giovedì 27 agosto 2020

IL RISVEGLIO ALLA REALTÀ



Il sogno notturno dell'individuo è una metafora che spesso è utilizzata nell'orizzonte della Metafisica, fine ultimo della Conoscenza nella non dualità dell'Essere. Nello stato di veglia, percepiamo una realtà molteplice. L'individuo crede di vivere come ente separato in relazione con indefiniti altri enti, mondi, eventi e situazioni. La realizzazione finale, non duale, svela invece una Coscienza presente ed identica in ognuno, perché Una, eterna e infinita, immutabile e senza cause precedenti a Sé; e riconosce questa come la nostra reale Identità. L'idea duale, cioè pensare di essere un individuo particolare tra altri individui, a loro volta particolari, è un errore indotto dalla possibilità che la Coscienza Una ha di identificarsi con le forme, che Essa stessa produce, assumendone le restrizioni e perdendo momentaneamente memoria, consapevolezza, della sua unità. Essendo Essa onnipotente e infinita non è limitata in nulla; può sperimentare finanche la perdita, momentanea, di Sé. Per "forma" intendiamo qualsiasi ente particolare: dal sasso, all'individuo, fino ad arrivare a qualsiasi forma di esseri superiori o divini che, in quanto enti comunque particolari, sono anch'essi una forma, un prodotto della Coscienza, Assoluto, Essere, Dio Padre. Sono, questi ultimi, tutti termini sinonimi dell'Uno-Coscienza. Proprio come avviene in ognuno di noi individui, quando pensiamo e ci identifichiamo con i nostri molteplici pensieri, le idee, perdendo quindi la coscienza di essere il pensatore. Così, noi Coscienza, ci crediamo questo o quello, il dottore, il carbonaro, il re, lo schiavo oppure, ancora, crediamo di essere un democratico, un monarchico, un socialista, un altruista, un demone o un arcangelo. Ci convinciamo di essere, essere, essere… Ma, in realtà, sono solo nostre idee, comportamenti, costruzioni della mente, utili, etiche, o no, che siano. Nel sogno, quindi, possiamo relazionarci con una moltitudine di persone, eventi, luoghi. Nell'esperienza onirica li riteniamo reali quanto noi che sogniamo; ma essi sono, appunto, un nostro miraggio, una proiezione. L'unico punto di vista reale, seppur incosciente, è quello del sognatore. In ogni sogno, qualsiasi cosa accada, c'è sempre un unico sguardo; e, quello, siamo noi. Al risveglio mattutino, ci accorgiamo che tutto ciò che era accaduto e i mondi infiniti dei quali abbiamo fatto esperienza erano solo un sogno. In quel momento, e solo in quel momento, quell'unico punto di vista notturno in noi si è svegliato, e ha preso coscienza di sé. Così, al termine del processo iniziatico, che si rivolge al vertice della Conoscenza, la Coscienza Una ritorna consapevole di Sé, e osserva che, allo stesso modo dei sogni, lo stato di veglia, per noi così molteplice e reale, era solo un  Suo prodotto momentaneo. Nel Vedanta Advaita, che significa "fine ultimo della conoscenza nella non dualità dell'Essere", il mantra supremo recita "TAT TVAM ASI", "TU SEI QUELLO". La realizzazione in sé di questa profonda affermazione, non a caso, è detta "risveglio".

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