lunedì 10 luglio 2017

RIFLESSIONI METAFISICHE 4

Se è vero che l'obiettivo di tutti gli esseri è sperimentare la felicità, è anche evidente che non tutti abbiano chiaro cosa li renda veramente felici.
La grande maggioranza comprende la felicità e la gioia attraverso la propria individualità; e cade così nella rete dell'egoismo.
L'io individuale, ignorando cosa sia realmente la causa del proprio benessere, calpesta l'altro e spalanca la porta della sua oscura solitudine.
Pochi riconoscono la realtà...
Questi, elevandosi alla coscienza universale, comprendono che l'altro è sé stessi, e in lui scoprono la loro beatitudine.
Il Principio, 2000 anni fa, indicava di amare il prossimo.
La sua frase venne però tradotta in maniera che potesse comprenderla l'individualità: "Ama il prossimo tuo come te stesso".
Questa traduzione si avvicinò alla comprensione della mente egoica, perché mantenne la separazione fra l'io e l'altro, ma non sollecitando la stessa ad elevarsi ad una comprensione superiore, divenne un'occasione fallita.
Nessuno riuscì ad amare l'altro come se stesso...
In pochi compresero la vera traduzione.
In quest'ultima, il Principio indicò la direzione da prendere e la realizzazione universale della felicità.
Questa frase suonava così: "Ama il prossimo tuo perché è te stesso".

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