sabato 22 marzo 2025

IL PENSIERO È MATERIA

 




IL PENSIERO È MATERIA

Il pensiero, pur non avendo consistenza sul piano fisico, è anch'esso materia. Una materia sottile, che però, sul piano mentale, può diventare estremamente densa e pesante.

Quando più individui dirigono lo stesso pensiero nella medesima direzione — soprattutto se uniti in “catena” — esso acquista un peso rilevante, capace di agire concretamente sul piano sottile.

 Questo accade sia quando tali individui sono consapevoli della forza che esercitano, sia — ancor più pericolosamente — quando non lo sono, ma hanno comunque sviluppato, in modo latente o deviato, certe qualità interiori capaci di imprimere una forza reale al pensiero.

È per questo che occorre grande attenzione verso ciò che pensiamo, e verso chi o cosa indirizziamo i nostri pensieri. Prima di tutto, verso noi stessi.

 Perché, anche se spesso non ne siamo consapevoli, pensare è un atto serio e potente.


martedì 11 marzo 2025

SULL'ILLUSIONE DELLA FELICITÀ



 

L'Occidente moderno è saturo di pratiche esoteriche, meditazioni e tecniche di rilassamento che promettono serenità e benessere. Senza dubbio, queste discipline hanno effetti positivi per molte persone. Tuttavia, rimangono spesso superficiali e non riescono a scalfire le barriere interiori che ci separano dalla vera serenità. Più che strumenti di trasformazione, rischiano di diventare un anestetico sociale. La felicità autentica non nasce dal benessere momentaneo, ma dalla capacità di confrontarsi con la propria ombra. Solo attraversando il buio interiore si può scoprire la luce profonda della gioia autogena, una felicità immotivata, che sgorga dal centro stesso dell’essere.

SULL'EFFICACIA E IL DOGMA



 

martedì 4 marzo 2025

PSICOLOGIA E SPIRITUALITÀ




“In un mondo, quello attuale, in cui tutto è segmentato e la conoscenza diventa una ripartizione in settori, c'è la possibilità di unire la conoscenza moderna della psiche e la scienza dello spirito?”

“Dipende dalla visione di riferimento di una forma di conoscenza. In alcuni casi, constatiamo un passaggio di evidente continuità tra le due. Prendiamo l'esempio di Carl Gustav Jung. La sua più importante eredità fu l’esperienza di quella che chiamò immaginazione attiva. La stessa modalità, seppur con piccole differenze, Jung stesso la rintracciò in molte millenarie tradizioni iniziatiche. Consisteva nell'entrare nel proprio subconscio e, dopo le necessarie rettificazioni, incontrare il Sé. Questo Sé, in realtà, è il Supremo Atman della metafisica indiana, ovvero l'Assoluto dentro di noi. Esso, tuttavia, si svela per gradini, nelle operazioni interiori. Incontreremo il Sé come principio ordinatore dell’individualità, poi, come espansione ad una coscienza universale. Alla fine di questo percorso, che prende avvio dal corpo e attraversa la psiche, il Sé si svelerà nella sua vera natura: l’Atman Non Duale, l’Assoluto che è il fine ultimo della Conoscenza."

SULLA RELIGIONE E L'INIZIAZIONE