venerdì 24 agosto 2018

Sulla Conoscenza Metafisica e le insidie del fraintendimento



Uno dei problemi della Metafisica, la Suprema Conoscenza Non Duale dell’Essere, è il fraintendimento.

L'Insegnamento, nelle sue affermazioni più emblematiche, è travisato dalle proiezioni personali dell'apprendista, il quale, senza la presenza di un valido istruttore, si perderebbe da subito nell'illusione di aver compreso.

Da questo punto di vista, la condizione dell'apprendistato potrà durare per un lungo periodo, oppure no. La maturità non è infatti determinata dal tempo ma dai riconoscimenti coscienziali autentici del ricercatore.

Il fraintendimento, in realtà più che naturale per quanto riguarda la Conoscenza Non Duale, è determinato da due cause principali.

La prima riguarda l'impossibilità di fare esperienza di ciò che non può essere né descritto, né sperimentato con la mente, né, tantomeno, con i sensi fisici.

La Conoscenza ultima è spiegata per metafora, è espressa nei simboli, nei miti, ed Essa, quando prende forma dalla sintesi tra la giusta posizione coscienziale del ricercatore e un’efficace immagine della medesima, si lascia intravvedere dalla mente individuale e dai limiti del suo linguaggio, stato da cui ogni ricercatore inizia il suo cammino; tuttavia questa intermediazione linguistica, e questo è il problema, non è mai ciò che intende descrivere.

Proprio la necessità di mediazione iniziale, quindi, con i limiti interni alla stessa, apre, anche nel migliore dei casi, uno spazio di interpretazione in cui si insinua la proiezione personale del ricercatore, il quale traduce ed assume il linguaggio dell'insegnamento con la sua precomprensione. La mente non accetta di non capire e, oltre ad analizzare e giudicare arbitrariamente, in base ai suoi parametri, tende a riempire gli spazi vuoti (l'incomprensibile, l’indicibile) di ciò che si presenta ad essa.

Altra fondamentale causa dell'illusione di capire la Non Dualità, strettamente legata alla prima, è l'incapacità dei molti di stare in quello stato di coraggiosa umiltà, in cui accettiamo, da subito, il perturbante di non avere più riferimenti con ciò che a noi è noto. Perché nulla di cui facciamo esperienza è comparabile con l'assenza di forma e di manifestazione della Realtà ultima.

La Non Dualità, nella sua limpidezza, superato lo stadio del fraintendimento iniziale, si svelerà nel raffinato lavoro iniziatico, per diretta realizzazione in Sé, oltre la forma e il linguaggio.

La Verità finale è unità tra Conoscenza ed Essere.

Ed Essa è Consapevolezza, Esistenza e Beatitudine assolute.




("Riflessioni Metafisiche 13" , già pubblicata in questo blog, rivista il 24 agosto 2018, con il presente titolo) 

Nessun commento: