Cos'è che spinge un essere umano ad intraprendere la via spirituale?
La presa di coscienza che lo stato attuale in cui vive è soggetto alla necessità e alla sofferenza.
È chiaro che, a seconda dei casi, alcuni riescono a vivere momenti sereni, a volte esilaranti, pieni di soddisfazione. E questo è bello e auspicabile.
Il problema nasce però dal fatto che qualsiasi esperienza positiva noi possiamo vivere deve essere difesa con grande sforzo ed è, per sua costituzione interna, destinata a scorrere via per lasciare il posto ad altri stati e ad altre esperienze, qualunque esse siano.
Il problema nasce però dal fatto che qualsiasi esperienza positiva noi possiamo vivere deve essere difesa con grande sforzo ed è, per sua costituzione interna, destinata a scorrere via per lasciare il posto ad altri stati e ad altre esperienze, qualunque esse siano.
La consapevolezza dell'instabilità della nostra vita, ci porta quindi a cercare e percorrere la via che porta alla Realtà che mai cambia e non è dipendente da altro se non da sé stessa.
Quì inizia il cammino di liberazione, e questo non esclude nulla, non richiede l'inibizione o la rinuncia. Esso tutto include e supera qualsiasi altra possibile esperienza, in qualità e quantità.
La Via che porta alla libertà comporta una sola grande "rinuncia": La perdita della dipendenza psicologica da ciò che non è reale, perché transitorio e imprigionante; in altre parole, la realtà dell'io individuale percepita dalla mente e dai suoi limiti.
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