mercoledì 27 dicembre 2023

SULLA CONOSCENZA E LE INSIDIE DEL LINGUAGGIO





(Questo breve scritto è di elevata difficoltà, perché richiede la familiarità con il pensiero astratto. Quest'ultimo, inoltre, non indica qualcosa che non esiste. L’astrazione che emerge in assenza di oggetti, forme di vita o fenomeni, cioè tutto ciò di cui possiamo fare esperienza, è il concetto che descrive lo stato della consapevolezza pura) 


Spesso, nell’ambito della conoscenza iniziatica, nel suo livello finale, si utilizza il termine “nulla” per indicare la nozione di “assoluto”, e “silenzio” per rappresentare lo stato essenziale affinché possa emergere la nostra divina, assoluta identità. Essa dimora al centro della coscienza, occultata dai pensieri incontrollati della mente individuale. 

Mai però sottovalutare il linguaggio… 

Il “nulla” apre infatti la deriva nichilistica, e il “silenzio” suggerisce uno stato mortalmente noioso dove non accade niente. Il significato di questi due termini, di contro, è tutt'altro; ed essi, ciononostante, possono essere utilizzati, a patto però di conoscerne il vero contenuto. 

“Nulla” significa assenza di manifestazione. E quest’ultimo termine, "manifestazione", indica la presenza di un oggetto, di un essere vivente o di un fenomeno di ordine fisico o spirituale. “Silenzio”, invece, è lo stato in cui manca il pensiero. Ciò che rimane, tuttavia, è pura pienezza consapevole e suono senza fine: possibilità a priori di ogni manifestazione e movimento. La tradizione universale, nelle sue molteplici espressioni, all'apice della conoscenza, tramanda come realizzare-svelare questo stato in noi, essendo esso la reale Identità-Una di ogni essere.

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