sabato 2 settembre 2023

SULLA REALTÀ UNA E LA PROIEZIONE DEL MOLTEPLICE

 



Nei nostri sogni, ci sono molti personaggi. E c'è un centro coscienziale, il nostro io, che si identifica con una sola di queste figure, perdendo la consapevolezza che il molteplice di fronte a lui è sempre frutto della sua stessa proiezione mentale, compresi gli scenari in cui il tutto avviene. In quello che chiamiamo "stato di veglia", il mondo in cui viviamo nel nostro quotidiano scorrere della storia, che consideriamo reale nella sua articolata complessità, accade qualcosa di simile. Anche in questo caso c'è un centro, la "Coscienza Universale", che proietta l'intero universo, come noi individui facciamo nel sogno. Di solito, con un pizzico ingenuo di antropomorfismo, è ciò che è chiamato Dio, il Grande Architetto. È pura consapevolezza. La sua potenza, non comparabile con le possibilità dell'io-persona, gli consente di identificarsi con ogni essere da Lui proiettato, anziché con uno solo di essi, come invece facciamo noi nei nostri sogni. E lo fa su sette dimensioni particolari: dal minerale, al vegetale, all'animale, all'uomo, fino a manifestarsi nelle dimensioni incorporee superiori. Ogni essere molteplice perde la consapevolezza di essere, in realtà, proprio quell'Uno, che abbiamo definito "Coscienza Universale". Tra la nostra dimensione onirica e la proiezione universale c'è un'altra differenza. Se nel sogno possiamo identificarci con uno dei molteplici personaggi, lo possiamo fare perché, in quel momento, al netto di tecniche particolari, la nostra individualità di veglia è dormiente insieme al corpo fisico. Di contro, la Coscienza Universale, nel momento in cui vivifica gli enti particolari, non perde mai la coscienza di Sé. La mancanza di consapevolezza avviene negli enti molteplici, in cui coesistono la Coscienza Universale e l'individualità particolare. Ad esempio, anche in noi umani esiste, occultata, sia la Coscienza Universale, consapevole e attiva, sia l'individualità alienata, inconsapevole che la sua reale identità è proprio l'unità della vita, presente in ogni essere particolare. La contemporaneità di consapevolezza e incoscienza nello stesso individuo è incomprensibile per la mente razionale: perché i suoi parametri logici non prevedono la possibilità di esprimere due diverse identità nello stesso momento. Per la mente non si può "essere" e " non essere", nello stesso tempo. Per cogliere la possibilità di questa coincidenza, è necessario evocare, in noi, altri strumenti di comprensione, oltre la mente discorsiva. 

La via iniziatica tradizionale, detta anche "Scienza dello Spirito", tramanda la conoscenza per ritrovare-svelare la nostra identità universale. Questa, tuttavia, è la prima grande iniziazione, e non il fine ultimo della realizzazione, che terminerà in ciò che gli alchimisti chiamavano "Grande Opera".

Al termine di questa riflessione, dobbiamo evidenziare che nel sogno notturno dell'io-persona è possibile anche avere, ciononostante quanto abbiamo affermato, una relazione con altri io. E questo incontro avviene con il corpo sottile, che utilizziamo quando il fisico è a riposo. Lo stesso che rimane quando avviene la morte fisica, ossia il semplice transito ad una realtà oltre la materia.

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