mercoledì 21 agosto 2019

RIFLESSIONI SULL'IGNORANZA E LA SOPRAFFAZIONE





Già nel "Mito della Caverna" di Platone, in un particolare livello di lettura, sono evidenziate raffinate tecniche di manipolazione di massa. In esso, uomini bloccati nella caverna e girati verso una parete, sono indotti a credere che le ombre proiettate siano la realtà. Qualcuno riesce ad emanciparsi da questo stato illusorio. E chi fra questi ultimi ritorna, dopo essersi affrancato dall'oscurità, per liberare il popolo dalle catene dell'ignoranza, è, di solito, ucciso, proprio da coloro che sonnecchiano beati nella prigionia. Un grande risultato, ottenuto da quel ristretto numero di uomini che governano il mondo, è stato quindi il far immedesimare l'umanità sopraffatta con chi la schiaccia nell'ignoranza e nella dipendenza. Così che lo schiavo, confuso circa il suo reale stato, difenda finanche con la vita il suo aguzzino e la condizione dallo stesso generata. C'è tuttavia un altro grande successo realizzato dall'impero del potere. E questo è stato far credere che le azioni peggiori siano le più buone. Per comprendere tale sovvertimento è necessario però essere in grado di cogliere gli effetti e saperli collegare alle loro cause.

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