mercoledì 14 ottobre 2020

SEGNAVIA


 

Non cercare di comprendere con la mente quello che è oltre ogni possibile pensiero.
Se ti dico Uno, non sto affermando quell'uno che diventa due, tre, quattro e poi ancora all'indefinito. L'Uno a cui mi riferisco è un Non-Due, è il Fondamento stesso di ogni forma. Questo è l'Uno che sei, l'Assoluto Essere, il Padre, Dio. Tu sei il Fondamento di ogni cosa. Non pensare che sia una fantasia. Ogni forma manifesta, l'intera creazione, si poggia su questo Fondale eterno e infinito, e da Questo prende forma. Esso, in te, è coperto dai pensieri. Fermati nel silenzio, persevera in questo stato di Gloria e… vedrai. Non parlo dei pensieri che volontariamente scegli di formulare. Il pensiero che offusca l'Essere è quello che nasce senza il tuo controllo. Certo, devi sapere molte cose per realizzare la Grande Opera di riconoscerti Uno. Tuttavia ciò che dovrai compiere è molto semplice. Avrai la forza per stare di fronte a questa semplicità?
Ascolta, non giudicarmi presuntuoso perché ti parlo della Suprema Realizzazione. Io sono un fatto irrilevante. È la vita stessa che ti sta parlando, e lo fa come vuole, per ciò che è più opportuno per presentarti chi realmente sei. Non ho alcun interesse verso il tuo comprendere. Non ho aspettative verso nessuno. Mostro solo la tua Identità, e lo faccio per amore.

CHI HA ASSASSINATO DIO?

 


Uomo ingenuo e sciocco...
Dio non è descrivibile.
Non c'è una religione che possa rappresentare Dio. Perché Dio, l'Essere, la Realtà, è oltre il linguaggio, è senza forma; e della stessa forma è fondamento e possibilità.
Fai Attenzione, taci. Ogni volta che cerchi di descrivere Dio, uccidi, in te, la Verità.

sabato 3 ottobre 2020

LA MENTE È UTILE... SE LA SAI USARE





La mente è un docile e utile strumento, solo se ne conosciamo le possibilità e il funzionamento. Potremmo dire: "Impara ad usare la tua mente, altrimenti essa userà te; o, comunque, troverai sempre qualcuno che la utilizzerà al posto tuo".
Un fenomeno, tra i molti, quindi, a cui è necessario dare molta consapevole attenzione, è l'ANCORAGGIO. Esso avviene quando si fissa uno stato emotivo ad una percezione: un'immagine, una pressione tattile sul corpo, un suono, un odore, un sapore; ma anche, perché no, ad un ideale, un contesto, un luogo. Ogni volta che si ripresenteranno questi eventi-fenomeni si evocherà lo stato emotivo ad essi ancorato. La pubblicità, ad esempio, vive su questo meccanismo della mente. Come, ad esempio, ricorderete l'ancoraggio del marchio Coca Cola alle emozioni del Natale (per gli occidentali). Per essere più chiari: chi di noi non ha fatto esperienza di quanto sia evocativa una musica, un profumo, un'immagine particolare? All'istante, quando "suona la tua canzone", provi le stesse emozioni, sperimenti il medesimo stato di quel momento passato, in cui si è attivato l'ancoraggio, in bene o in male. Essi avvengono senza la nostra volontà, continuamente. Possiamo tuttavia generarli con consapevolezza, per poter disporre di uno stato specifico, da utilizzare in determinate situazioni. Come per "magia", possiamo quindi legare al toccamento di un punto del corpo uno stato di forza adatto al comando, ad esempio; o fissare ad un profumo d'incenso uno stato di calma e concentrazione efficace nella meditazione, ecc. Quando avessimo la necessità di vivere con potenza quella qualità, basterà premere in quel punto del corpo, per evocare in noi quella sensazione necessaria a dirigere un gruppo o, sul piano olfattivo, ad esempio, un livello raffinato di concentrazione, utile per meditare, ecc.
In questo contesto, succede tuttavia anche qualcosa di strano, da conoscere, necessariamente.
Così, quando ero ragazzo, (è solo un semplice esempio da amplificare a contesti più complessi e generali), avevo ancorato, inconsapevolmente, all'odore della miscela dei motori marini, tutta la passione, gli innamoramenti, il godimento delle vacanze estive. In seguito, ogni volta che sentivo quell'odore, si attivavano in me quelle meravigliose sensazioni. Una bella inalazione di carburante tossico e, voilà, entravo nella passione giovanile dell'estate.
È evidente, quindi, che spesso leghiamo uno stato emotivo, per noi importante e gioioso, a cause, situazioni, percezioni in nulla positive o, comunque, non più ripetibili. E questo non è opportuno e sano. Quando conosciamo questo meccanismo, possiamo evitare gli ancoraggi nefasti o irripetibili nel tempo; e scegliere altre occasioni che suscitino le stesse emozioni, per noi importanti. Perché ciò che conta per noi è stare in un certo modo, al di là delle cause che lo generano.
Noi pensiamo, spesso, e per ignoranza, che una determinata emozione possa essere rivissuta solo col ripetersi di un solo evento particolare. Ma, al contrario, il trovare altre ancore più sane e di facile utilizzo, sempre a nostra disposizione, che attivino lo stato importante per noi, è una nostra possibilità, che ci rende liberi.