“Chi sono io? Questo
mondo come si è svelato? Qual è la sua causa prima? Di quale sostanza è fatto?
Questo è [il metodo d’investigazione] vicāra”
Commento di Raphael:
Questo sūtra espone in
dettaglio il metodo d’investigazione vicāra. È un
metodo filosofico, un procedimento di pura ricerca degli universali, ma, a
differenza di quanto si potrebbe pensare, esso è “sperimentale”.
La filosofia yoga è
sperimentazione coscienziale; solo in un secondo tempo interviene la mente per
concettualizzare quel tanto che è possibile e darlo come oggetto di
stimolazione ad altri che desiderano facilitare la loro esperienza. Non
rappresenta, dunque, un processo esclusivamente teoretico per costruire,
appunto, una “teoria della realtà”.
La metafisica Vedānta non è un
prodotto intellettualistico, ma di realizzazione. L’Oriente, in genere, più che
sistemi teoretici filosofici intellettivi, possiede tecniche sperimentali per
svelare la realtà. Queste tecniche possono coinvolgere il fisico, l’emotivo, la
volontà, la facoltà di discernimento, ecc., o gruppi di essi, ma sono sempre
mezzi operativi per risolvere sé stessi, mai strumenti di semplici
rappresentazioni concettuali. Un’Upaniṣad è
un’esperienza vissuta, è un ritmo di vita che si è svelato.
Il Vedānta Advaita, tramite
certe tecniche, come ad esempio vicāra, vairāgya, uparati,
ecc., offre l’opportunità di esperire la verità, non di dialogare verbosamente
su di essa né di metallizzarla in aride prigioni sistematiche.
I darśana sono
semplicemente “punti di vista” di sperimentazioni coscienziali. La realtà, o la
cosa in sé, non può essere oggetto di
ideazioni (la mente, con il pensiero analitico, può solo dare un concetto del Reale-assoluto, ma lo yogi non mira a questo), essa va
semplicemente realizzata e svelata. Ciò di cui noi possiamo avere una relativa
rappresentazione concettuale è unicamente l’oggetto-fenomeno di percezione, non
il soggetto-essere.
Così, alla domanda: “chi sono io?” non basta formulare una semplice
idea-concetto per accontentare la mente ansiosa di far quadrare i conti, ma
occorre esperire quell’ente che si
pone appunto tale domanda e che sta dietro ogni possibile concetto
intellettuale.
- Per facilitare la lettura, di seguito, sono sintetizzati
alcuni termini presenti sul testo:
Vicāra, Vairāgya, Uparati:
Nello specifico, Investigazione, Distacco e Raccoglimento
interiore.
Darśana: “punto di vista”. Il termine si applica in particolare alle sei scuole ortodosse indiane, di cui il Vedānta Advaita è l’ultima e rappresenta il fine della Conoscenza nella realizzazione della Non Dualità dell’Essere. Non sono considerate come “sistemi” bensì come “punti di vista” sull’unica Dottrina contenuta nei Veda.

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