sabato 4 febbraio 2023

LIBERE RIFLESSIONI SULLA MASSONERIA E IL CONOSCERE

 



La Massoneria non è una religione. 

Essa è un metodo di ricerca interiore legato alla tradizione universale: la Scienza dello Spirito che tramanda il processo operativo, con cui il ricercatore può entrare nello spazio interiore e svelare la sua Identità reale, oltre l'io individuale e quello universale. Risponde quindi al motto di ellenica memoria "nosce te ipsum" (conosci te stesso). Ogni Fratello ritiene reale lo Spirito e le sue molteplici declinazioni nella forma: non potrebbe occuparsi della spiritualità se così non fosse. Ed essendo un uomo libero partecipa, se lo ritiene opportuno, alla ritualità di qualsiasi religione, purché non in contrasto con i principi della libera muratoria, ossia: lavorare al bene e al progresso dell'umana famiglia. 

Dell'orizzonte religioso non accetta nessuna delle affermazioni dogmatiche, che di solito hanno delle origini storiche ben precise, perché accoglie pragmaticamente solo gli insegnamenti verificabili in ciascuno, in ogni luogo e in ogni tempo. Il massone è di certo un uomo di "fede". Questa, tuttavia, non è per lui il credere a qualcosa di inverificabile, ma la necessaria apertura, a priori, verso ciò di cui farà esperienza al termine del lavoro: elemento essenziale di ogni conoscenza. Di contro, diciamo che il massone sia un uomo del dubbio, non perché aderisca all'inutile scetticismo stagnante, ma alla necessità di verifica personale dell'insegnamento. In realtà, per il vero ricercatore, fin quando non viene realizzato in sé, qualsiasi insegnamento, pur anche fosse il più elevato, rimane una credenza. Ritiene che la Realtà, la Verità, che alcuni chiamano Dio, sia presente sempre, in ogni luogo e in eterno, in tutte le dimensioni, quindi, anche in noi: e questo è il presupposto della ricerca. Ora, aggiungiamo una riflessione di carattere generale, sul fondamento non dogmatico dell'iniziazione. Senza di essa, anche la negazione di un dogma sarebbe una proposizione dogmatica. Quanto segue evidenzia che il superamento del dogma è possibile solo se la Verità è riconoscibile in ciascuno nella sua assolutezza. 

Il superamento del dogma è attuabile, quindi, perché nella prassi operativa, della quale l'umanità non è mai stata orfana, per esperienza realizzativa diretta, riconosciamo che la nostra Identità reale è una Coscienza identica in tutti, perché Una. Essa è l'Assoluto Essere, Dio, affermato dal fine ultimo della Tradizione. E tutti siamo, nella momentanea dimenticanza della Realtà, "Quello", la sua apparenza nelle forme; poiché nulla può esistere che non sia. Questo è il fine ultimo della Conoscenza, espresso dalle molteplici forme dell'insegnamento tradizionale, chiamato: "La Suprema Conoscenza Non Duale dell'Essere".


Nessun commento: