La Tradizione indica la "via" per verificare, ognuno in sé, il divino presente in ogni essere.
È per pochi. Non perché scoprire la propria vera Identità sia precluso a qualcuno, sarebbe sciocco pensarlo. Tuttavia, solo pochi sono interessati a questo viaggio.
(Dobbiamo però sapere che sul nostro pianeta ci sono forze controiniziatiche che operano per mantenere la coscienza planetaria nell'ignoranza e nella schiavitù).
Non è un'opera di trasformazione, ma lo svelamento di ciò che, da sempre, è già presente al "centro" della nostra interiorità; seppur nascosto dalla rumorosità dei pensieri.
In sintesi estrema, potremmo esporre i momenti iniziali del lavoro con queste proposizioni.
È necessario amare la conoscenza
e, infiammati dal fuoco dei filosofi, ricevere le istruzioni operative da chi abbia già realizzato l'opera;
perseverare nel cammino, con lo scopo iniziale di strappare il velo dell'io- persona, prima grande corteccia da rimuovere e superare.
Questo comporta un incandescente sforzo iniziale, che lascerà lo spazio all'espansione della coscienza: acqua fresca e dissetante della gioia, dell'intuizione, della comprensione.
Per superare questo ostacolo iniziale, si deve rimanere, fermi, nella consapevolezza, di fronte a tutte le esperienze esistenziali dell'io, miste di gioie e dolori.
Qualsiasi esperienza si presenti, è importante non perdere la centralità di "colui che osserva", di fronte a ciò che accade.
Verificando che ogni vittoria sull'ignoranza aumenterà la forza imperturbabile della liberazione.
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