martedì 5 gennaio 2021

SI DIVENTA CIÒ CHE SI PENSA

 



Breve citazione dall’articolo della rivista Vidya (Dicembre 1988)

“SI DIVENTA CIÒ CHE SI PENSA”


L'uomo, con la tastiera della sua mente, potrà suonare consciamente o inconsciamente, saggiamente o pazzamente, felicemente o infelicemente tutte le qualità vitali che decideranno e concluderanno il suo destino.

[…] Ogni pensiero - nell'ambito dell'esperienza umana - tende per sua natura a ripetersi, ogni pensiero ripetuto tende a trasformarsi in un atto, ogni atto ripetuto ingenera un automatismo o abitudine corrispondente, ogni abitudine viene a far parte di un carattere, influenzando notevolmente la vita dell'ente e plasmando il suo destino.

Ogni pensiero, anche il più insignificante, rappresenta un germe che può portare ad una inesorabile fatalità. L'ente umano nell'ambito della sua circonferenza vitale - è un forgiatore di destini, non solo per sé ma anche per altri, e ciò è fonte di grande responsabilità.

[…] L'uomo è un Architetto-creatore, un Demiurgo, ma gran parte dell'umanità sciupa inutilmente e negativamente la sua tastiera cerebrale e il tesoro della potenza idea-pensiero. Anzi, i più non pensano affatto perché vivono di emozioni, di reazioni istintive, di passioni, di interessi strettamente materiali, di vana critica e nullaggine.

"Si diventa ciò che si pensa, questo è l'eterno mistero", afferma l'Upanishad.

[…] Chi comprende le leggi del pensiero e la sua dinamica operativa è padrone del proprio destino, che può anche sfociare nella Liberazione suprema.

[…] La profonda disarmonia psicologica, la malattia, il conflitto nel rapporto e l'aberrazione nell'agire, cui è condannata l'umanità in genere, derivano dall'errata direzione mentale.

(Dopo una disamina articolata dei principi operativi del giusto pensare, nell’articolo si passa ad enunciare un elemento (il dubbio) che inficia la potenza del pensiero rivolto, funzionale, al seme-idea della “realizzazione spirituale”, in quanto liberazione finale dalla sofferenza. È tuttavia necessario considerare un elemento essenziale del cammino iniziatico, che nell’articolo non viene espresso: il pensiero, ben utilizzato, porta di fronte alla Porta finale della Conoscenza, che può essere oltrepassata, nella realizzazione suprema, eliminando il seme-idea stesso, solo stabilizzandosi nel SILENZIO).

[…] Il dubbio distrugge il seme-idea, la fede lo sostanzia in modo inconscio, la certezza del grande Iniziato lo attualizza. Solo la fede-certezza formula una volontà positiva e dinamica mentre l'efficacia della volontà, come forza realizzatrice, è sempre proporzionata all'altezza e alla chiarezza dell'idea direttrice (ossia, rivolta alla verticalità realizzativa dello Spirito).

L'uomo comune, permeato di dubbi, incertezze e paure, non può essere creativo, i suoi "nuclei" mentali attirano solo qualità affini facendolo cadere sempre più nell'angoscia esistenziale. Il pensatore egocentrico (stadio dell'autocoscienza egoica, caratterizzato dal "senso dell'io empirico'') non "allunga" troppo il suo raggio pensativo, a volte non esce neppure dalla stessa spazialità coscienziale; […] può operare (solamente) nell'ambito di un determinato spazio-tempo.

[…] Idee affini (positive o negative) quando sono pensate da molte persone possono condizionare un intero pianeta […].


Periodico Mensile - Dir. Resp. Paola Melis

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Le parti mancanti del testo, evidenziate tra parentesi quadre, sono state tolte per due motivi: Il primo, al fine di rispettare i diritti d'autore sulla completezza dello scritto; il secondo, per non inserire ulteriori elementi concettuali, che necessitano di spiegazioni e interpretazioni più approfondite. Sono state aggiunte, tra parentesi tonde, alcune sintetiche spiegazioni, per aumentare la chiarezza della lettura.

Chi volesse leggere l’intero articolo, potrà trovarlo nel link, a seguire.

http://www.vidya.org/index.php?option=com_content&view=article&id=22:si-diventa-cio-che-si-pensa&catid=15&Itemid=38



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