La Tradizione iniziatica tramanda, da millenni, che in noi è presente, ben nascosto, uno stato di coscienza infinito ed eterno, pura beatitudine incausata e senza fine, da sempre. La domanda legittima potrebbe essere: "Se questo stato è già presente nella nostra interiorità, perché non riesco a percepire la sua infinita potenza?"
È un problema di consapevolezza. Fin quando la nostra attenzione sarà spostata all'esterno, sui fenomeni del mondo, non ci accorgeremo della sua presenza.
Un esempio. Tutti noi abbiamo il ginocchio sinistro. Tuttavia, in questo momento, non stiamo sentendo questa parte del corpo. È un concetto acquisito: sappiamo di avere il ginocchio sinistro, ma se non spostiamo la nostra attenzione su di esso, non avremo alcuna sensazione che arriva dal ginocchio. Se dirigiamo l'attenzione su di esso, ci accorgeremo che ci sono molte percezioni delle quali possiamo fare esperienza. Saremo consapevoli del nostro ginocchio e non sarà più un concetto.
Allo stesso modo, se spostiamo l'attenzione al centro della nostra interiorità ci accorgeremo di essere, in verità, molto più dell'individuo limitato di cui abbiamo consapevolezza ora.
C'è qualcosa in noi che non consente all'attenzione di spostarsi al centro.
Il processo iniziatico tramanda come rimuovere questo impedimento, per poi fissare la consapevolezza al centro, realizzando l'eternità, ora, e proprio qui.
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