Uno dei problemi della Conoscenza Non Duale è il fraintendimento.
L'Insegnamento, nelle sue affermazioni più emblematiche, è travisato dalle proiezioni personali dell'apprendista, il quale, senza la presenza di un valido istruttore, si perderebbe da subito nell'illusione di aver compreso.
Da questo punto di vista, la condizione dell'apprendistato può durare per molto tempo. La maturità non è infatti determinata dal tempo ma dai riconoscimenti coscienziali autentici del ricercatore.
Questo fatto, in realtà più che naturale per quanto riguarda la Conoscenza Non Duale, è determinato da due cause principali.
La prima riguarda l'impossibilità di fare esperienza di ciò che non può essere né descritto, né sperimentato con la mente, né, tantomeno, con i sensi fisici.
La Conoscenza ultima è spiegata per metafora, è espressa nei simboli, ed Essa, quando è una buona espressione, funge da ponte tra ciò che è indicibile e i canali di percezione-comprensione della coscienza individuale, luogo da cui ogni ricercatore si mette in cammino; ma il linguaggio non è mai ciò che intende descrivere.
Questa necessità di mediazione apre, anche nel migliore dei casi, uno spazio di interpretazione in cui si riversa la proiezione personale del ricercatore, il quale traduce il linguaggio dell'insegnamento con la sua precomprensione. La mente, infatti, non accetta di non capire e tende a riempire gli spazi vuoti (l'incomprensibile) di ciò che si presenta ad essa.
Altra fondamentale causa dell'illusione di capire la Non Dualità, strettamente legata alla prima, è l'incapacità dei molti di stare in quello stato di umiltà, in cui accettiamo, subito, il perturbante di non avere più riferimenti con ciò che a noi è noto. Perché nulla di cui facciamo esperienza è comparabile con l'assenza di forma e manifestazione della Realtà ultima.
La Non Dualità può essere compresa solo per realizzazione in sé.
La Verità finale è unità tra Conoscenza ed Essere.
Ed Essa è Consapevolezza, Esistenza e Beatitudine assolute.
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