domenica 16 luglio 2023

RIFLESSIONI SUI PRIMI MOMENTI DELLA VIA INIZIATICA TRADIZIONALE

 


La Tradizione indica la "via" per verificare, ognuno in sé, il divino presente in ogni essere. 

È per pochi. Non perché scoprire la propria vera Identità sia precluso a qualcuno, sarebbe sciocco pensarlo. Tuttavia, solo pochi sono interessati a questo viaggio. 

(Dobbiamo però sapere che sul nostro pianeta ci sono forze controiniziatiche che operano per mantenere la coscienza planetaria nell'ignoranza e nella schiavitù). 

Non è un'opera di trasformazione, ma lo svelamento di ciò che, da sempre, è già presente al "centro" della nostra interiorità; seppur nascosto dalla rumorosità dei pensieri. 

In sintesi estrema, potremmo esporre i momenti iniziali del lavoro con queste proposizioni. 

È necessario amare la conoscenza

e, infiammati dal fuoco dei filosofi, ricevere le istruzioni operative da chi abbia già realizzato l'opera; 

perseverare nel cammino, con lo scopo iniziale di strappare il velo dell'io- persona, prima grande corteccia da rimuovere e superare. 

Questo comporta un incandescente sforzo iniziale, che lascerà lo spazio all'espansione della coscienza: acqua fresca e dissetante della gioia, dell'intuizione, della comprensione. 

Per superare questo ostacolo iniziale, si deve rimanere, fermi, nella consapevolezza, di fronte a tutte le esperienze esistenziali dell'io, miste di gioie e dolori. 

Qualsiasi esperienza si presenti, è importante non perdere la centralità di "colui che osserva", di fronte a ciò che accade. 

Verificando che ogni vittoria sull'ignoranza aumenterà la forza imperturbabile della liberazione.

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