lunedì 3 settembre 2018

CHI DICE CHE NESSUNO HA MAI VISTO L’AL DI LÀ O NON È MAI TORNATO DA LÌ?



Ormai molti anni fa, prima che dedicassi l’intera mia esistenza alla conoscenza metafisica, mi occupai dello sciamanismo, praticandone una parte delle tecniche tramandate. Devo dire anche di ricordare quell’esperienza con piacere, avendola attraversata con persone a me vicine, alle quali voglio molto bene.
C’era un'attività particolarmente affascinante e utile, quella dello “psicopompo”.
Detto così, per chi non è pratico della mitologia greca, da cui trae origine questo termine, potrebbe sembrare l’evoluzione, la drammatizzazione della “pippa mentale”. Diciamo un aumento di livello della gravità di quest’ultima.
Invece, lungi dall’essere una psico-metafora a sfondo sessuale, la tecnica dello psicopompo (psyche = anima; pompós = colui che manda) serve ad accompagnare le anime dei defunti nell’al di là.
La tecnica sciamanica consiste, quindi, con l’aiuto di entità sottili “amiche”, nell’accompagnare i defunti che non capiscono dove si trovino in quel dato momento e dove debbano andare.
Questo lavoro, comunque, è un’occupazione naturale di alcune entità del mondo sottile, che proprio a questa funzione sono comandate. Molti defunti non si rendono conto neanche di essere morti. Ciò accade specialmente a coloro che, nella vita fisica appena lasciata, hanno aderito a una convinzione materialistica dell’esistenza. La stessa, nei primi momenti del trapasso, stenta ad essere abbandonata.

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