giovedì 13 luglio 2017

RIFLESSIONI METAFISICHE 7

C'è un consolidato atteggiamento narcisistico proposto dall'io individuale ai suoi simili, che riguarda soprattutto le tematiche della crescita, del benessere, della consapevolezza oppure coinvolge l'acquisizione dei poteri, delle energie, ecc. Arriva fino a ciò che riguarda la Conoscenza Suprema dello Spirito.

Come si manifesta tale sconveniente pratica?

Quando assumiamo una competenza nei settori sopra citati, a titolo esemplificativo, prima ancora quindi di capire cosa stiamo facendo, cerchiamo di  elevarci a istruttori della scienza o ci proponiamo come dottori di tale disciplina. Mostriamo, soddisfatti e tronfi, tutte le nostre ingenue abilità, godendo gratificati dell'asimmetria che abbiamo stabilito sull'altro. E, spesso, senza voler generalizzare, non comprendendo realmente gli effetti generali delle nostre attività, osserviamo anche gli apparenti miglioramenti nel malcapitato.

Tutti coloro che si sono proposti in tali ricerche hanno vissuto inizialmente il fascino di pavoneggiarsi di quanto stavano acquisendo. Quasi tutti non sono mai guariti da questa terribile malattia dell'io.

Vediamo quindi il proliferare di corsi di meditazione, di yoga, di pratiche energetiche o di qualsiasi altra forma esoterica o simile. Non si fa altro che leggere o ricevere inviti a tali conoscenze o competenze.

Il risultato di tanta disgrazia è l'aver trasformato in una semplice pratica profana, adatta ad una palestra o ad un circolo, scienze che alla loro origine rappresentavano una Sapienza millenaria e preziosa, che richiede qualificazioni autentiche.

Tutto ciò, purtroppo, riguarda anche la Conoscenza Spirituale.
Anche in questo caso, la maggioranza dei ricercatori è più interessata a trasmettere la sua ignoranza che ad ottenere, nel silenzio, ciò che dice di voler realizzare.

Ci sono quindi offerte di sapienza nei seminari, nei corsi, nei ritiri di meditazione, ecc.

Cosa ancora più drammatica, spesso, gli insegnamenti sono a pagamento. Come se non bastasse il salario che l'ego del docente riceve sotto forma di gratificazione della superiorità sull'altro, il cosiddetto allievo.

In questa giungla moderna degli esoterismi o della spiritualità che non passa dalla "porta stretta", ("porta" che, per chi comprende, è assai gioiosa e liberante), è necessario acquisire dei segnavia che possano orientare il ricercatore ingenuo. E questo spunto di riflessione è utile anche per chi si proponga come cicerone inadeguato della sapienza.

Tali riflessioni sono, soprattutto, indirizzate alla Tradizione iniziatica.

1 Chi insegna deve aver realizzato in sé la competenza che intende trasmettere;

2 Colui che insegna senza essere un vero Maestro nella Scienza, deve aver ricevuto un incarico dal suo Maestro. Ed essendo stato autorizzato dalla reale Catena Iniziatica della Tradizione da cui proviene, sarà senz'altro libero, immune, indipendente dal risultato delle sue azioni, compreso l'insegnamento. L'umiltà, la compassione e il rigore saranno le sue compagne di docenza. È acquisito quindi il fatto che, in assenza di una reale Catena Iniziatica, ogni insegnamento è semplice ignoranza;

3 Colui che è qualificato a trasmettere un seme della Sapienza o, essendo un Maestro, a portare l'intera realizzazione della stessa, opera con la forza dell'amore ed è cosciente dello sforzo che questo comporta. Esso, senza alcuna gratificazione o desiderio, i quali elargiscono la forza anestetica del godimento compensatorio e narcisistico, si affatica, ma non è affato dipendente dalla stanchezza.

4 L'assenza di desiderio di insegnare è una delle qualificazioni di colui che realmente può testimoniare l'Insegnamento, ed è quindi adatto per essere incaricato a tale scopo.

5 Il pagamento è un fatto che non è previsto nella Tradizione Iniziatica. Essa non può essere scambiata per un lavoro o un modo di sopravvivere. Chi chiedesse un salario per tale finta competenza compie un'azione molto grave ed è giudicata severamente dalla realtà sottile, che governa il piano fisico. In alcune tradizioni è prevista l'elemosina.

6 La Conoscenza Tradizionale è ora disponibile per tutti coloro che desiderano autenticamente conoscere, ma essa comporta una grande responsabilità spirituale dell'Istruttore. Chi non comprendesse tale gravità, sarebbe meglio che tacesse.

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