La mia personale ricerca spirituale si rivolge alla Non Dualità dell'Essere, ossia il fine ultimo del conoscere e del realizzare, in cui scopriamo in noi l'assoluto Essere eterno, identico in tutti, riconoscendoci Esso stesso. In questo cammino, da "sempre" realizzato e testimoniato, che rappresenta la realizzazione finale di tutte le grandi tradizioni, è necessario avere la certezza di quanto affermato dall'insegnamento. È una necessità operativa. Esso, non essendo una credenza o una religione, ma un evento realizzativo che ognuno può sperimentare in sé, inizia dalla comprensione concettuale. Questo, non perché i concetti siano necessari alla verità, ma a causa dell'identificazione iniziale del ricercatore alla mente-pensiero. Quello che tuttavia si presenta inizialmente come filosofia sarà nel cammino realizzativo riconosciuto interiormente e senza la necessità del pensare; perché da sempre presente in noi, in quanto nostra reale Identità.
Rimanendo fermo in questa direzione, lottando contro le difficoltà iniziatiche del cammino, accolgo con serenità anche insegnamenti spirituali che derivano dalla "Scienza dello Spirito", oltre le particolarità delle religioni, che trattano dei fenomeni e della loro evoluzione. Ad esempio, spesso mi riferisco a informazioni sulla storia e la metastoria della terra o sulla struttura dimensionale dell'universo, dal fisico al sottile, parlo dell'aldilà, delle possibilità dell'uomo e di conoscenze assimilabili. Pur essendo trasversali e verificabili in vari modi, queste informazioni non possono essere prese per certe in assoluto, proprio perché duali (che sono cioè condizionate dalla relatività dei fenomeni molteplici) e non verificabili in noi. Tuttavia, se funzionali al mio obiettivo, esse possono essere accettate per vere, in attesa della possibilità di una successiva conferma degli eventi, se ci sarà.
Le credenze, (possiamo racchiudere tutte le conoscenze fenomeniche in questa categoria), che possono inverarsi oppure no, sono molto pericolose, perché modificano i nostri valori e il nostro agire; e questo ha delle conseguenze, in positivo o in negativo. È bene quindi che le stesse, vere o no che possano essere, siano rivolte all'Unità della vita, unica e sola verità realizzabile da ciascuno in sé.
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