domenica 25 giugno 2017

Riflessioni Metafisiche 2


Le religioni, per quanto esse siano un essenziale accesso per i molti alla spiritualità, e questo è cosa giusta, hanno da sempre perso la grande occasione: spiegare cosa sia Dio.

Questo è accaduto perché l'Identità di Dio è sconosciuta anche a chi avrebbe il compito di presentarla all'umanità.

Le religioni, in genere, hanno difficoltà ad andare oltre le manifestazioni divine di Dio.

Dio non è un individuo, non è una forma ed è oltre ogni possibile connotazione.

Dio è Coscienza.

Esso non può essere visto... perché è colui che vede.

Si manifesta nella storia attraverso forme, Individui a noi visibili, comprensibili, riconoscibili e familiari alla nostra cultura.

Dio, semplicemente, è... E' ciò che esiste in assoluto, cioè, l'Essere più reale che la nostra mente possa concepire (non comprendendo). 

Egli è "Colui che è". 

Egli è da sempre e da sempre è in ogni forma da lui prodotta, compresi noi esseri umani; così come sostanzia ogni ente della Creazione.

Altro fatto inconcepibile per le molte religioni è la sua presenza in tutte le cose. Quest'affermazione, comprensibile sul piano razionale, comporta però delle conseguenze profonde e non accettabili fino in fondo: se Dio è in tutto, ogni forma trova la sua reale Identità in Dio.

La vera Identità dell'uomo stesso, perciò, è Dio. Questo non significa che l'uomo, con affermazione eretica, voglia farsi come Dio. Il significato di questa affermazione sta nel comprendere che non ci possa essere nulla che non sia Dio; a patto di rinunciare alla propria forma particolare.

Quindi, il Principio, 2000 anni fa dichiarava: "In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in Me e Io in voi" (Giovanni 14,20).

Allo stesso modo, la millenaria filosofia indiana, nel suo livello finale-non duale del Vedanta Advaita tramanda il sublime mantra:
"Tat Tvam Asi", TU SEI QUELLO.

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