venerdì 31 agosto 2018

La condivisione del Sapere e gli stratagemmi della “coda”



È in atto, ora, il meraviglioso momento della condivisione della Conoscenza, che svela la possibilità di espandere la propria consapevolezza oltre i limiti del pensiero e dell'individualità. Possiamo quindi donare, con umiltà, ciò che è stato gratuitamente ricevuto, se questo è realmente avvenuto, e nei limiti di quello che abbiamo oggi realizzato. Personalmente, pur riconoscendo la presenza di molti livelli dell’insegnamento, autentici, seppur operanti nei confini del fenomeno, io mi riferisco al fine ultimo della Conoscenza, nella Suprema Realizzazione Non Duale dell’Essere, detta altrimenti Conoscenza Metafisica. Questo sapere, tuttavia, deve giungere dalla diretta discendenza con la Tradizione Universale, costituita dai Testimoni, coloro che hanno realizzato il fine ultimo della spiritualità. E solo questi possono trasferirla nella sua interezza, avendo, in Verità, svelato in sé le infinite nostre possibilità.
Le forze controiniziatiche, che sulla terra operano per trattenere l'umanità nell'ignoranza e nella sofferenza, presenti sul piano fisico, ma ancora di più su quello sottile, hanno diluito e avvelenato la forza di questa esplosione di consapevolezza, immettendo nel mondo la mercificazione del sapere iniziatico, che mostra, per chi sa vedere, la sua fascinosa inutilità. Questo accade attraverso operatori consapevoli della loro “amata” controiniziazione o attraverso malcapitati, persone disposte alla bontà, che tuttavia non sanno bene ciò che fanno e per chi.
Nella necessità di sintesi, che quì è d'obbligo, non possiamo approfondire l'argomento per quanto sarebbe necessario. È però possibile, e necessario, condividere almeno l'elemento fondamentale di questa discriminazione: la Libertà.
Qualunque sia il nostro cammino, questo deve renderci liberi.
È necessario, quindi, sapere cos'è la Libertà, perché, proprio su questo concetto, l'esercito della controiniziazione ha posto il suo maggiore impegno. Esso ci ha fatto credere che essere liberi significhi dare spazio ad ogni nostro desiderio, sostenendo che la libertà di attuare il desiderato fosse un nostro diritto di nascita; affossandoci così nella dipendenza e nella sofferenza. Perché il desiderio è la fonte del soffrire. Tutto ciò che raggiungeremo nell’universo, su ogni livello, di ogni ordine e grado, è destinato ad essere perduto; e ogni volta che avremo realizzato il progetto dell’IO VOGLIO, insoddisfatti e fagocitati dalla brama del desiderare, partiremo per il successivo inutile traguardo.
Essere libero è l'esatto contrario, significa realizzare l'indipendenza dal desiderio, perché esso, per ignoranza metafisica, ci spingerà sempre verso l’esterno, nell’alienazione da quel “Tutto” che già siamo. Ciò non vuole dire  inibire o vietare. Questi due concetti sono gli stessi che la controiniziazione ha posto contro il “desiderio menzognero” che ha sempre svenduto, per travestirlo da primavera dell’uomo che si rivolge verso la sua emancipazione dai tabù; che sono tutt’altra cosa e decadono, naturalmente, alla luce del Sapere. L'uomo libero, al contrario, è colui che si è sollevato dalla dipendenza alienante del desiderare, perché ha scoperto di avere tutto in Sé. Vive di gioia senza causa e, da questa privilegiata posizione, può fare qualsiasi atto o gustare ogni esperienza, in armonia con la Legge che regola il molteplice, perché nulla gli è vietato, e qualsiasi azione compirà sarà sempre l'azione di un uomo Giusto.

Nessun commento: