(Premessa: una riflessione rivolta a un malinteso. Il suo contenuto centrale richiede, tuttavia, i necessari approfondimenti).
La Conoscenza è la storia dei malintesi…
C'è un altro equivoco pericoloso e bloccante, che rende inverosimile la Suprema Conoscenza. Essa afferma che l'ultima Verità è una Coscienza Una, assoluta ed eterna, identica in tutti. Non è il Principio creatore, ma la Fonte, il Fondamento, il sostrato dell'intera Manifestazione Universale; ed è chiamata, solitamente, "Padre Dio". L'apice della realizzazione, che risponde al motto greco "nosce te ipsum" (conosci te stesso), è svelare questo Stato, ciascuno in sé. L'intera Manifestazione Universale è un prodotto, un'illusione, una realtà relativa spazio-temporale, ossia una forma apparente e impermanente della Coscienza; come "la realtà separata" delle onde è l'apparenza, un movimento di uno stato unico e reale, che chiamiamo Oceano. Ascoltando quindi quelle strane affermazioni, la mente scettica, nella sua ingenua follia, comprende, giudica e proietta che, svelando in noi questo Essere, si potrebbe iniziare a formare galassie, universi o a governare il tempo e lo spazio, ecc. Questi, tuttavia, sono "poteri", non l'Essere; e riguardano l'illusione delle forme. Certamente, l'espansione della consapevolezza aumenta le possibilità oltre il fisico. La realizzazione non riguarda però le facoltà nell'illusione universale, ma il risveglio dal sogno di credere di essere un veicolo di espressione, come ora ci pensiamo un corpo e una mente; per fare esperienza dell'Identità reale: beatitudine assoluta, infinita ed eterna. Un'onda che comprende di essere l'Oceano, non inizia a generare mareggiate, sagomare coste, fondali o a produrre pesci. Essa si sveglia dall'illusione della molteplicità, e scopre che, in quanto oceano, ogni forma-onda apparente è una delle sue infinite possibilità.

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