martedì 22 novembre 2016

3 parte “SEFER YETZIRAH” Uno studio sui confini tra lingua sacra ed arbitrarietà


IL CONTENUTO


Il “Sefer Yetzirà” è un concentrato di formule e di corrispondenze il cui scopo, da quanto la tradizione cabalistica ci indica, è quello di svelare il parallelismo dei fenomeni nella natura fisica ed umana, e mostrare, inoltre, come le loro radici siano situate nei mondi della pura coscienza divina. Così facendo il Sefer Yetzirah esemplifica la complessità disorganizzata della realtà, riordinandola in un insieme armonico, semplice e simmetrico.
L’intelaiatura principale di quest’insieme è costituita da 32 unità fondamentali chiamate i “Trentadue sentieri della sapienza”. Essi sono gli elementi essenziali che, per la Cabalà, costituiscono la realtà, sia nelle sue espressioni fisiche sia in quelle spirituali. Per comodità espositiva rimandiamo una maggiore esplicazione dei “32 Sentieri” al capitolo che abbiamo dedicato al numero “trentadue”.
Riteniamo importante, a questo punto della trattazione, evidenziare che, attraverso i “Trentadue Sentieri della Sapienza”, il testo struttura l’intera realtà dividendola in Sefiroth e lettere dell’alfabeto ebraico, ma, soprattutto, osserviamo che la metodologia di esemplificare la realtà oggettiva in un numero il più ridotto possibile di elementi primi è basilare nella stessa osservazione scientifica. Ad esempio, nella chimica, tutta la varietà della materia è ridotta a soli cento elementi, attraverso la cui combinazione, (per usare un termine cabalistico), si arriva, poi, alla complessità delle strutture molecolari e cellulari. Ci sembra superfluo far risaltare, in un contesto di filosofia del linguaggio, come la stessa cosa avvenga con le lettere di una lingua data, le quali, ridotte ad un numero limitato, producono l’intera possibilità della “langue”. Avendo scomodato l’osservazione scientifica, e, non a caso, il vero esoterismo non si oppone ad essa, ma, semplicemente, le ritaglia una nicchia di conoscenza propria e limitata, verifichiamo che, a differenza di quella, incapace di uscire dal campo del “sensibile” e del “razionale”, il Sefer Yetzirah offre una serie di chiavi, di corrispondenze, che si dividono in tre piani: Olam, che nel testo rappresenta il mondo fisico della creazione, Shanà, anno, ossia i fenomeni del tempo e della storia, Nefesh, anima, che mostra i fenomeni psichici, emotivi, intellettuali e spirituali dell’essere umano. Questi tre livelli, in un linguaggio più moderno, potremmo chiamarli: Spazio, tempo e consapevolezza.
Possiamo dire, inoltre, che il libro è un denso compendio in cui si cerca di accordare le discipline talmudiche relative alla dottrina della Creazione e della Merkavà, e, in questo, motiviamo più strati di lettura, che vanno dalla relazione di parallelismo tra i tre piani citati, ossia, mondo, anno ed anima, fino a scoprire le occulte indicazioni della tradizione ebraica, fonti primarie per quell’attività estatica codificata, per la prima volta, da Abulafia.
Accenniamo anche al fatto che il Sefer Yetzirah è estremamente conciso, e concentra in poche parole tantissime informazioni. Esso fa quasi pensare all’indice di un libro, più che al libro stesso. Una tradizione afferma che il materiale attualmente in nostro possesso sia quanto è rimasto di un testo più completo, che avrebbe contenuto quattrocento capitoli. La nostra edizione ne ha solo sei, e questo aumenta notevolmente la difficoltà ermeneutica nel cercare di decifrarlo, cosa che richiede un’avanzata comprensione della tradizione ebraica anteriore al testo, per conoscere le basi teoriche e pratiche su cui si fonda, e posteriore, come guida che i commentari successivi ci offrono, dall’interno della sapienza cabalistica stessa.
Concludiamo questo paragrafo, dedicato alla sintesi del contenuto del Sefer, citando un passo che mette in risalto l’importanza del testo, al fine di comprendere il pensiero cabalistico antico e moderno:
…A dispetto delle difficoltà interpretative (o, forse, grazie ad esse), il Sefer Yetzirà rappresenta il legame più significativo tra l’esoterismo antico e il pensiero cabalistico medievale e moderno, e costituisce ancora oggi una via d’accesso indispensabile per penetrare nel simbolismo giudaico”.[1]




























[1] “Mistica Ebraica” Einaudi, 1995 Torino – A cura di Giulio Busi e Elena Loewenthal. Introduzione al “Sefer Yetzirah”. Pag. 33

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