Possiamo avere un'opinione diversa; e riflettere, dialogare sui fenomeni, sulla forma del mondo o sulle vicende della storia. Per quanto è tramandato e realizzato da millenni, c'è però un luogo interiore, identico in tutti, sul quale è inutile discettare; perché Esso è eterno e immutabile. Lo si può solo "vedere" in sé stessi.
Esiste quindi una sola Verità ultima che svela la nostra divina identità: l'IO SONO. Da ciò l'imperativo tradizionale "nosce te ipsum".
Questa si nasconde, ben visibile, tra le pieghe increspate della storia.
La Via che porta al Vero, cioè alla nostra Identità reale, è stata svelata, anche all'umanità, da Esseri che non fanno parte della gerarchia umana, (fatto, questo, giudicato fantasioso anche da alcuni esoteristi: quelli che fondano la loro visione-ricerca su un'inconsapevole convinzione materialistica), o da uomini di profondo valore che si sono portati autonomamente, lasciando ogni insegnamento, in tale luogo-consapevolezza dell’Essere reale. Evento, quest'ultimo, molto raro; storicamente riconosciuto al Buddha.
I Fratelli maggiori, o Saggi, che hanno compreso e realizzato l'IO SONO, hanno dato inizio alle grandi "catene iniziatiche" della trasmissione e conformato le istruzioni secondo la soggettiva e contingente possibilità di comprensione in ciascuno.
Da questa calibratura funzionale verso la differenza iniziale dei ricercatori o a causa della loro incompresione è nato, e si è in seguito fissato, il nefasto malinteso dell’esistenza di diverse visioni della Realtà, in antitesi fra loro.
Una piccola parte degli autentici ricercatori, i filosofi, nel significato tradizionale del termine, alla luce di tale Insegnamento ha realizzato quindi il livello ultimo della Verità, glorificando e trasmettendo la Tradizione.
Essi sono chiamati Risvegliati, e testimoniano che esiste un’unica Coscienza, che può essere compresa e realizzata in ognuno…
nell’assoluta assenza di pensiero.
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