giovedì 25 novembre 2021

L'UNIVERSO È MONARCHICO



La democrazia, mai realmente esistita sul pianeta, se non per una parvenza illusoria di tacitazione delle masse, è giunta oggi al suo epilogo finale. 
Nata da istanze rivoluzionarie autentiche e reali, che intendevano liberare l'umanità dal giogo della tirannia, è stata in realtà un amplificatore della meschinità insita nella dimensione coscienziale dell'uomo, oltreché immediatamente irretita da un gruppo oligarchico sovranazionale, in continuità nei secoli. Fanno eccezione alcuni brevi momenti dove il rispetto e la tolleranza hanno coinciso con l'ideale politico a cui si riferivano. 
Se è vero che la forma politica della democrazia è stata, almeno su un piano ideale, lo sviluppo necessario contro la supremazia egoica dei pochi, o di uno solo, essa ha fallito e, comunque, non avrebbe speranza di sopravvivere nella storia. 
Questo accade perché di questa non c'è alcuna corrispondenza nella Legge su cui è fondato l'intero Cosmo, dal piano fisico ai livelli più elevati dello spirito. 
La monarchia, superiore in assoluto alle imperfezioni umane a noi note, è la forma che regola gli universi. 
Dal Principio Logos fino alla parte più infinitesimale della materia tutto è bellezza e ordine, all'interno di una gerarchia spirituale aristocratica che salda il vertice Uno alla molteplicità delle forme. 
Solo quando la coscienza planetaria si solleverà dai suoi limiti attuali tutto questo sarà visibile, e diventerà la forma in cui l'uomo prospererà in armonia. 

Foto: Stella AG Carinae, Via Lattea, telescopio Hubble.

mercoledì 10 novembre 2021

VIBRAZIONE ED EVOLUZIONE

L'anima individuale, ossia quell'apparato complesso che chiamiamo "io", è sempre l'espressione di una vibrazione. Questa determina la possibilità di esprimersi in un corpo, non necessariamente fisico, su una scala di sette dimensioni. 

La prima dimensione è il livello del regno minerale, la seconda vegetale, la terza è animale. L'umanità terrestre esprime attualmente il livello finale del regno animale. La quarta dimensione è quella umana, nel senso più appropriato del termine. Poi si prosegue con la quinta, la sesta e la settima, che sono livelli spirituali incorporei, sempre più raffinati. 

L'umanità terrestre si trova quindi di fronte ad un bivio: tra la regressione verso le dimensioni inferiori (chiamata "morte seconda" nei sacri testi) o, aumentando la propria frequenza, involare verso la quarta e oltre. In questo passaggio evolutivo l'io si purifica dalle scorie animali presenti nella terza dimensione, che ancora oggi zavorrano i terrestri nelle espressioni proprie dell'istinto animale, come: il possesso, l'attaccamento, la difesa del territorio, il potere personale, la sessualità come espressione della gratificazione egoica inconsapevole, ecc. 

Sorge ora una domanda: cos'è che determina l'involuzione o l'evoluzione? 

Quale processo induce il livello di incarnazione, la forma che un'anima individuale può esprimere? 

In ogni individualità c'è un "campo strutturatore di forma" che diventa sempre più complesso o semplice in base alle vibrazioni che l'individuo esprime. Questo significa che l'aumento della nostra vibrazione accresce o, di contro, diminuisce la complessità di questo "campo". Il quale sarà in grado di gestire, formare corpi sempre più elevati delle dimensioni superiori o, al contrario, quelli più semplici e grossolani delle inferiori. 

La seconda domanda necessaria è: che cosa determina l'aumento o l'abbassamento della vibrazione personale? 

Il fulcro del processo è lo stato etico che esprimiamo. Più i nostri valori esprimono bellezza, armonia, universalità e più crescerà la frequenza vibrazionale che strutturerà il campo su livelli sempre più complessi. 

L'egoismo, l'attaccamento, la dipendenza, il comportamento dissonante nelle relazioni e con sé stessi, fino ad arrivare alle peggiori nefandezze contro i propri simili, abbassano la frequenza. Questo comporta lo sfaldamento del "campo", che non sarà più in grado di sostenere la forma di corpi complessi. A seconda quindi dei valori e delle azioni che assumeremo, determineremo noi stessi il livello esistenziale in cui vivremo in un determinato periodo della storia della nostra anima individuale, fino ad arrivare alla citata "morte seconda", ossia la retrocessione ai regni inferiori. Che durerà per il periodo necessario alla risalita. 

È sempre bene chiarire tuttavia che le nostre possibilità non si fermano al piano evolutivo qui accennato. Essendo ogni essere una delle infinite possibili forme del divino, in ogni momento, in qualsiasi dimensione spazio-temporale ci troviamo, con autocoscienza, possiamo interrompere il ciclo evolutivo del divenire per riconoscere la divinità che è presente in ciascuno, identica in tutti, perché: tutto è Uno. Quest'ultimo è l'orizzonte della conoscenza metafisica, detta altrimenti: "la suprema conoscenza non duale dell'Essere."