periodo degli sforzi della crescita. Per compiere la titanica impresa di raggiungere la maturità, pur avendo le caratteristiche dell'intellettuale, lascia il liceo a quindici anni. Dal 1980 al 1990, intuendo le necessità dell'emancipazione dell'io, ricerca lo sviluppo della sua polarità maschile tra gli uomini cosiddetti "autentici", quelli della Seconda Guerra Mondiale, assumendoli come suoi pari. A tal fine lavora come artigiano nel quartiere popolare romano San Lorenzo, negli anni ancora fiorenti degli artisti e dell'artigianato. Si specializza in questo periodo nella meccanica di precisione. Inizia la pratica delle Arti Marziali, che poi insegnerà fino a quarantacinque anni. A venticinque anni lascia la genuinità di questo mondo popolare, salutandolo con gratitudine, per riprendere il corso naturale dei suoi interessi interiori. Entra in un Istituto bancario. Per quanto questo non fosse il luogo ideale per le sue caratteristiche originarie, la stabilità aziendale gli offre tuttavia la possibilità di riprendere gli studi sospesi e di approfondire i temi che gli erano più cari. Riprende quindi gli studi classici e, in seguito, si laurea con pieni voti, presso la Facoltà di Filosofia dell'Università "La Sapienza" di Roma. Eclettico nella ricerca di quegli anni, anche nell'attività lavorativa si dedica a varie professioni. Pratica la fotografia, prima, e, in seguito, dopo approfonditi studi nel settore del counseling e del coaching, diviene trainer, ed apre uno studio dove si dedica alla relazione d'aiuto. Approfondisce, in modo particolare, il couseling oncologico per il sostegno a pazienti, medici, infermieri e a qualsiasi altra persona operante nel settore dell'oncologia medica. Organizza corsi di formazione e conduce ritiri di meditazione.

Dopo gli anni dell'adolescenza, in cui sembrava aver abbandonato la ricerca spirituale, ritorna in lui il fervore rivolto alla "Scienza dello Spirito". Trasforma la ricerca filosofica accademica nel profondo interesse verso gli insegnamenti iniziatici tradizionali. Inizia quindi il suo percorso nell'esoterismo. Nel 2000 è iniziato nella Loggia Monte Sion del Grande Oriente d'Italia, della quale, nel 2006, diviene il Maestro Venerabile. Qui approfondisce la conoscenza esoterica in generale e la mistica ebraica in particolare, essendo la Monte Sion dedita allo studio della Cabalà. Inizia, contestualmente, il percorso nel Rito Scozzese Antico ed Accettato, nel quale, nel 2007, è investito dell'ultimo grado iniziatico, quello di Cavaliere Kadosh. Come avviene a coloro che iniziano un percorso esoterico, per alcuni anni, studia e pratica molte discipline. Passa dall'utilizzo del prana e dei cristalli con fini terapeutici, alla meditazione, allo sciamanismo e alla divinazione. Nel 2005, tuttavia, conosce il suo maestro che lo aggancia alla catena iniziatica del Vedanta Advaita, fine ultimo della ricerca, nella Suprema Conoscenza Non Duale dell'Essere. In quegli anni si riavvicina al cristianesimo, avendone però una percezione spirituale fondata nella prospettiva di quella conoscenza universale metafisica, che termina nella Non Dualità. 

Nel 2015, col sostegno di alcuni fratelli di ricerca, fonda un Ordine Cavalleresco, Il Sovrano Ordine dei Cavalieri Eidon, che ha lo scopo di custodire e seminare la conoscenza Non Duale nell'esoterismo occidentale. Di questo, assume la responsabilità spirituale come Gran Maestro. 

Attualmente, prosegue il suo impegno nel personale cammino iniziatico del Vedanta Advaita, tramandando inoltre un seme di questa conoscenza a coloro i quali hanno risposto interiormente alla domanda fondamentale: "Che cosa cerco, realmente?"