La mente è un docile e utile strumento, solo se ne conosciamo le possibilità e il funzionamento. Potremmo dire: "Impara ad usare la tua mente, altrimenti essa userà te; o, comunque, troverai sempre qualcuno che la utilizzerà al posto tuo".
Un fenomeno, tra i molti, quindi, a cui è necessario dare molta consapevole attenzione, è l'ANCORAGGIO. Esso avviene quando si fissa uno stato emotivo ad una percezione: un'immagine, una pressione tattile sul corpo, un suono, un odore, un sapore; ma anche, perché no, ad un ideale, un contesto, un luogo. Ogni volta che si ripresenteranno questi eventi-fenomeni si evocherà lo stato emotivo ad essi ancorato. La pubblicità, ad esempio, vive su questo meccanismo della mente. Come, ad esempio, ricorderete l'ancoraggio del marchio Coca Cola alle emozioni del Natale (per gli occidentali). Per essere più chiari: chi di noi non ha fatto esperienza di quanto sia evocativa una musica, un profumo, un'immagine particolare? All'istante, quando "suona la tua canzone", provi le stesse emozioni, sperimenti il medesimo stato di quel momento passato, in cui si è attivato l'ancoraggio, in bene o in male. Essi avvengono senza la nostra volontà, continuamente. Possiamo tuttavia generarli con consapevolezza, per poter disporre di uno stato specifico, da utilizzare in determinate situazioni. Come per "magia", possiamo quindi legare al toccamento di un punto del corpo uno stato di forza adatto al comando, ad esempio; o fissare ad un profumo d'incenso uno stato di calma e concentrazione efficace nella meditazione, ecc. Quando avessimo la necessità di vivere con potenza quella qualità, basterà premere in quel punto del corpo, per evocare in noi quella sensazione necessaria a dirigere un gruppo o, sul piano olfattivo, ad esempio, un livello raffinato di concentrazione, utile per meditare, ecc.
In questo contesto, succede tuttavia anche qualcosa di strano, da conoscere, necessariamente.
Così, quando ero ragazzo, (è solo un semplice esempio da amplificare a contesti più complessi e generali), avevo ancorato, inconsapevolmente, all'odore della miscela dei motori marini, tutta la passione, gli innamoramenti, il godimento delle vacanze estive. In seguito, ogni volta che sentivo quell'odore, si attivavano in me quelle meravigliose sensazioni. Una bella inalazione di carburante tossico e, voilà, entravo nella passione giovanile dell'estate.
È evidente, quindi, che spesso leghiamo uno stato emotivo, per noi importante e gioioso, a cause, situazioni, percezioni in nulla positive o, comunque, non più ripetibili. E questo non è opportuno e sano. Quando conosciamo questo meccanismo, possiamo evitare gli ancoraggi nefasti o irripetibili nel tempo; e scegliere altre occasioni che suscitino le stesse emozioni, per noi importanti. Perché ciò che conta per noi è stare in un certo modo, al di là delle cause che lo generano.
Noi pensiamo, spesso, e per ignoranza, che una determinata emozione possa essere rivissuta solo col ripetersi di un solo evento particolare. Ma, al contrario, il trovare altre ancore più sane e di facile utilizzo, sempre a nostra disposizione, che attivino lo stato importante per noi, è una nostra possibilità, che ci rende liberi.
Sono chiunque tu voglia, ma solo Uno. Io Sono; e lo sei anche tu.
sabato 3 ottobre 2020
LA MENTE È UTILE... SE LA SAI USARE
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Riflessioni sull'uomo
Danilo Semprini, di formazione filosofica, da molti anni studia e pratica la via iniziatica tradizionale, nell'orizzonte della sua universalità.
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