Giotto, "Natività di Gesù", 1303-1305
Carissimi tutti,
anche quest'anno siamo giunti alla ricorrenza del Santo Natale, che in molte tradizione riecheggia nel suo significato di rinascita ciclica del “sole”, dopo la discesa nell'oscurità profonda della notte. Al di là della bellezza della festività nei termini religiosi o tradizionali in generale, questo momento assume un significato particolare per chi stia percorrendo un cammino iniziatico.
La domanda che ci poniamo è “cosa posso afferrare da questa ciclicità? Ovvero, questo evento ritmico che cosa aggiunge al mio processo di risveglio?”
Esso è un simbolo; e, come tutti i simboli, non ha il significato cristallizzato del linguaggio parlato. Dal punto di vista operativo, quindi, ci spinge verso la giusta direzione del fuoco spirituale, e rispecchia il nostro livello realizzativo attuale. Ognuno vede in esso ciò che in questo momento ha svelato in sé. In tale orizzonte, possiamo dire che la nascita ciclica di Gesù rispecchia quanto noi stessi stiamo svelando della dimensione cristica, nella nostra interiorità: in tutti identica e da sempre presente.
In un certo senso, il significato del Natale non si distacca molto da quello della Pasqua. Sul piano essoterico, dei molti, l'ingenuità e la piacevolezza del primo lascerà il posto alla forza drammatica e solare della Passione, Morte e Resurrezione. Per un iniziato, la nascita di Gesù mostra la nostra eterna possibilità di risveglio; la Pasqua, nella sua natura pragmatica, indica invece il sacrificio della mente-pensiero, al fine di espandere la nostra consapevolezza oltre la forma, il tempo, la nascita e il ciclico morire.
Questo sacrificio, che nel processo iniziatico manteniamo stabile in ogni attimo del giorno, è per noi un sacrum-facere. Attraverso di esso, pur essendo calibrati con il mondo, sacralizziamo la nostra azione, ponendo essa nell'orizzonte infinito dello Spirito Uno.
Auguro a Voi e a coloro che vi sono cari un lieto Natale ed un inizio di anno infiammato dal fuoco dei filosofi.

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