sabato 8 settembre 2018

Dal sūtra 12 dell’Aparokṣānubhūti di Śaṁkara (a cura di Raphael)









Chi sono io? Questo mondo come si è svelato? Qual è la sua causa prima? Di quale sostanza è fatto? Questo è [il metodo d’investigazione] vicāra

Commento di Raphael:
Questo sūtra espone in dettaglio il metodo d’investigazione vicāra. È un metodo filosofico, un procedimento di pura ricerca degli universali, ma, a differenza di quanto si potrebbe pensare, esso è “sperimentale”.

La filosofia yoga è sperimentazione coscienziale; solo in un secondo tempo interviene la mente per concettualizzare quel tanto che è possibile e darlo come oggetto di stimolazione ad altri che desiderano facilitare la loro esperienza. Non rappresenta, dunque, un processo esclusivamente teoretico per costruire, appunto, una “teoria della realtà”.

La metafisica Vedānta non è un prodotto intellettualistico, ma di realizzazione. L’Oriente, in genere, più che sistemi teoretici filosofici intellettivi, possiede tecniche sperimentali per svelare la realtà. Queste tecniche possono coinvolgere il fisico, l’emotivo, la volontà, la facoltà di discernimento, ecc., o gruppi di essi, ma sono sempre mezzi operativi per risolvere sé stessi, mai strumenti di semplici rappresentazioni concettuali. Un’Upaniṣad  è un’esperienza vissuta, è un ritmo di vita che si è svelato.

Il Vedānta Advaita, tramite certe tecniche, come ad esempio vicāra, vairāgya, uparati, ecc., offre l’opportunità di esperire la verità, non di dialogare verbosamente su di essa né di metallizzarla in aride prigioni sistematiche.

I darśana sono semplicemente “punti di vista” di sperimentazioni coscienziali. La realtà, o la cosa in sé, non può essere oggetto di ideazioni (la mente, con il pensiero analitico, può solo dare un concetto del Reale-assoluto, ma lo yogi non mira a questo), essa va semplicemente realizzata e svelata. Ciò di cui noi possiamo avere una relativa rappresentazione concettuale è unicamente l’oggetto-fenomeno di percezione, non il soggetto-essere.

Così, alla domanda: “chi sono io?” non basta formulare una semplice idea-concetto per accontentare la mente ansiosa di far quadrare i conti, ma occorre esperire quell’ente che si pone appunto tale domanda e che sta dietro ogni possibile concetto intellettuale.


- Per facilitare la lettura, di seguito, sono sintetizzati alcuni termini presenti sul  testo:

Vicāra, Vairāgya, Uparati:
Nello specifico, Investigazione, Distacco e Raccoglimento interiore.

Darśana: “punto di vista”. Il termine si applica in particolare alle sei scuole ortodosse indiane, di cui il Vedānta Advaita è l’ultima e rappresenta il fine della Conoscenza nella realizzazione della Non Dualità dell’Essere. Non sono considerate come “sistemi” bensì come “punti di vista” sull’unica Dottrina contenuta nei Veda.

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