L'anima individuale, ossia quell'apparato complesso che chiamiamo "io", è sempre l'espressione di una vibrazione. Questa determina la possibilità di esprimersi in un corpo, non necessariamente fisico, su una scala di sette dimensioni.
La prima dimensione è il livello del regno minerale, la seconda vegetale, la terza è animale. L'umanità terrestre esprime attualmente il livello finale del regno animale. La quarta dimensione è quella umana, nel senso più appropriato del termine. Poi si prosegue con la quinta, la sesta e la settima, che sono livelli spirituali incorporei, sempre più raffinati.
L'umanità terrestre si trova quindi di fronte ad un bivio: tra la regressione verso le dimensioni inferiori (chiamata "morte seconda" nei sacri testi) o, aumentando la propria frequenza, involare verso la quarta e oltre. In questo passaggio evolutivo l'io si purifica dalle scorie animali presenti nella terza dimensione, che ancora oggi zavorrano i terrestri nelle espressioni proprie dell'istinto animale, come: il possesso, l'attaccamento, la difesa del territorio, il potere personale, la sessualità come espressione della gratificazione egoica inconsapevole, ecc.
Sorge ora una domanda: cos'è che determina l'involuzione o l'evoluzione?
Quale processo induce il livello di incarnazione, la forma che un'anima individuale può esprimere?
In ogni individualità c'è un "campo strutturatore di forma" che diventa sempre più complesso o semplice in base alle vibrazioni che l'individuo esprime. Questo significa che l'aumento della nostra vibrazione accresce o, di contro, diminuisce la complessità di questo "campo". Il quale sarà in grado di gestire, formare corpi sempre più elevati delle dimensioni superiori o, al contrario, quelli più semplici e grossolani delle inferiori.
La seconda domanda necessaria è: che cosa determina l'aumento o l'abbassamento della vibrazione personale?
Il fulcro del processo è lo stato etico che esprimiamo. Più i nostri valori esprimono bellezza, armonia, universalità e più crescerà la frequenza vibrazionale che strutturerà il campo su livelli sempre più complessi.
L'egoismo, l'attaccamento, la dipendenza, il comportamento dissonante nelle relazioni e con sé stessi, fino ad arrivare alle peggiori nefandezze contro i propri simili, abbassano la frequenza. Questo comporta lo sfaldamento del "campo", che non sarà più in grado di sostenere la forma di corpi complessi. A seconda quindi dei valori e delle azioni che assumeremo, determineremo noi stessi il livello esistenziale in cui vivremo in un determinato periodo della storia della nostra anima individuale, fino ad arrivare alla citata "morte seconda", ossia la retrocessione ai regni inferiori. Che durerà per il periodo necessario alla risalita.
È sempre bene chiarire tuttavia che le nostre possibilità non si fermano al piano evolutivo qui accennato. Essendo ogni essere una delle infinite possibili forme del divino, in ogni momento, in qualsiasi dimensione spazio-temporale ci troviamo, con autocoscienza, possiamo interrompere il ciclo evolutivo del divenire per riconoscere la divinità che è presente in ciascuno, identica in tutti, perché: tutto è Uno. Quest'ultimo è l'orizzonte della conoscenza metafisica, detta altrimenti: "la suprema conoscenza non duale dell'Essere."
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