sabato 8 aprile 2023

SANTA PASQUA 2023

 


In questa importante occasione, condivido un personale pensiero che non entra in merito sugli aspetti religiosi, ma cerca di cogliere il significato iniziatico interno alla Pasqua cristiana. 

In essa, sono sintetizzati tre momenti operativi fondamentali che deve mettere in atto un iniziato, ossia, colui che comprende che l'individualità non è la vera nostra identità, ma una sua forma momentanea e limitata; e ricerca nella propria interiorità il luogo aureo dove risiede il nostro Essere reale, ben nascosto sotto le macerie dell'ignoranza. 

Il giovedì santo, molti ordini iniziatici hanno rievocato ritualmente l'evento dell'ultima cena di Gesù. Questo momento e i successivi, sul piano iniziatico, diventano il significante, il supporto simbolico, di un significato che riguarda l'operatività legata allo svelamento della nostra reale Identità. "IN COENA DOMINI" è il momento in cui si fa un sacrificio rituale, quando il nostro fare nel mondo diviene un "sacrum facere". Colui che inizia la risalita verso le vette dello Spirito continua ad operare nel mondo, ma ogni sua azione e le relazioni sono sacralizzate. L'iniziato può anche fingere per essere calibrato alle situazioni, ma in cuor suo, sotto la coltre dell'apparenza, vive la sacralità in ogni evento del mondo. La sua cena sacra, il suo mangiare, assume il significato di vivere i fenomeni, assaggiarli, gustarli senza la dipendenza piagnucolante dell'io-persona. Tale qualificazione prende la forma della drammaticità del venerdì. È il momento della morte; ma non la morte del corpo o la mortificazione delle esperienze della vita. È il sacrificio della dipendenza verso gli eventi, le paure e le necessità dell'individuo. Da questo stato è possibile fruire della piacevolezza di ogni esperienza, senza tuttavia essere dipendenti dal piacere o dal desiderio verso qualsiasi fenomeno, sia fisico, sia ideale. È lo stato della libertà. Da questa posizione coscienziale è possibile possedere, realizzare, vivere qualsiasi esperienza nell'armonia della Legge universale, senza avere alcuna necessità. Perché l'attenzione è rivolta all'interno. Anche un solo interesse-dipendenza verso il mondo inficerebbe l'Opera. Tale stato porta al silenzio nel sepolcro, del sabato santo. Le operazioni compiute, che in questa sede non possono essere descritte, portano al momento necessario del silenzio. Affinché, dopo aver portato a soluzione il frastuono assordante dei pensieri caotici dell'io, possa svelarsi l'Identità reale, nascosta nel centro del nostro essere. Questo processo significa spostare la consapevolezza dall'individuo per portarla al centro. Questo non comporta l'eliminazione di ciò che siamo stati finora, con la nostra storia individuale, le nostre relazioni, le responsabilità, il quotidiano, ma significa investire queste esperienze della gioia e della potenza senza fine dello Spirito Uno, identico e già presente in tutti, da sempre. Lo stato finale di questo processo, senza escludere la Pasqua di Gesù il Cristo, per l'iniziato è chiamato risveglio o, se vogliamo, resurrezione. 


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