martedì 22 novembre 2016

FOLLIE D'INVERNO



E il folle,
fiore mai sbocciato,
viaggiatore cieco di luoghi lontani.

Mentre lo guardi,
specchio frantumato di Dio,
svanisce ogni certezza.

Tutto scompone,
lebbroso dell’umana gloria.

E si affaccia l’immenso
abisso del dolore.

Uccidetelo!
Grida il bambino
sofferente nel cuore anziano,
di chi non sa soffrire.

E parte,
nelle nebbie del mistero.

Sulla sua spalla 
il fagotto 
dei ricordi bambini.
Quando,
tra i colori profumati del focolare,
ogni stranezza diventava allegria.

E scende la notte
cupa e forestiera.


E mesto percorre,
grigiori freddi della memoria,
le vie d’inverno.

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