L'epifanìa, per il cristianesimo: la "manifestazione della Divinità".
La Scienza dello Spirito, nella sua universalità, trasversale, in genere, nelle scuole iniziatiche tradizionali, mette in luce, implicitamente, il grande errore del cristianesimo storico, (cristianesimo storico: ciò che rimane nei secoli dell'insegnamento del Maestro, completamente frainteso), ossia: il ritenere Gesù l'Unigenito Figlio di Dio. Dalla prospettiva della Conoscenza tradizionale, quindi, Gesù è un uomo, il figlio dell'uomo, un'anima individuale di elevatissimo spessore, il corpo del quale è stato generato dall'Intelligenza cosmica, la Coscienza Universale, che ha dato inizio alla creazione.
La Quale, dopo aver generato quel corpo, secondo i canoni di necessità ben precise, incarnato poi da Gesù, in quanto anima individuale di una dimensione molto più evoluta di quella umana terrestre, lo "personificò" nel momento del battesimo nel Giordano, all'età di trent'anni, divenendo Egli il Cristo. Essa, Intelligenza, iniziò ad operare tramite Lui, per il compito che era stato programmato, causa stessa della sua nascita: favorire il passaggio della coscienza planetaria terrestre ad un livello evolutivo più avanzato; processo, oggi, ancora in corso.
Da questo punto di vista, l'Unigenito Figlio non è Gesù, ma la Coscienza Universale stessa, il Logos, il Principio della creazione, (sono tutti sinonimi), che si manifestò in lui nel Giordano. La Coscienza Universale è, tuttavia, presente in ogni essere, in potenza, nascosta, in attesa che venga riscoperta in ciascuno. Essa, nel processo iniziatico, deve quindi essere risvegliata. È il passaggio dall'io persona alla consapevolezza espansa verso la dimensione universale; momento in cui riconosciamo l'altro, e ogni essere, della stessa nostra essenza.
Perché, quindi, possiamo parlare di Unigenito Figlio? Per il fatto che il Principio, che ha dato origine all'intero universo, nasce, in quanto "Figlio", da una Fonte eterna ed assoluta, (il Padre), anch'Essa presente in ognuno, e nella quale l'intera Creazione, e il suo stesso Principio, saranno un giorno, riassorbiti; per riapparire, poi, nella forma, e così ciclicamente all'infinito.
Il Figlio, essendo un prodotto, e avendo un inizio, avrà anche una fine. Perché tutto ciò che nasce, un giorno finirà.
Dal punto di vista della Conoscenza finale, chiamata Suprema Conoscenza Non Duale dell'Essere, o non dualismo, è reale solo ciò che è sempre presente, assoluto, infinito, senza inizio e incausato. E questo è il Padre, l'Assoluto Essere Non Duale, Uno e Non Due, Fonte stessa del Principio della creazione.
Il Padre è la Fonte di ogni forma manifesta, dal minerale ai livelli più elevati dello Spirito, compresi noi e Gesù, fino a comprendere il Principio stesso; perché l'intera creazione, attraverso il Principio, l'Unigenito, il Logos, sono sinonimi, è un suo apparire.
Nei termini iniziatici rivolti alla realizzazione Non Duale, quindi, è necessario rendere consapevole prima la Coscienza Universale, il Figlio, per poi risvegliare in sé la Fonte Una, e Non Duale, il Padre: fine ultimo del conoscere e del realizzare.
Per tale motivo, il Principio, duemila anni fa, disse: "Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me". (GV 14, 6)
Affinché si risvegli in ognuno il Figlio, Principio, Logos, Cristo, auguro una Buona Epifanìa, interiore, a tutti voi.
Per chi volesse approfondire il fondamento delle tesi affermate,
indico tre articoli sulla conoscenza non duale.
https://dsparolenelsilenzio.blogspot.com/2017/01/sulla-metafisica.html?m=0
https://dsparolenelsilenzio.blogspot.com/2017/01/la-realta.html?m=0
https://dsparolenelsilenzio.blogspot.com/2017/01/la-manifestazione-universale.html?m=0

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