C'è una differenza sostanziale tra il concetto di "profezia" e quello di "previsione". Il primo indica la visione di eventi che accadranno nel futuro, come se fossero già predeterminati e irreversibili. Il secondo è invece il risultato di un calcolo, in un processo empirico e logico. La profezia quindi, nel senso comune del termine, non è legata a dati di fatto e ragionamenti, ma alla supposta chiaroveggenza del profeta, o veggente, fine a sé stessa, espressione delle sue capacità extrasensoriali.
Ci poniamo quindi delle domande: “I fatti sono già fissati? Nella profezia, quindi, il profeta vede un futuro oggettivo e stabile? Se così è, in conclusione, cosa rimane della libertà di decisione e azione dell’individuo?”
C’è un livello tradizionale della Sapienza dove possiamo avere molte risposte sull’universo e il suo Fondamento, verificabili poi in ciascuno, nel processo iniziatico realizzativo. Ammesso che tali conoscenze siano ritenute valide, prima ancora di poterle verificare. Ma tale dinamica è comprensibile solo sul piano iniziatico…
Da questo punto di vista, se è vero che il profeta abbia delle caratteristiche per cogliere una “visione”, sappiamo che essa arriva da una Fonte che ha una possibilità di calcolo infinita. Questa è la caratteristica dell’Intelligenza Cosmica che governa l’universo, la quale è chiamata da molti Dio. Allo stesso tempo, individui delle dimensioni superiori, (oltre la terza in cui vive l’uomo terrestre), sempre più “sintonizzati” con tale Intelligenza, hanno anch’essi possibilità scientifiche di calcolo incomprensibili per la nostra scienza attuale, e possono quindi computare e comunicare a nome della Coscienza Cosmica. Sempre con lo scopo di facilitare la rettificazione etica verso l’unità e l’armonia delle forme.
Il profeta riceve una visione “profetica” da un intermediario spirituale, consapevole o no che quella sia una profezia. A volte, infatti, molti artisti hanno dipinto o rappresentato in una forma d’arte qualcosa che riguardava il futuro umano, senza rendersene conto; oppure sì. In altri casi il veggente stesso, senza il bisogno di un intermediario spirituale, che nelle scritture è chiamato, semplicisticamente, “angelo”, si sintonizza con l’Intelligenza Cosmica stessa, Coscienza Universale, e coglie una visione profetica. Il messaggio arriva comunque da una dimensione che “non fissa”, non conosce a priori e non vede cristallizzati gli eventi prima che avvengano, ma è in grado di “calcolare” una “previsione”, molto lontana nel tempo ed estremamente precisa, conoscendo la Legge che regola la Manifestazione Universale (causa-effetto), e potendo analizzare, con profondità, le caratteristiche delle azioni “libere” della storia e del presente umano.
La profezia è quindi il segno di un processo scientifico e non magico; e non vede un destino inoppugnabile, ma lo calcola con sapienza e scienza.
Da tale ragionamento possiamo comprendere come tutto sia sempre modificabile, fino al momento in cui stia per avvenire; e, attraverso il “libero arbitrio”, il futuro è determinato dalla responsabilità delle scelte che l’uomo compie nella sua attualità.
Nessun commento:
Posta un commento