giovedì 27 luglio 2023

SUL DISORDINE E IL TRADIMENTO

 



L'universo è gerarchico e monarchico. Dal piano fisico alle dimensioni più elevate dello spirito, anche se in apparenza regna il caos, tutto ha una sua giusta collocazione. Il compito dell'esistenza non è la superbia dell'ordinare, ma, stando all'ordine, in "presenza", svelare la perfezione sottostante all'apparenza. 

E tutto ha un suo tempo... 

Quando un effetto è giunto a maturazione si svela l'armonia, con rigore e compassione: le due colonne portanti della manifestazione. 

Colui che sovrappone i desideri del proprio ego sulla Legge Universale, afferra le regole degli uomini e tradisce lo Spirito.

domenica 23 luglio 2023

CAVALIERI DELLO SPIRITO

 


sabato 22 luglio 2023

DOV'È IL DIVINO IN NOI?

 


La Tradizione iniziatica tramanda, da millenni, che in noi è presente, ben nascosto, uno stato di coscienza infinito ed eterno, pura beatitudine incausata e senza fine, da sempre. La domanda legittima potrebbe essere: "Se questo stato è già presente nella nostra interiorità, perché non riesco a percepire la sua infinita potenza?"

È un problema di consapevolezza. Fin quando la nostra attenzione sarà spostata all'esterno, sui fenomeni del mondo, non ci accorgeremo della sua presenza.

Un esempio. Tutti noi abbiamo il ginocchio sinistro. Tuttavia, in questo momento, non stiamo sentendo questa parte del corpo. È un concetto acquisito: sappiamo di avere il ginocchio sinistro, ma se non spostiamo la nostra attenzione su di esso, non avremo alcuna sensazione che arriva dal ginocchio. Se dirigiamo l'attenzione su di esso, ci accorgeremo che ci sono molte percezioni delle quali possiamo fare esperienza. Saremo consapevoli del nostro ginocchio e non sarà più un concetto. 

Allo stesso modo, se spostiamo l'attenzione al centro della nostra interiorità ci accorgeremo di essere, in verità, molto più dell'individuo limitato di cui abbiamo consapevolezza ora. 

C'è qualcosa in noi che non consente all'attenzione di spostarsi al centro. 

Il processo iniziatico tramanda come rimuovere questo impedimento, per poi fissare la consapevolezza al centro, realizzando l'eternità, ora, e proprio qui.

"IO" O "NON IO" QUESTO È IL PROBLEMA

 


Molti ricercatori sostengono che non sia possibile eliminare la coscienza individuale, l'io-persona, per realizzare stati di consapevolezza più espansi, di livello superiore. Come se questo passaggio realizzativo porti il ricercatore a un'esperienza di perdita di memoria della propria esperienza individuale, con una sua storia, le relazioni, i doveri assunti, ecc. Il risultato di questo timore ci porterebbe a pensare che la disidentificazione dall'individualità, la quale conduce alla prima grande realizzazione della coscienza universale, sia uno stato ottuso e inconsapevole, dimentico della propria esperienza, precedente, di individuo.

Questo timore, in realtà, è distante da ogni principio iniziatico. 

Chi potrebbe essere così folle da intraprendere un cammino, che offrirà il risultato dell'incoscienza? 

Il più ampio non esclude il più ristretto, ma lo contiene in sé, ricomprendendolo da uno stato di consapevolezza superiore. 

L'io, che viene abbandonato nella via iniziatica, è la credenza che esista un ente particolare separato dagli altri esseri. L'io è un pensiero, una convinzione. La realizzazione iniziatica espande la consapevolezza, aumentando i canali di percezione-comprensione della realtà. Non vuol dire perdere la memoria di chi siamo stati come individui. Dopo la prima grande realizzazione iniziatica, tutto rimane come prima: la mattina ci sveglieremo, inizieremo la nostra giornata, con i nostri impegni, le relazioni, i doveri, le piacevolezze, ecc. Vedremo tuttavia il mondo con gli occhi della consapevolezza e dell'autenticità. Ci occuperemo del mondo, ma non ci pre-occuperemo dello stesso. 

Chiedersi se sia possibile eliminare l'io è una domanda mal posta. Ciò che rimane, avendo realizzato l'espansione della coscienza universale, non è l'io particolare, con i suoi limiti esistenziali, ma la mente, in quanto strumento di comprensione-organizzazione razionale e comunicazione. L'io è un'illusione, la mente-pensiero è uno strumento, e tale deve essere considerato.

lunedì 17 luglio 2023

SUL LINGUAGGIO E LA SCIENZA DELLO SPIRITO



La Scienza dello Spirito, nella sua espressione finale, pone un cardine essenziale. 

Cos'è reale e cosa non lo è? 

Da questo punto di vista, è reale solo ciò che è eterno, immutabile, senza una causa precedente. È quello che, sul piano filosofico, è chiamato l'Essere, l'Assoluto. Non è reale, quindi, tutto ciò che è impermanente, l'effetto di cause precedenti, ed è sempre una realtà condizionata allo spazio e al tempo. 

La stessa Tradizione afferma che la reale Identità di ogni essere vivente, velata dalla forte identificazione con il corpo (non solo fisico) è proprio quell'Essere. E l'Opera iniziatica, in varie fasi realizzative, pone il suo finale, la "Grande Opera", nel riportare la consapevolezza nell'Essere Assoluto, da sempre presente in ognuno. 

L'intero universo, il macrocosmo, dal piano fisico ai livelli dimensionali più elevati, compresi tutti gli esseri particolari, è ciò che appare, un'apparenza. 

Molte volte quest'ultimo è definito "illusorio". Questo termine è comprensibile, tuttavia, solo da chi abbia approfondito la Via Tradizionale, la Scienza dello Spirito. Diversamente, risulta incomprensibile e angosciante. 

In questo caso, "illusorio" significa: "una realtà relativa, perché condizionata al tempo, allo spazio e alle cause precedenti". Non significa quindi che non stia avvenendo. Vuol dire che l'intero universo, i suoi mondi e ogni ente individuale, di qualunque dimensione, dalla prima minerale agli dei del vertice dimensionale, hanno un inizio e una fine. Ciò che è stato non c'è più e se deve ancora avvenire non è ancora accaduto. Il nostro presente storico è quindi una realtà contingente che, nel momento in cui avviene, sta già cambiando, e non è più ciò che era nell'istante prima. 

Per entrare nella Realtà, è necessario trovare nella nostra interiorità quel "varco" di pura consapevolezza che porta al "presente eterno", al di là della forma spazio temporale; per svelare che l'Essere Uno è da sempre presente in tutti e in tutto, essendo la reale Identità di ogni apparire, del nascere e il morire.

domenica 16 luglio 2023

RIFLESSIONI SUI PRIMI MOMENTI DELLA VIA INIZIATICA TRADIZIONALE

 


La Tradizione indica la "via" per verificare, ognuno in sé, il divino presente in ogni essere. 

È per pochi. Non perché scoprire la propria vera Identità sia precluso a qualcuno, sarebbe sciocco pensarlo. Tuttavia, solo pochi sono interessati a questo viaggio. 

(Dobbiamo però sapere che sul nostro pianeta ci sono forze controiniziatiche che operano per mantenere la coscienza planetaria nell'ignoranza e nella schiavitù). 

Non è un'opera di trasformazione, ma lo svelamento di ciò che, da sempre, è già presente al "centro" della nostra interiorità; seppur nascosto dalla rumorosità dei pensieri. 

In sintesi estrema, potremmo esporre i momenti iniziali del lavoro con queste proposizioni. 

È necessario amare la conoscenza

e, infiammati dal fuoco dei filosofi, ricevere le istruzioni operative da chi abbia già realizzato l'opera; 

perseverare nel cammino, con lo scopo iniziale di strappare il velo dell'io- persona, prima grande corteccia da rimuovere e superare. 

Questo comporta un incandescente sforzo iniziale, che lascerà lo spazio all'espansione della coscienza: acqua fresca e dissetante della gioia, dell'intuizione, della comprensione. 

Per superare questo ostacolo iniziale, si deve rimanere, fermi, nella consapevolezza, di fronte a tutte le esperienze esistenziali dell'io, miste di gioie e dolori. 

Qualsiasi esperienza si presenti, è importante non perdere la centralità di "colui che osserva", di fronte a ciò che accade. 

Verificando che ogni vittoria sull'ignoranza aumenterà la forza imperturbabile della liberazione.